Dopo la legge 180…la legge 181

“ Le parole ritrovate”. Giornata di discussione 33 anni dopo la legge Basaglia

02/12/2011

L’associazione “Le parole ritrovate” chiamerà a raccolta utenti, operatori, famiglie e cittadini che più o meno direttamente vivono l’esperienza del disagio mentale, per discutere insieme sulle modalità e le possibilità di migliorare e aggiornare la legge 180, che 33 anni fa ha chiuso i manicomi, ma di cui oggi, da più parti, si chiede una revisione.

La proposta di “legge 181”, come la chiamano i promotori dell’iniziativa, “definisce la cornice organizzativa e di metodo e le aree prioritarie in cui garantire gli interventi nel percorso di cura”, in continuità con la legge 180, perché ne mantiene lo spirito e i principi fondanti.
 
“La legge 180/1978 ha introdotto in Italia una ‘rivoluzione ’nel campo della salute mentale, perché ha sancito la chiusura dei manicomi; ha sancito che di norma i trattamenti per malattia mentale sono volontari, limitandone l’obbligatorietà a poche e definite situazioni; ha statuito che gli interventi di prevenzione cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali sono attuati di norma dai servizi e presidi extraospedalieri”.

Mentre i primi due principi si sono consolidati nelle pratiche quotidiane della salute mentale in Italia, il terzo, che prevede la territorializzazione dell’assistenza psichiatrica, resta in gran parte inattuato. “La maggioranza delle regioni ha emanato leggi spiegano i promotori - ma evidentemente senza un respiro nazionale e tra loro ovviamente del tutto scollegate”.
 
Riempire di contenuti quella rivoluzione spettava e spetta ad altri provvedimenti legislativi e a una infinità di atti coerenti e conseguenti affidati alla buona volontà di tanti uomini operanti nelle ASL,nelle amministrazioni,nella politica locale, nella comunità tutta e anche al ruolo attivo dei tanti utenti e familiari in carico ai Dipartimenti di salute mentale italiani a cui troppo poco in questi 30 anni è stato riconosciuto in tema di ruolo e protagonismo”.
 
E’ proprio da questo presupposto che nasce la proposta di “una legge che voglia garantire equità e appropriatezza di trattamenti a tutti i cittadini italiani”, in continuità “con lo spirito e i principi che hanno animato la 180”, ma che sappia “declinare al meglio il cosa, dove, come, quando e perché”, garantendo il coinvolgimento di utenti e familiari nei percorsi di cura e “un’attenzione continua il processi di qualità nelle prestazioni”. Le aree prioritarie d’intervento individuate dalla proposta di legge sono il Centro di salute mentale, il Centro diurno e il Day hospital, dei quali vengono declinati, nel testo, tutti gli ambiti, le finalità e le attività.

 

 

Da: Redattore Sociale

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