28
set

Pooh: 4+3 meno uno

“Quando, la sera del 24 giugno scorso, sono uscito dal Forum di Milano dove con i miei amici Pooh avevo suonato per l’ultima volta, mi sono sentito strano, più povero, praticamente disoccupato. Cosa farò adesso, mi sono chiesto. Il disagio è durato un bel po’, capirai, dopo 38 anni di concerti insieme è dura sentirsi solo. Ma la decisione l’avevo presa io e allora...”.

    Ho incontrato Stefano d’Orazio, il leggendario batterista dei Pooh, alla prima del musical “Mamma mia” e quel discorso “retrospettivo” mi suonava stonato. In fondo, se era lì un motivo c’era: i produttori del musical più famoso del pianeta, 47 milioni di spettatori nei cinque continenti, gli avevano affidato la delicatissima traduzione delle popolarissime canzoni degli Abba. “Un lavoro davvero difficile: ho lavorato con il loro fiato sul collo, e spesso la discussione si congelava persino su una vocale che per loro era indispensabile ma che con la lingua italiana non poteva proprio starci. E’ andata bene…”.

    “E adesso ti lamenti ancora del tuo stato di “pensionato”? Onestamente mi sembri un po’ appesantito…”. Si passa le mani sullo stomaco, decisamente prominente, ma si vede che non gli importa molto: il lavoro certo non gli manca. In estate ha presentato alla Versiliana il suo nuovo musical, “Aladin”, di cui ha firmato le musiche e scritto centocinquanta pagine di libretto. “Se avessimo usato tutto il materiale - commenta - sarebbe stato il musical più lungo del mondo. Saremo a Milano al Teatro Nuovo e le prime due settimane registrano già il tutto esaurito. Aladin sarà Manuel Frattini e il genio della lampada Roberto Ciufoli, il “pelato” della Premiata Ditta mentre Jasmine, la dolce principessa (Valentina Spalletta) non sarà proprio così dolce".

    Mentre l’ex Pooh “disoccupato” lavora come uno stakanovista, i “superstiti” hanno lavorato tutta l’estate per confezionare il loro primo disco senza Stefano, in uscita il 12 ottobre. Si intitola “Dove comincia il sole”, undici canzoni che sono state precedute dal lancio di un’apripista intitolata”La casa del sole”, una canzone che più vecchi Pooh non si può. La nuova formazione, in teoria dovrebbe essere numericamente identica, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e, al posto di Stefano il batterista sessantenne. Steve Farrone, inglese di nascita ma di casa negli Usa, dove ha suonato con Whitney Houlapton.

    Steve parteciperà ai primi sette concerti dei nuovi Pooh, poi si vedrà. Intanto, nella formazione sono entrati due nuovi tastieristi per irrobustire l’organico. Quindi ora i “fab four italiani, sono diventati tre, ma con Steve e i due tastieristi sono addirittura sei. Un’altra novità: i Pooh hanno deciso di mettersi in proprio: già lo facevano parzialmente con una loro etichetta, ma la distribuzione li occupava parecchio e allora hanno deciso di far da soli anche in questo settore. Speriamo che un’organizzaione aziendale non metta in pericolo l’ispirazione musicale.

    “L’ultima volta che vi sono venuto a trovare nella vostra “azienda”alla estrema periferia di Milano - ricordo a Stefano - ho avuto la sensazione di entrare in un’azienda dove ognuno di voi aveva una stanza propria e mi sembravate dirigenti, direttori generali e amministratori delegati”. “Non hai torto, effettivamente era meno divertente essere Pooh”.
“Che tu andrai ad ascoltare al primo concerto?”.
“Ci puoi giurare, io non ho mai assistito a un concerto dei Pooh”.

Pubblicato il 28 settembre 2010 - Commenti (0)
18
set

Il nuovo disco di Gianna per Penelope

Dopo l’annuncio della maternità, prevista per il prossimo gennaio, Gianna Nannini uscirà proprio in quel periodo con il suo nuovo album, intitolato “Io e te”. Comunque lo si voglia leggere, è chiaramente dedicato alla sua bimba, che si chiamerà Penelope. E, allargando il concetto, all’amore in generale.

    Gianna, 54 anni compiuti il 14 giugno scorso, non ha mai nascosto di voler essere mamma, e ha raccontato nel suo libro “IO”, pubblicato da Rizzoli nel luglio 2005, come per ben due volte fosse rimasta incinta e successivamente vittima di due gravidanze interrotte suo malgrado.

    Ecco come racconta i fatti: “Sono incinta da tre settimane. Non credo ai miei test. Sprofondo in una fiaba che ha gli occhi di Nannino. Vado alle terme svizzere di Vals per un servizio fotografico e dopo tutte quelle curve, quei bagni o non so perché, perdo Nannino in una casa momentaneamente presa in affitto durante la realizzazione del disco. Ostinata ci riprovo. Questa volta ci risiamo. Bene. Riincinta. Non posso mancare alla marcia della pace, la faccio tutta. Venticinque chilometri da Perugia ad Assisi per far capire che nessuno vuole la guerra. E’ un trionfo d’amore e Bubi è con me fra settecentomila persone tutte sparse a cantare. Il coraggio di essere tanti unisce, mentre la stanchezza dei venticinque chilometri è da svenire di caldo e di passione. Torno a Milano con Nannino stanco anche lui, Mentre scrivo “Immortale” al telefono con la mia amica Isabella, un mal di pancia e riaddio Nannino. Mi rimetto in pace coi sensi in tour”.

    Per la cronaca la canzone “Immortale” esce nel 2008.

Pubblicato il 18 settembre 2010 - Commenti (0)
06
set

Massimo Ranieri a Sanremo... da presentatore

Massimo Ranieri ha vinto la sua personale battaglia: dopo lunghi silenzi la Rai ha deciso di produrre le quattro commedie di Eduardo De Filipppo che, annunciate durante l’estate, erano sparite dai palinsesti. Si tratta di Filumena marturano, Questi fantasmi, Napoli milionaria e Sabato domenica e lunedì. La novità è che non saranno proposte in napoletano ma “adattate”in italiano.

    La notizia ha portato un po’ di scompiglio tre i puristi, ma non è la prima volta che vengono proposte in una lingua diversa da quella partenopea. Lui scriveva in italiano e poi faceva parlare gli attori in dialetto. E poi sono state tradotte e rappresentate in quarantadue lingue del mondo.

    Con Eduardo la Rai prosegue sul percorso accidentato, ma doveroso, della cultura in Tv. E va avanti nonostante I Promessi sposi abbiano avuto un ascolto medio basso mentre anche il super promosso Rigoletto ha raggiunto “solo” 2 milioni e 659 mila spettatori. Ora si aspetta la risposta di Massimo alla proposta di presentare Sanremo.

    Secondo me una scelta giusta: Ranieri ormai padroneggia il palcoscenico sia con il varietà (grande successo di Canto perché non so nuotare) sia con il teatro classico come quello di Eduardo. E poi Sanremo lui l’ha vinto con “Perdere l’amore”, una delle canzoni che hanno trovato nazionalità e successo in parecchi Paesi del mondo.

Pubblicato il 06 settembre 2010 - Commenti (0)
30
ago

Elio e Anna, scintille a X Factor

Nasce tra le polemiche la nuova edizione di X Factor. Elio, che senza le sue storie tese si è addossato il peso di far dimenticare Morgan, polemizza con la compagna di giuria Anna Tatangelo. Della compagna di Gigi d’Alessio dice: “Non ascolterò mai le sue canzoni e non avrò mai un suo disco in casa, lei farà altrettanto con i miei. Anna ha 23 anni ma sembra ne abbia 37, esprime un mondo che non conosco e non mi interessa conoscere ma condivido la scelta della produzione”.
    Tra Elio e Anna c’è della ruggine da quando Elio e le Storie Tese condussero un dopo festival e la Tatangelo, invitata, non si presentò. Ma non sono questi i motivi delle dichiarazioni di Elio. Rappresentano due mondi musicali e non completamente diversi. Una disputa è nata quando Anna ha giudicato un concorrente non idoneo perchè cantando usava il falsetto. E lui le ha ricordato che lo usavano anche i favolosi Bee Gees e, in Italia, Alan Sorrenti con una canzone, Tu sei l’unica donna per me, che è un successo ancora oggi.
    Mara Maionchi si dice soddisfatta del comportamento di Anna, ma si sa com’è fatta la discografica di lungo corso. Perciò attenta Anna. Alla prima che mi fai… Blog.
    La cronaca aveva avuto un sussulto di pudore, così quando il 17 gennaio scorso Gianni Bella era stato colpito da un ictus, la notizia era apparsa senza clamore. Ora Gianni è stato dimesso dall’Ospedale San Giorgio di Ferrara e si è rimesso al lavoro. Con l’ormai inseparabile Giulio-Mogol-Rapetti sta preparando un’opera classica tratta dal romanzo omonimo di Giovanni Verga, Storia di una capinera. Un’esperienza nuova per entrambi. In questi giorni al Circolo Parla Lirica hanno concluso le audizioni per scegliere i protagonisti. Mogol e Gianni Bella hanno scritto tante canzoni insieme, tra cui l’ultimo successo discografico consistente di Adriano Celentano, Io non so parlar d’amore. Ora inizia una nuova avventura.

Pubblicato il 30 agosto 2010 - Commenti (0)
20
ago

La Riviera di Vasco e del Molleggiato

Giorni di febbrili trattative a Sanremo dove il Premio Tenco, dedicato al cantante che nel 1967 si suicidò dopo un’ingiusta esclusione dal Festival, rischia di sparire dal calendario delle manifestazioni della "città della musica”. Almeno  così l’ha definita il sindaco Zoccarato, quando si è parlato dell’eventualità che tra Rai e il Festival  ci fosse la possibilità di un clamoroso divorzio.

     Città della musica o meno, fatto sta che il Premio Tenco al momento è irrealizzabile per mancanza di fondi. La Regione ha fatto il suo, raddoppiando il contributo a 100 mila euro, ma  è il Comune a creare problemi: sino a un anno fa sosteneva il più prestigioso premio musicale italiano con 300 mila euro ma quest’anno è sceso a 100 mila lordi Iva compresa (così alla manifestazione ne rimangono solo 83 mila). Troppo poco per organizzare una passerella che ha visto esibirsi sul palco dell’Ariston i più noti artisti della musica nazionale e internazionale. Compreso quel Vasco Rossi che, di solito allergico ad apparire al di fuori dei suoi concerti, ha ormai adottato la città del Festival come residenza estiva (e non solo).

    In questi giorni se ne sta a bordo del suo panfilo Jamaica-No Problem 2 ma è difficile incontrarlo perchè s’è innamorato di Facebook e se ne sta tutto il tempo sotto coperta a trafficare sul computer. Un altro ospite fisso della Riviera di ponente è Adriano Celentano, che ha acquistato un  residence all’interno dell’Hotel del Mare di Bordighera e che proprio due giorni fa, alla chetichella, accompagnato da Claudia Mori, s’è fatto visitare al Pronto soccorso dell’Ospedale Borea di Sanremo per forti dolori gastrointestinali. Per fortuna, dopo un’accorata visita e un’opportuna terapia, il Molleggiato è stato dimesso.

     “Sanremo è la città della musica” ha detto il sindaco: infatti ci sono Celentano e Vasco Rossi, ma non ci sono  soldi per il Tenco che, a ottobre, o si trasferirà a Genova o chiuderà la sua storia gloriosa. Intanto per dimostrare la mancanza di fondi Zoccarato  s’è ridotto lo stipendio da tremila euro netti mensili a duemila: un buon esempio? Certo ma adesso salvi il Tenco.  

Pubblicato il 20 agosto 2010 - Commenti (0)
09
ago

E Sanremo abbandona il Premio Tenco

Giorni di febbrili trattative a Sanremo dove il Premio Tenco, dedicato al cantante che nel 1967 si suicidò dopo un’ingiusta esclusione dal Festival, è sul punto di sparire dal calendario delle manifestazioni della “città della musica”. Almeno così l’ha definita il sindaco Zoccarato quando si è parlato dell’eventualità che tra Rai e il Festival ci fosse la possibilità di un clamoroso divorzio.

    Città della musica o meno, fatto sta che il Premio Tenco al momento è irrealizzabile per mancanza di fondi. La Regione ha fatto la sua parte raddoppiando il suo contributo a 100 mila euro, ma è il Comune a creare problemi: sino a un anno fa sosteneva il più prestigioso premio musicale italiano con 300 mila euro, quest’anno l’ha ridotto a 100 mila lordi Iva compresa (così alla manifestazione ne rimangono solo 83 mila).

    Troppo poco per organizzare una passerella che ha visto esibirsi sul palco dell’Ariston i più noti artisti della musica nazionale e internazionale. Compreso quel Vasco Rossi che, di solito allergico ad apparire al di fuori dei suoi concerti, ha ormai adottato la città del Festival come sua residenza estiva (e non solo). In questi giorni se ne sta a bordo del suo panfilo Jamaica-No Problem 2, ma è difficile incontrarlo perché s’è innamorato di Facebook e se ne sta tutto il tempo sotto coperta a trafficare sul suo computer.

    Un altro ospite fisso della Riviera di ponente è Adriano Celentano, che ha acquistato un residence all’interno dell’Hotel del Mare di Bordighera e che proprio due giorni fa, alla chetichella, accompagnato da Claudia Mori, s’è fatto visitare al Pronto soccorso dell’Ospedale Borea di Sanremo per forti dolori gastrointestinali. Per fortuna, dopo la visita e un’opportuna terapia, il molleggiato è stato dimesso.

    “Sanremo è la città della musica” ha detto il sindaco: infatti ci sono Celentano e Vasco Rossi, ma non ci sono soldi per il Premio Tenco che, a ottobre, o si trasferirà a Genova, o chiuderà la sua storia gloriosa. Intanto, per dimostrare la mancanza di fondi, Zoccarato s’è ridotto lo stipendio da 3.000 euro netti mensili a 2.000. Un buon esempio? Certo, ma adesso salvi il "Tenco".

Pubblicato il 09 agosto 2010 - Commenti (0)
29
lug

Festival di Sanremo, il sindaco canterino

L’ultimo exploit del sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, 35 anni, Pdl: si è iscritto al concorso Sanremo Lab, dal quale vengono scelte le voci nuove che parteciperanno al prossimo Festival. Non è finita: il regolamento del Sanremo Lab prevede due categorie: testi in italiano e in dialetto, e il sindaco canterino parteciperà alle selezioni con un pezzo in genovese. E intende andare sino in fondo nella competizione. Forse per ritrovarsi sul palcoscenico al fianco di Belen. E sì, perché ora sembra essere tornato a più miti consigli. All’inizio, infatti, appena uscite le notizie circa l’uso di droga da parte della show-girl argentina, aveva tuonato: «Non accetto di associare alla mia città qualcuno che non abbia una moralità certa e se Belen ha fatto uso di droga a questo punto non mi fa piacere vederla sul palco dell’Ariston. Farò le barricate perché venga scelta una persona onesta e per bene». Ora il dietro-front. E che retromarcia: «Non sta al sindaco di Sanremo fare il giudice né tanto meno prendere il posto della Rai e scegliere il conduttore del Festival. Rispetto al caso Morgan le due situazioni mi sembrano diverse: Morgan fece dichiarazioni a favore del consumo di droga e spero vivamente che Belen non le farà». Domanda: che cosa o chi possono aver fatto cambiare così radicalmente idea al sindaco di Sanremo?

Pubblicato il 29 luglio 2010 - Commenti (0)
23
lug

Anche il tormentone è riciclato

Alla ricerca del tormentone perduto. L’avete notato? Non ci sono più quegli ossessionanti tormentoni di una volta, quelli che aprivi la radio e ti si attaccavano addosso. Si, quest’anno, con traino dei Mondiali del Sudafrica u n tormentino ce l’ha dato Shakhira con il suo Waka waka, ma non ha fatto “ossessione”.

    A pensarci bene però un tormentone c’è, si intitola Da da da ed è anche il titolo della trasmissione, a costo zero, trasmessa ogni sera su Raiuno dopo il TG. La trasmissione sottolinea, presentando momenti di vera e propria antologia televisiva, il meglio di  una  TV che proprio non c’è più. Non ci sono più quei personaggi, quelle idee, quell’umorismo mai greve che ha occupato tante nostra serate davanti al video. E, se è vero che la Rai risparmia sul budget, è anche vero che il confronto con i programmi di oggi, soprattutto da maggio a settembre, è quanto meno desolante. Forse bisognerebbe istituire un canone stagionale e non obbligarci a pagare un abbonamento solo perché possediamo un elettrodomestico che si chiama televisore.

     Tornando a Da da da,  forse abbiamo scovato il tormentone dell’anno, anche se quella canzone tedesca arrivò in Italia nel 1982. La proponevano Peter Reimmer, la voce, Gert Krawintel, la chitarra ed Peter Beherens,il batterista. Il titolo completo era Da da da I don’t love you, you don’t love me (Io non ti amo tu non ti amo) ed era talmente orecchiabile che fece il giro del mondo . Loro si chiamavano semplicemente Trio ma siccome era l’anno dei mondiali vinti dall’Italia, si racconta che il campionissimo Rumenigge, prima della partita con la nostra Nazionale andando in pullman allo stadio, ascoltò alla radio proprio quel Da Da Da e che la fece subito spegnere. Finì con la nostra vittoria e da allora in Germania quel Trio fu oggetto di riti scaramantici.

     Ma come sempre queste cose sono solo inaspettati effetti collaterali. La Wolkswagen, infatti, nel 1987, ricuperò Da da da e ne fece la colonna sonora di uno spot televisivo. E solo un paio di anni fa il nostro regista Paolo Sorrentino volle che Da da da facesse parte della colonna sonora del suo film Il divo, basato sulla vita di Andreotti.  Il film vinse il premio della Critica a Cannes e ottenne una candidatura all’Oscar per l’incredibile trucco che trasformò l’attore Toni Servillo  nell’alias del “divino Giulio”. Quindi la fama di porta jella proprio non sta in piedi. E ventotto anni dopo è ridiventato tormentone.

Pubblicato il 23 luglio 2010 - Commenti (0)
13
lug

Arriva Ligabue. E' Marco

Di solito il popolo dei concerti che si ammassa da molte ore prima dello spettacolo subisce e sopporta gli artisti chiamati ad aprire il  concerto del loro idolo. Qualche volte,addirittura, disapprovano fischiando. I Rio, il gruppo nato nel 2001 e ormai sul mercato con diversi dischi, fanno l’eccezione: sono stati chiamati ad aprire tutti i concerti di Luciano Ligabue e le loro esibizioni hanno consensi ed entusiasmo.

     Sono cinque ragazzi, Fabio Mora, Fabio Ferraboschi, Dj Bart, Paddo e Marco Ligabue, il fratello minore di Luciano (dieci anni esatti tra di loro): Sarebbe facile attribuire il consenso alla  i confronti di “Big Luciano”, ma non è così. I Rio hanno da tempo  un loro pubblico fedele che li segue nei concerti e compra  i loro dischi che sinora erano stati realizzati da indipendenti. Il loro nuovo disco, Il sognatore, invece viene distribuito dalla Sony, una delle più potenti multinazionali, che ha voluto inserirli nel proprio catalogo. Tra l’altro i Rio hanno contribuito alla creazione di un’area di 10 mila metri quadrati di foresta nel Madagascar. Da venerdi allo Stadio di San Siro, a Milano, un doppio Ligabue. Luciano con il suo Arrivederci Mostro  e Marco con il  suo Sognatore, dieci pezzi  inediti di rock che sa anche essere piacevolmente “morbido”. E il successo sarà doppio.  

Pubblicato il 13 luglio 2010 - Commenti (0)
05
lug

Sanremo, avremo il "Festivalpanettone"?

Mentre stanno per cominciare le trattative tra la Rai e il Comune di Sanremo per il prossimo Festival - la questione è squisitamente economica, la Rai vuol pagare meno, il Comune incassare di più - cominciano le grandi manovre per trovare i cantanti giovani che saranno inseriti nel cast. L’iniziativa l’ha presa l’ex famigerata Accademia della canzone gestita dal Comune che, superati i problemi giudiziari, s’è trasformata in SanremoLab e l’anno scorso ha regalato al Festival due voci importanti: Arisa e di Simona Molinari.

    Adesso nuovo cambiamento: il nome della nuova Accademia è “Area Sanremo” e si divide in due settori, la nuova Sanremo Lab sceglierà gli otto migliori cantanti che presenteranno inediti in lingua italiana; la seconda, Sanremo Doc, ospiterà canzoni in dialetto. E alla fine il direttore artistico (sarà ancora Mazzi?... Che Dio ci scampi) sceglierà quali e quanti artisti la doppia selezione porterà all’Ariston. Con questa doppia scelta i “fornitori” del Sanremo 2011 saranno X Factor, il cui vincitore andrà di diritto al Festival e, dopo due vittorie consecutive (Carta e Scanu), quelli di Amici, che non staranno certo a guardare. Insieme, praticamente, faranno mezzo cast.

    Intanto, continua la ridda di nomi sui candidati presentatori. La Rai vorrebbe ancora la Clerici, anche se Antonella difficilmente correrà il rischio di concedere il bis. Un nome gettonato è quello di Fabrizio Frizzi, ma ancora non gli è stata trovata una partner. C’è poi un’ipotesi che probabilmente diventerà realtà nel 2012: il ritorno di Palo Bonolis con la nuova arrivata in Rai, Paola Perego, compagna di Lucio Presta, l’agente che da solo, usando gli artisti che ha sotto contratto, potrebbe compilare i palinsesti di Rai e Mediast.

    Infine,  l’ultima, ghiotta ma non confermata ipotesi: Christian De Sica e Belen Rodriguez. Insieme ci hanno “bombardato” con gli spot telefonici, insieme gireranno il film panettone “Natale in SudAfrica”, il loro contratto con la Tim scade a dicembre. Un rinnovo e voilà: ecco pronto il primo “Festivalpanettone”.

Pubblicato il 05 luglio 2010 - Commenti (0)
30
giu

Luglio, col samba che ti voglio...

Luglio a tutto rock a Roma, samba e musica latino americana a Milano. Con questa colonna sonora le due metropoli italiane hanno vestito l'estate. Grandi nomi all’Ippodromo delle Capannelle dal 5 al 30. Iniziano The Cramberries di Dolores O’Riordam, poi arriva il rocker albanese Mika, frequentatore abituale delle hit parade mondiali, quindi è il turno dei Gossip, e il 17 prima data italiana degli ZZ Top.

    Senza tregua il rock’n roll: il 13 Ska-P, più 99posse, più the Hormonautes, e ancora Piotta. Il 14 luglio, mentre a Parigi si balla per festeggiare la presa della Bastiglia, a Roma serata tutta italiana: i geniali Baustelle e, unica donna presente nell’intero cast, la giramondo Nina Zilli. Il 15 tocca a Skunk Anansie, e il 21 agli alternativi italiani Afterhours, che Mina ha voluto nel suo penultimo disco interpretando una loro canzone. Il 22 luglio: è il giorno dei redivi Litfiba, poi toccherà ai mitici The cult, il 26, mentre il 27 saliranno sul palco Daniele Silvestri e l’Orchestra Piazza Vittorio. Il costo dei biglietti va dai 35 ai 15 euro. Con lo slogan musica sempre più verde, il Festival dedicherà una particolare attenzione all’ecologia lanciando un primo esempio di raccolta differenziata nell’area dei concerti.

    Milano, invece, ha scelto il calore della musica latino-americana, ospitando per la ventesima volta il Festival Latino-Americando: si svolge nell’Arena antistante il forum di Assago e durerà 62 giorni, sino al 16 agosto. Il 3 e il 25 luglio aprono i cubani Los Vian Vian e il venezuelano Oscar D’Leon. Poi arrivano i Los Lobos, Gilberto Gil, una leggenda della musica brasiliana. E così via, sino alla fine delle grandi vacanze.

    Juan Josè Fabian - il peruviano che è promotore de “il sabor musical” sin dalla prima edizione, ed è ora direttore della rassegna - vuole costruire a Milano,  d’accordo con i vari consolati, La casa dell’America Latina, uno spazio dove la musica non finisca mai, e diventi anche un luogo di assistenza per consulenze gratuite agli emigrati, alcuni dei quali ormai sono di terza generazione, mentre altri si sono integrati sposando cittadini italiani.

    Dal 1991 a oggi sono stati dieci milioni i visitatori del Latino-Americando, 50% italiani e 50% stranieri. Il prezzo dei biglieti va dai 6 euro il lunedì sino ai 18 euro del week-end.

Pubblicato il 30 giugno 2010 - Commenti (0)
22
giu

Cantare la Merini

E’ uscito proprio il primo giorno di un’estate anomala un disco decisamente fuori dagli schemi: contiene infatti undici brani con testi composti da Alda Merini di cui otto inediti. Li ha incisi  Giovanni Nuti, un cantautore di Viareggio che nei suoi album precedenti ha avuto la collaborazione di Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Mango e Roberto Vecchioni.

     La conoscenza con la poetessa è avvenuta bel 1994 quando Giovanni mette in musica I sandali, una poesia scritta dalla Merini. La poetessa  milanese chiede di incontrarlo e  nasce così un sodalizio artistico: nel 2004 Giovanni Nuti scrive la musica per l’album Milva canta Merini che segna il ritorno di Milva in Italia dopo undici anni di assenza. La stessa Merini, nel Duomo di Milano, davanti a quattromila fedeli, recita, nel ruolo di Maria, il suo Poema della croce, sempre musicato da Nuti.

     Altri incontri, altre esperienze:oggi è la volta di Una piccola ape furibonda che Giovanni Nuti, insieme a Valentina Cortese e la partecipazione di Milva, ha presentato il 21 marzo scorso al Teatro Dal Verme di Milano in un tributo alla poetessa scomparsa. La Merini aveva anche mandato una sua canzone al festival di Sanremo ma il direttore artistico Mazzi l’aveva bocciata. L’incipit di Una piccola ape furibonda recita: “chi regala le ore agli altri vive in eterno. Gli orologi non sono mai stati andati agli appuntamenti. Si può essere qualcuno semplicemente pensando…". L’album è arricchito da illustrazioni di Enrico Baj             

Pubblicato il 22 giugno 2010 - Commenti (0)
15
giu

Caccia grossa per X Factor

Tatangelo? Certo, certissimo, anzi improbabile. Caccia grossa per la nuova edizione di X Factor che dopo aver sostituito Morgan con Elio (quello delle Storie Tese) cerca la seconda donna da affiancare come giurata a Mara Maionchi, dopo che Claudia Mori ha deciso di dare forfait, almeno così pare. Dunque il nome che circola più insistentemente è quello di Anna Tatangelo, la compagna di Gigi D’Alessio.

    Ma sulla sua scelte ci sono forti perplessità. E’ vero - ammettono i responsabili - che ci piacerebbe l’idea di “ringiovanire” la giuria, che tra l’altro è anche responsabile della gestione dei cantanti, ma, senza nulla togliere alla Tatangelo, forse lei manca ancora quell’esperienza che invece ha ormai consolidato come cantante. Quindi è saltato fuori un altro nome, quello di Francesco Renga, che ormai s’è inserito di diritto tra quelli che nella musica contano e, oltretutto, ha portato a buon fine un’operazione sulla quale pochi credevano: quella di imporsi anche come cantante “lirico”.

    Se poi l’idea di portare a quattro le squadre che partecipano al programma si concretizzasse, l’intreccio si aggroviglierebbe. Perché i giudici da scovare sarebbero quattro. E allora s’è parlato di un candidato che ancora non ne sa nulla ma su cui tutti sarebbero d’accordo: quel Roberto Vecchioni che non è proprio di primo pelo ma come pochi da del “tu”alla musica. Mara Maionchi, discografica di lungo corso e grande esperienza, attende gli eventi con calma perché sta girando un film con Aldo Giovanni e Giacomo, che per ora si intitola “La banda dei Babbi Natale”. Lei sarà la nonna di Giovanni e si sta divertendo un mondo.

    In quanto a Claudia Mori, lei un amo l’ha gettato in altre acque: presentare in coppia con Mara una trasmissione ispirata al film Thelma e Louise. Insomma di carne al fuoco ce n’è tanta. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i telespettatori che seguono X Factor; vorrebbero la giovane Tatangelo, il più collaudato Renga, il “matusa” Vecchioni, o preferirebbero il ritorno di Claudia Mori. O magari hanno in mente qualcun altro che non è stato preso in considerazione. Se vi va, datemi il vostro parere, lo gireremo ai responsabili di X Factor.

Pubblicato il 15 giugno 2010 - Commenti (0)
07
giu

Parole, parole, parole...

Giulio “Mogol” Rapetti, l’autore dei testi delle più belle canzoni di Lucio Battisti, da tre anni organizza un premio che segnala il meglio nelle canzoni della stagione. Il primo anni è toccato a “Fango” di Jovanotti, l’anno scorso, con molte perplessità da parte della stampa che l’aveva stroncata, ha vinto “Luca era gay” di Povia. Stavolta, la giuria, presieduta da Dori Ghezzi, presidente delle Fondazione De Andrè ha stabilito che il premio dovesse esser diviso in due e così, ex equo l’hanno ritirato Simone Cristicchi per “L’ultimo Valzer” ed Edoardo Bennato per “E’ Lei”. “E’ lei che proprio in questo istante sta nascendo nell’angolo più povero del mondo, che forse questo mondo cambierà. E’ lei perchè la povertà le dona vantaggio, le dà più leggerezza e più coraggio e con questo vantaggio lotterà contro guerre senza ragione…”.

La speranza di Bennato e la desolante storia di un bimbo che diventa uomo in un ospedale dopo essere stato abbandonato cantata da Cristicchi “Sulla strada provinciale, superato il grande centro commerciale, poco fuori dal quartiere popolare, mi hanno parcheggiato qui.” Due canzoni che, come le altre in gara, lasciano in disparte le storie d’amore, per insinuarsi nel sociale, nel quotidiano, nella speranza che qualcosa cambi. In gara c’erano anche Carmen Consoli “Mandateci una cartolina”, “U Cantu” di Franco Battiato,e “Pace” di Arisa. “Le parole più belle”, che era il titolo della gara, s’è svolto nel Teatro Romano di Aosta, con ia patrocinio dell’Assessorato dell’Assessorato per l’istruzione e cultura, è stato trasmesso da Raiuno nella notte tra il 5 e il 6 giugno. Davvero un’ottima scelta per una serata diversa, che proponeva momenti di buona musica. Ma per la Rai, evidentemente, erano solo canzonette per nottambuli. La parola cultura fa sempre più paura.

Pubblicato il 07 giugno 2010 - Commenti (0)
30
mag

Alessandro e Maria, Gaber con noi sempre

Dopo la rappresentazione di un solo giorno, al Teatro Quirino di Roma il 1° giugno, la commedia con musiche Il caso di Alessandro e Maria, scritta nel 1980 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, rappresentata nel 1982 al Teatro Carcano di Milano dallo stesso Gaber con Mariangela Melato, e successivamente riproposta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, va in tournè toccando Londra (3 giugno allo Shaw Theatre), Manchester (4 giugno, Zion Arts Centre), San Paolo del Brasile (9 giugno), Buenos Aires (11 giugno) e Montevideo (12 giugno).

     Stavolta i protagonisti sono Chiara Noschese e Luca Barbareschi. Il caso di Alessandro e Maria è un surreale dialogo intimo tra un uomo e una donna che, un tempo amanti, si ritrovano per caso e rievocano quel momento del passato e i sentimenti di allora. Ma non sono cambiati, lei, timida e insoddisfatta ma contenta  di esserlo; lui insicuro, moralista e pieno di sé. Tutto sommato hanno nostalgia l’una dell’altro. La morale, amara, è che guardando al passato non si può più occupare il presente anche se non è come lo vorremmo, né pensare a un futuro che si può solo sognare.

     Eccezionale  prova d’attore, una girandola di battute ciniche, feroci, divertenti. Giorgio Gaber è rimasto tra noi e le sue  opere e la sua musica resteranno a lungo con noi.

Pubblicato il 30 maggio 2010 - Commenti (0)


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Autore del blog

E adesso, musica!

Gigi Vesigna

Gigi Vesigna, per molti anni direttore di Sorrisi e Canzoni Tv, storico del Festival di Sanremo, collaboratore di Famiglia Cristiana.

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Gigi Vesigna

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