“Quando, la sera del 24 giugno scorso, sono uscito dal Forum di Milano dove con i miei amici Pooh avevo suonato per l’ultima volta, mi sono sentito strano, più povero, praticamente disoccupato. Cosa farò adesso, mi sono chiesto. Il disagio è durato un bel po’, capirai, dopo 38 anni di concerti insieme è dura sentirsi solo. Ma la decisione l’avevo presa io e allora...”.
Ho incontrato Stefano d’Orazio, il leggendario batterista dei Pooh, alla prima del musical “Mamma mia” e quel discorso “retrospettivo” mi suonava stonato. In fondo, se era lì un motivo c’era: i produttori del musical più famoso del pianeta, 47 milioni di spettatori nei cinque continenti, gli avevano affidato la delicatissima traduzione delle popolarissime canzoni degli Abba. “Un lavoro davvero difficile: ho lavorato con il loro fiato sul collo, e spesso la discussione si congelava persino su una vocale che per loro era indispensabile ma che con la lingua italiana non poteva proprio starci. E’ andata bene…”.
“E adesso ti lamenti ancora del tuo stato di “pensionato”? Onestamente mi sembri un po’ appesantito…”. Si passa le mani sullo stomaco, decisamente prominente, ma si vede che non gli importa molto: il lavoro certo non gli manca. In estate ha presentato alla Versiliana il suo nuovo musical, “Aladin”, di cui ha firmato le musiche e scritto centocinquanta pagine di libretto. “Se avessimo usato tutto il materiale - commenta - sarebbe stato il musical più lungo del mondo. Saremo a Milano al Teatro Nuovo e le prime due settimane registrano già il tutto esaurito. Aladin sarà Manuel Frattini e il genio della lampada Roberto Ciufoli, il “pelato” della Premiata Ditta mentre Jasmine, la dolce principessa (Valentina Spalletta) non sarà proprio così dolce".
Mentre l’ex Pooh “disoccupato” lavora come uno stakanovista, i “superstiti” hanno lavorato tutta l’estate per confezionare il loro primo disco senza Stefano, in uscita il 12 ottobre. Si intitola “Dove comincia il sole”, undici canzoni che sono state precedute dal lancio di un’apripista intitolata”La casa del sole”, una canzone che più vecchi Pooh non si può. La nuova formazione, in teoria dovrebbe essere numericamente identica,
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e, al posto di Stefano il batterista sessantenne. Steve Farrone, inglese di nascita ma di casa negli Usa, dove ha suonato con Whitney Houlapton.
Steve parteciperà ai primi sette concerti dei nuovi Pooh, poi si vedrà. Intanto, nella formazione sono entrati due nuovi tastieristi per irrobustire l’organico. Quindi ora i “fab four italiani, sono diventati tre, ma con Steve e i due tastieristi sono addirittura sei. Un’altra novità: i Pooh hanno deciso di mettersi in proprio: già lo facevano parzialmente con una loro etichetta, ma la distribuzione li occupava parecchio e allora hanno deciso di far da soli anche in questo settore. Speriamo che un’organizzaione aziendale non metta in pericolo l’ispirazione musicale.
“L’ultima volta che vi sono venuto a trovare nella vostra “azienda”alla estrema periferia di Milano - ricordo a Stefano - ho avuto la sensazione di entrare in un’azienda dove ognuno di voi aveva una stanza propria e mi sembravate dirigenti, direttori generali e amministratori delegati”.
“Non hai torto, effettivamente era meno divertente essere Pooh”.
“Che tu andrai ad ascoltare al primo concerto?”.
“Ci puoi giurare, io non ho mai assistito a un concerto dei Pooh”.
Pubblicato il 28 settembre 2010 - Commenti (0)