40% omicidi in famiglia compiuti da psicolabili

Comunicato stampa dell'Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani

09/12/2010

In merito ai fatti di sangue consumati nell’ambito familiare il Presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, avv. Gian Ettore Gassani dice:

La spaventosa ondata di violenza intrafamiliare degli ultimi giorni ha dimostrato ancora una volta che non è soltanto la gelosia o la mancata accettazione di essere lasciati dal partner la causa scatenante di autentici orrori intrafamiliari.

Molte di queste stragi non sono sempre il frutto di conflitti di coppia o tra familiari  ma il risultato di gravi patologie psichiatriche, spesso del tutto sottovalutate.

La legge Basaglia determinò la chiusura dei manicomi, scelta motivata correttamente dalla disumanità di quelle strutture.

L’eliminazione dei manicomi, di fatto, non ha determinato nel nostro Paese l’organizzazione di altrettante misure finalizzate alla cura dei malati psichici ed alla prevenzione delle loro gesta più violente, soprattutto in danno dei familiari conviventi.

Nelle vicende matrimoniali capita di frequente che uno dei due coniugi sia affetto da gravi forme di psicolabilità.

Allo stato, specie all’interno della famiglia, non esistono misure concrete ed immediate per tutelare quanti subiscono violenze dal loro congiunto infermo di mente.

Secondo le ricerche, le elaborazioni e le analisi del centro studi Ami almeno il 40% degli omicidi intrafamiliari viene consumato da persone psicolabili, già note alle strutture ospedaliere, alla magistratura ed ai servizi sociali.

E’ assolutamente accertato che talune patologie mentali possono scatenare nel soggetto che le soffre, reazioni di violenza inaudita.

Per tutelare la famiglia in primis e l’intera collettività, fermi i sacri principi a fondamento della legge Basaglia, occorre immediatamente correre ai ripari per creare strutture altamente specializzate finalizzate alla cura ed alla neutralizzazione di soggetti già noti per la loro pericolosità.

Pensare ancora di affidare alle famiglie la cura e la gestione di soggetti gravemente psicolabili (e non imputabili data la loro condizione) significa privare la stessa famiglia di qualsivoglia tutela.

L’Ami non propone nostalgiche riaperture dei manicomi, quanto il varo di strutture adeguatamente organizzate ed umanizzate tali da contribuire ad una politica più generale di prevenzione dei delitti intrafamiliari.

In Italia si è passati da un eccesso all’altro, come spesso succede quando si vogliono sostenere tesi teoricamente accettabili e rivoluzionarie. Troppe volte nei Tribunali la segnalazione di gravi turbe psichiche mostrate da uno dei due coniugi in danno dell’altro e dei figli non autorizza il giudice ad emettere provvedimenti di tipo cautelare.

Anzi si può affermare che il coniuge psicolabile una volta avviata la procedura di separazione o divorzio, diventa ancora più violento ed incontrollabile.

Appaiono pertanto inutili le leggi varate per fare fronte alla violenza in famiglia (legge 154/01) se poi non vengono contemporaneamente contemplate misure di monitoraggio dei comportamenti del coniuge/familiare psicolabile.

Il sacro rispetto dei principi costituzionali da garantire a qualunque persona e egregiamente sostenuti da Basaglia non può sacrificare le più elementari ed altrettanto costituzionalmente garantite regole di sicurezza e di civile convivenza tra le persone.

Senza un giusto equilibrio si continuerà a non tutelare nessuno ma ci si limiterà soltanto a sostenere meravigliosi principi che rischiano di diventare una scatola vuota”.

Comunicato stampa  Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani

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