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Pubblicato il 13/02/2012

Auto elettriche... poco eco

Anche una parte degli ambientalisti ormai ritiene che una mobilità indipendente dal petrolio darebbe risultati meno confortanti del previsto in termini di inquinamento

A dispetto di tutte le politiche europee dirette a incentivare l'utilizzo della mobilità "free-fuel", da uno studio di Greenpeace sembra emergere che, in assenza di una consistente modifica della legislazione, l'aumento dei veicoli elettrici potrebbe comportare una crescita dei consumi di petrolio e delle emissioni di CO2 nel settore delle auto rispetto alla situazione senza veicoli elettrici; inoltre si assisterebbe a un aumento delle produzione elettrica da carbone e nucleare invece di un aumento della produzione da fonti rinnovabili. Queste le conclusioni: «L’attuale legislazione europea sulle emissioni delle auto permette ai produttori di usare la vendita di auto elettriche per compensare la produzione di auto a elevato consumo di carburante. I cosiddetti “super crediti” per  i veicoli elettrici consentono ai produttori di vendere 3,5 auto ad alte emissioni per ogni auto elettrica che vendono, senza in questo modo aver alcun impatto sugli obiettivi delle emissioni di CO2 della loro flotta (già stabiliti dalla direttiva auto). Il rapporto mostra che questa misura in realtà ha l’effetto di aumentare i consumi di petrolio e le emissioni di CO2 associate, rispetto a uno scenario in cui non vengono vendute auto elettriche. Il rapporto mostra come un aumento delle auto elettriche fino alla quota del 10% del totale delle auto vendute potrebbe portare (con questo quadro legislativo) a un aumento complessivo del 20% delle emissioni di CO2 della flotta venduta (sommando veicoli convenzionali e quelli elettrici).  I cosiddetti “super crediti” per i veicoli elettrici riducono anche il contributo delle auto elettriche al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla direttiva Ue sulle rinnovabili. Questa richiede che il 10% dell’energia usata nel settore  dei trasporti al 2020 venga da fonti rinnovabili. Biocarburanti ed elettricità rinnovabile per i veicoli elettrici sono in competizione per raggiungere quell’obiettivo. Fintanto che i biocarburanti rimangono largamente insostenibili, l’elettricità da rinnovabili è l’opzione più verde». E ancora: «Le emissioni di gas serra dai veicoli elettrici dipendono dal tipo di elettricità che consumano. Se alimentati da fonti rinnovabili, i veicoli elettrici hanno un impatto virtualmente nullo mentre se vengono alimentati con elettricità da carbone le emissioni complessive possono risultare uguali o superiori rispetto a quelle di un equivalente motore a combustione interna.  Si ritiene che la domanda addizionale di elettricità per coprire i consumi dei futuri veicoli elettrici sia relativamente bassa. Assumendo un numero di veicoli elettrici o ibridi plug-in di 30 milioni nell’UE, l’aumento della domanda di elettricità sarebbe del 3% rispetto all’attuale. Ma senza una gestione di questa domanda aggiuntiva di elettricità ogni aumento dei consumi elettrici potrebbe semplicemente significare un aumento della produzione da combustibili fossili o nucleare. Per evitare queste distorsioni del mercato, gli stati membri dell’UE dovrebbero dare un forte impulso alla produzione di elettricità rinnovabile. Dovrebbero anche monitorare e presentare le stime della quota di fonti rinnovabili effettivamente usata nei trasporti, per garantire il raggiungimento dell’obiettivo del 10% di fonti rinnovabili nel settore. Ciò stimolerebbe la diffusione di tecnologie intelligenti per la carica dei veicoli che potrebbero favorire le rinnovabili e creare un mercato attraente per i veicoli elettrici».
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