1910 - 2010, l'eredità di Madre Teresa

La santa dei poveri ci ha insegnato che ogni vita è sacra, e più sacra è la vita degli ultimi. Il ricordo di Franca Zambonini, che a lei ha dedicato due libri.

25/08/2010
Il sorriso di madre Teresa di Calcutta.
Il sorriso di madre Teresa di Calcutta.

Madre Teresa di Calcutta è nata il 26 agosto 1910, anche se ha sempre indicato come data di nascita il 27, giorno del suo Battesimo. Giorno in meno o giorno in più, cade la ricorrenza 1910-2010. Il centenario viene ricordato in tutto il mondo e riferisco solo l’ultima commemorazione che ho visto: nella cattedrale di Washington sono esposte alcune reliquie, prestate alla diocesi della capitale degli Stati Uniti dalle Missionarie dellaCarità di Calcutta. C’è il rosario che la Madre stringeva quand’è morta, il 5 settembre 1997, c’è il crocifisso che appuntava sul sari. L’oggetto più commovente sono i suoi sandali, deformati dai piedi artritici, consunti da migliaia di chilometri nelle strade della miseria, scoloriti dalla pioggia o dalla calura, risuolati più volte, degni della povertà di san Francesco d’Assisi. Tra i fedeli che sfilavano nella cattedrale, molti dimenticavano la macchina fotografica per unire le mani in preghiera davanti a quei ricordi visibili di una esistenza di sacrificio dedicataai più poveri tra i poveri.

    Ritrovo tra la documentazione che raccolsi per scrivere due libri sulla Madre, La matita di Dio e  , un articolo su di lei, il primo di milioni di altri che negli anni l’hanno raccontata. Sta sulla rivista Katolicke Misije (Missioni cattoliche), quattro foglietti ingialliti in croato, datati dicembre 1928. L’articoletto descrive la partenza di una ragazza verso l’imprevedibile divina avventura cui dedicherà la vita: «Gonxhe Bojaxhiu è un’albanese nativa di Skopje. La chiamata a Dio l’ha sentita al sesto anno del ginnasio. Come san Pietro con le reti, così anche lei ha buttato i suoi libri in nome di Dio. Tutti erano sorpresi, perché era la prima della classe, rispettata da tutti, era l’anima delle donne cattoliche nel coro della chiesa. Si sentiva il vuoto che avrebbe lasciato. Quando è partita da Skopje, sono venute un centinaio di persone a salutarla. Piangevano tutti dalla commozione».

     In quelle poche righe ci sono già i tratti essenziali di una personalità che ha segnato il secolo scorso: l’ammirazione per la diciottenne già prima della classe che rinuncia ai libri per seguire la vocazione, il vuoto che lasciava, il pianto che l’accompagnava. A cent’anni di distanza, cosa resta della santa dei poveri? Resta il suo insegnamento di intransigenza evangelica. Noi andiamo con la corrente, lei andava controcorrente. Noi corriamo dietro alle cose, lei s’è privata di tutto. Noi cerchiamo la sicurezza, lei si è esposta a ogni rischio. Ci ha insegnato che ogni vita è sacra, e più sacra è la vita degli ultimi. Il percorso che ci ha indicato è un cambio del cuore. Riflettere su questa rivoluzione può essereil modo migliore per commemorare Madre Teresa di Calcutta.

Franca Zambonini
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Postato da Teju il 28/08/2010 10.26

Una grande santa!

Postato da Andrea Annibale il 25/08/2010 18.46

Madre Teresa è una figura talmente grande che a chi la osserva può apparire un aspetto diverso. Chi la straordinaria carità, chi lo spirito di sacrificio, chi l’amore per Dio, chi la difesa della vita, chi l’amore per i poveri e per la povertà (ricordo quando, durante una visita negli USA, rifiutò ogni comfort moderno come aria condizionata ecc.). Non c’è un’unica “formula” in grado di comprendere “tutta” Madre Teresa. Io, nel mio piccolo e se possibile con tutta l’umiltà di cui sono capace, noto in lei due dei tanti aspetti che l’hanno contrassegnata, ovverossia, è stata una grande donna ed è stata una donna di straordinaria intelligenza. Trovatemi un santo umanamente “limitato” e sprovvisto di intelligenza! I santi sono grandi organizzatori, grandi manager di sé stessi e degli altri. Madre Teresa ha avuto l’intelligenza di costruire un grande impero della carità, della salvaguardia della vita, dell’amore. E’ stata una grande, intelligentissima “manager”, come i più grandi santi del passato. Ciao

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