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Lavoro minorile, i cambiamenti climatici aggravano il problema

12/06/2017«Oltre mezzo miliardo di bambini», scrive Terre des Hommes nel Rapporto "Il legame dimenticato", pubblicato oggi, «vive in aree colpite da continue inondazioni e quasi 160 milioni di bambini vivono in zone che soffrono di siccità elevata o estrema. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stima che il 26% dei 6,6 milioni di decessi annuali di bambini sotto i cinque anni siano collegati a condizioni e cause connesse all'ambiente. L’inquinamento ha quindi gravi conseguenze sui bambini, non solo in termini di tassi di mortalità, ma anche per il loro sviluppo cognitivo e fisico»

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    il caso del Burkina Faso mostra che i cambiamenti climatici nella regione del Sahel portano a modelli meteorologici imprevedibili e a un impoverimento del suolo, che costringe le famiglie a cercare fonti alternative di reddito. Pessime condizioni di vita, scarsa qualità dell’istruzione e mancanza di lavoro dignitoso per giovani e adulti, nonché la recente corsa all'oro sono stati le cause dello sfruttamento dei minori nelle miniere d'oro, con condizioni di lavoro molto dure e pericolose.
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    Questo tipo di lavoro minorile è assimilabile a una forma moderna di schiavitù, a cui nel 2011 erano sottoposti almeno 20.000 minori, il 70% dei quali avevano meno di 15 anni. Da allora, l’estrazione dell’oro con tecniche non industriali è cresciuta enormemente, causando gravi danni all’ambiente, dato che vengono utilizzate sostanze altamente inquinanti e pericolose come il mercurio, e ai lavoratori.
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    Il caso dell'India mostra che soprattutto i bambini migranti sono sempre più costretti a forme di lavoro pericolose perché le loro famiglie fuggono da zone sottoposte a un forte stress ambientale. Nello stato di Odhisa, a causa dei cambiamenti climatici, la durata della migrazione stagionale si è estesa da tre a sei mesi, il che nega l'accesso dei bambini a un’istruzione di qualità (© Ersatzfoto).
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    Nel 2011 in questa zona dell'India lavoravano 92.000 bambini. Inoltre questo caso dimostra che i programmi governativi di sviluppo difficilmente apportano dei benefici a questo tipo di migranti, completamente dimenticati dalla politica.
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    L'esempio del Nepal illustra come i cambiamenti più lenti, come quelli che si verificano nella periodicità e quantità delle precipitazioni, minacciano in particolare coloro che dipendono completamente dal lavoro agricolo, costringendo i bambini a cercare fonti di reddito alternative per aiutare le loro famiglie.
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    I forni di mattoni danno alle famiglie lavoro stagionale e il lavoro minorile spesso è necessario per pagare i prestiti contratti per iniziare questo lavoro.
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    Contrariamente agli altri esempi riportati in questo rapporto, il caso del Nicaragua mostra come il degrado ambientale porti a nuove forme di lavoro sia per gli adulti che per i bambini. Con il calo della produttività agricola determinato dai cambiamenti climatici e dalla frequenza di eventi meteorologici estremi, le famiglie iniziano a emigrare, stagionalmente o in modo permanente, verso le aree urbane in cerca di migliori prospettive di vita (© Claudia Ehlers).
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    Le enormi discariche costituiscono una opportunità di reddito, trattandosi di un lavoro che può essere intrapreso facilmente, pur ponendo gravi rischi per la salute. Le testimonianze dei bambini sono state raccolte nella città di Jinotega, dove Terre des Hommes lavora per proteggere i bambini che lavorano in condizioni di sfruttamento e pericolose per la salute.
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    Il Perú è un esempio che illustra bene gli effetti del cambiamento del clima globale sul settore agricolo. Nella foto: una fabbrica di mattoni a Huachipa (© A. Vanni)
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    I piccoli agricoltori locali non sono attrezzati per reagire alle perdite di reddito causate dai cambiamenti climatici, per questo finiscono per passare a strategie di adattamento come la migrazione verso le aree urbane e il ricorso al lavoro minorile, ad esempio nella lavorazione dei mattoni, per assicurare la sopravvivenza della famiglia (© A. Vanni).
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    A causa dei lunghi periodi di siccità, delle temperature estreme e di altri cambiamenti ambientali, aumenta la povertà e ciò pone ancora maggiore pressione sui genitori per mandare i propri figli a lavorare, poiché gli adulti non sono in grado di guadagnare abbastanza per coprire le necessità di base di tutta la famiglia (Foto: Perù-Huachipa © A. Vanni).
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    La migrazione, permanente o stagionale, è uno dei fattori principali che impedisce ai bambini di frequentare la scuola. Per molti bambini migranti la causa dell'interruzione scolastica è stata la mancanza o l'inadeguatezza delle strutture scolastiche. In altri casi, non riuscendo a coprire i bisogni primari, i genitori non considerano utile la scuola (Foto: Perù-Cusco).
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    Un altro problema dei migranti è che non essendo registrati presso le autorità locali, i bambini non possono andare a scuola. Nella foto: bambini alla fabbrica di mattoni (Perù).
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