Sette miliardi di persone oggi: quanti domani?

Probabili sviluppi, Ined

29/10/2011

Da un miliardo di persone nel 1800, la popolazione  mondiale toccherà i sette miliardi questo mese. Le proiezioni per l’incremento per il secolo in corso variano da 10 miliardi (stima media) a 16 miliardi (stima alta) e 6 miliardi  (stima bassa).

La crescita è legata ai cambiamenti demografici in varie parti del mondo scrive Gilles Pison dell’Istitut National d’Etudes demographiques (Ined).

Nonostante un elevato numero di figli per donna, la crescita della popolazione era relativamente contenuta nei tempi passati, dovuto all'alta mortalità infantile, a causa delle epidemie e  per vari fattori che portavano ad una bassa aspettativa di vita.
Questo equilibrio si è interrotto negli ultimi secoli nel mondo occidentale. Crescita economica, miglioramento delle condizioni igieniche e progresso della medicina sono fra i fattori che hanno fatto sparire dall’Europa e l’America occidentale spettri come fame e epidemie.
Inizialmente le famiglie erano ancora numerose e le nascite superavano ampiamente i decessi. Dopo qualche generazione  (e alcuni drastici cambiamenti quali fra altri il controllo delle nascite, il cambiato ruolo della donna) c’è stato un adattamento ai nuovi parametri e si è creato nel mondo occidentale una sorte di bilancio:  la transizione demografica. (compreso l’attuale denatalità...) 

Cosa aspettarsi degli anni a venire?
Secondo  le proiezioni il ritmo della crescita della popolazione mondiale diminuirà. Per i prossimi 50 anni sarà del 2 % annuo, ma dopo tenderà a diminuire ulteriormente, per quasi stabilizzarsi fra un secolo.
L’accelerata crescita negli ultimi secoli va interpretata nei contesti delle diversi regioni  del mondo: negli ultimi 50 anni il numero delle nascite nel sud del mondo è stato alto, da 5 a 7 figli per donna.
Tuttavia anche in questa parte del mondo, di recente,  si è riscontrata una diminuzione della crescita demografica in seguito ad una riduzione della mortalità infantile, a raggiunte migliori condizioni igieniche e a progressi in campo medico ed economico.
In una prima fase di “aggiustamento”,  la diminuita mortalità ha comportato ad un numero di nascite ampiamente superiore al numero di decessi, la così detta esplosione demografica.
I demografi sono stati sorpresi quando negli anni sessanta/ settanta le nascite in tanti paesi asiatici e dell’america latina sono diminuite e hanno dovuto rivedere sensibilmente le proiezioni.

 

In ogni caso la fecondità mondiale attualmente è di 2,5 figli per donna, due volte meno del 1950.
Naturalmente i ritmi delle varie trasformazioni possono variare nei diversi contesti, ma la tendenza sembra chiara.


Per ora è la popolazione dell’Africa che sembra variare da questa tendenza. Nei prossimi 100 anni la popolazione africana potrebbe quadruplicarsi e arrivare a 3,6 miliardi nel 2100, da 800 milioni del 2000 (proiezioni delle Nazioni Unite).

 

Fonte: Pison Gilles, Population & Sociétés, Sept milliards d'etres humains aujourd’hui, combien demain?

 

 


 

 

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