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Gazzetta d'Alba, n. 6 del 9 febbraio 2010

n. 6 del 9-2-2010
Questa settimana
scelti per voi...

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di E.F.

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al ponte sopra il Tanaro

Un albese da De Filippi
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Finite le indagini ad Apro
di DIEGO LANZARDO

Un’Alba nuova in 7 mosse
di M.G.O.

Il Piano regolatore?
Sarà approvato entro la primavera

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3 milioni risparmiati
di M.G.O.

Per Verduno
di G.S.

Trau: il Comune anticipa
la cassa integrazione

di DIEGO LANZARDO

Vestebene: orario ridotto
per poter lavorare tutti

di FRANCO BURDESE 

Movicentro: via libera da Rfi.
Il Comune può utilizzarlo

di
DIEGO LANZARDO

Una discoteca nell’ex "Bennet"?
di VALTER MANZONE 

Depuratore: in futuro sarà eliminato
di DIEGO LANZARDO

Piscina chiusa per un mese
di ENRICO FONTE

Via libera per i fondi-Acna
di CORRADO OLOCCO

Cultura e turismo all’Arneis
di ELENA CHIAVERO

 


 

CRISI-1 - Nel progetto per l’azienda braidese coinvolti anche Provincia e fondazione Crc

Trau: il Comune anticipa la cassa integrazione

di DIEGO LANZARDO
 

 

Comune di Bra, Provincia e fondazione Crc anticiperanno il trattamento di cassa integrazione per crisi aziendale ai dipendenti della ditta Trau press. Mercoledì scorso, a Cuneo, è stato firmato un protocollo d’intesa che ha visto coinvolti anche Inps, Banca regionale europea e organizzazioni sindacali.

«L’azienda ha scelto di non anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti, nell’attesa che arrivino i fondi dall’Inps», spiega Pina Mosca della Fiom-Cgil, «questo significava lasciare i dipendenti senza stipendio per mesi. Per fortuna i vari enti che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa hanno permesso di trovare questa soluzione, che rappresenta una boccata d’ossigeno per i lavoratori».

Lo stabilimento della Trau press ha sede in via Cuneo.
Lo stabilimento della Trau press ha sede in via Cuneo.

La Trau press produce sedie e arredi per uffici, sale convegni, cinema e teatri, centri fieristici e comunità.

L’azienda occupa 56 persone e la cassa integrazione, prevista per tutto il 2010, interessa 20 dipendenti, a rotazione. L’anticipazione avrà un importo mensile non superiore a 750 euro. L’Amministrazione provinciale, quella comunale braidese e la fondazione Crc si faranno carico del costo degli interessi, che per il Comune di Bra comporterà un esborso massimo annuo di 1.266,66 euro.

Conclude il sindaco Bruna Sibille: «In un momento nel quale la crisi sociale si fa sentire con maggiore peso sul nostro territorio, il Comune e gli enti locali non debbono sottrarsi dal fare la loro parte. L’accordo raggiunto per la ditta Trau press, così come il protocollo d’intesa che il nostro Comune ha sottoscritto con l’Amministrazione comunale di Torino per l’anticipo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori di ditte piemontesi coinvolti da procedure di liquidazione o fallimento, sono iniziative per non far mancare il reddito mensile alle famiglie braidesi nel momento di bisogno. Come ho avuto modo di dire anche pubblicamente in Consiglio comunale, in questo momento di difficoltà, l’elemento che non deve mancare nella nostra comunità è la coesione sociale».

Diego Lanzardo


      

  
CRISI-2 - Partito il patto di solidarietà per i 58 dipendenti: metà ore e 80% del salario

Vestebene: orario ridotto per poter lavorare tutti

di FRANCO BURDESE
   

Dal mese di febbraio è partito il patto di solidarietà per i dipendenti dello stabilimento braidese della Vestebene, che dal 2009 è divenuta Miroglio fashion, una branca della divisione abbigliamento del Gruppo Miroglio. Dopo la richiesta di procedura di mobilità da parte dell’azienda, si è passati alla concessione della Regione Piemonte del contratto di solidarietà. Gli attuali 58 dipendenti della sede braidese per un anno – prorogabile di anno in anno, sino a 36 mesi oltre la scadenza del febbraio 2011 – verranno chiamati a svolgere il proprio lavoro a orario ridotto. I dipendenti avranno un orario dimezzato, percependo comunque l’80% dello stipendio, mantenendo proporzionalmente anche la tredicesima, la quattordicesima e le ferie. A carico dell’azienda sarà il 50% dello stipendio, mentre la restante fetta sarà a carico dell’Inps.

L'azienda nota come Vestebene ha ora il marchio Miroglio fashion.
L’azienda nota come Vestebene ha ora il marchio Miroglio fashion.

«Con questa modalità», afferma Michele Penna, del settore tessili della Cgil, «si dà la possibilità all’azienda di ridurre i costi e si applicano per i lavoratori quelle azioni dinamiche per cui non si parla solo di sussidio, ma si consente loro di rimanere nel sistema produttivo, anche se per un tempo ridotto».

Vestebene a Bra agli inizi degli anni ’70 contava oltre 400 lavoratrici ed è sempre stata considerata un punto di eccellenza del gruppo. Dopo la divisione dell’unità produttiva braidese, che agli inizi degli anni ’90 aveva visto uno spostamento della metà dei dipendenti nello stabilimento di Monticello, la Vestebene nella città della Zizzola ha visto diversi ritorni. Sono state collocate a Bra le lavoratrici provenienti da Roddi, da Cortemilia e più recentemente da Monticello. Miroglio fashion oltre al centro direzionale di via Santa Barbara, ai magazzini di Pollenzo, continua ad avere a Bra un punto di riferimento per la campionatura dei prodotti e forse questo è uno dei motivi per cui le lavoratrici braidesi possono sperare in un futuro mantenendo il proprio posto di lavoro.

Franco Burdese