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Buone notizie
per una struttura che ormai sembrava destinata a diventare una
"cattedrale nel deserto". Nei giorni scorsi Rfi (Rete
ferroviaria italiana), la società del gruppo Ferrovie dello Stato
proprietaria del terreno su cui sorge l’immobile, ha autorizzato il
Comune a utilizzare il Movicentro. Si è così concluso il confronto tra
la società ferroviaria e l’Amministrazione civica, che durava ormai
da tempo, anche se resta aperta la partita riguardante le volumetrie
degli edifici che le Ferrovie potranno costruire nella zona, a titolo di
compenso per aver messo a disposizione il terreno su cui sorgono il
Movicentro e il parcheggio.

Il Movicentro è rimasto inutilizzato per
tre anni a causa di questioni burocratiche.
Nel Movicentro avrebbe dovuto trasferirsi la biglietteria della
stazione, ma pare che le Ferrovie non siano più interessate e
preferiscano quindi affidare il palazzo vetrato al Comune.
«È una notizia molto positiva, che mette un tassello importante in
un mosaico con implicazioni di carattere infrastrutturale, di mobilità
e urbanistico», dice il sindaco Bruna Sibille, che annuncia: «Come
Giunta intendiamo dare al Movicentro il ruolo che avrebbe dovuto essere
del previsto Palafiere di piazza XX settembre, una struttura che sarebbe
stata sovradimensionata rispetto alle esigenze della città. Nel
Movicentro sarà possibile organizzare eventi come il Salone del libro
per ragazzi, rassegne, mostre, ecc. Stiamo lavorando per realizzare al
suo interno già l’ormai prossima Fiera dell’artigianato che si
terrà nei giorni di Pasqua».

Il sindaco Bruna Sibille.
L’edificio di piazza Carabinieri caduti a Nassirya era nato come
struttura multifunzionale, punto di raccordo fra il trasporto su rotaia
e quello su gomma. La storia della struttura iniziò nel 2002, quando
venne presentato il progetto realizzato dallo studio Progei di
Cuneo, che fa capo all’ingegner Giuseppe Meinardi. I lavori iniziarono
nel maggio 2004 e si conclusero nel novembre 2006. Poco tempo dopo venne
inaugurata la piazza antistante.
Ora, dopo tre anni dalla chiusura dei cantieri, la struttura potrà
essere finalmente utilizzata.
Diego Lanzardo

GIOVANI
- Nasce un Comitato di genitori che vuole creare un
locale non lontano da Bra per il divertimento dei ragazzi, ma senza
"sballo"
Una
discoteca nell’ex "Bennet"?
di
VALTER MANZONE
Il
capannone che per anni ha ospitato l’ipermercato Bennet (in
località Borgo San Martino) potrebbe diventare presto una discoteca.
Che sarebbe collegata da un servizio di bus-navetta con la città della
Zizzola, proprio per ridurre al minimo le possibilità di incidenti
stradali. Il locale dovrebbe anche essere gestito da personale formato,
capace di creare molte occasioni di divertimento senza dover, per forza,
ricorrere allo "sballo".
È proprio questa la filosofia condivisa da un gruppo di braidesi,
sensibili al problema della mancanza di un locale idoneo per i giovani,
che sono quindi costretti a migrazioni serali per raggiungere i vari
"templi del divertimento" sparsi per la regione.
Questa specifica esigenza era nata lo scorso mese di aprile, proprio
al termine della Settimana dei giovani, che si era conclusa con una
serata della Silent disco (ovvero la discoteca con le cuffie).
In quell’occasione moltissimi ragazzi intervenuti avevano espresso
questo desiderio, che si era fatto ancora più prepotente dopo la
chiusura dello storico locale Le macabre di piazza Roma. Ad
agitare un po’ le acque, nel successivo mese di maggio, era arrivata
la proposta dell’imprenditore braidese Giuseppe Piumatti (titolare
della Bra servizi) che aveva dichiarato: «Sto valutando l’ipotesi
di realizzare una discoteca, la quale ritengo possa soddisfare le
esigenze di una grossa fetta della nostra popolazione giovanile,
costretta a salire in auto per poter raggiungere locali che sono anche a
molti chilometri da Bra».
Il problema, durante la campagna elettorale, se lo erano posto anche
i due candidati a sindaco Gianni Comoglio e Bruna Sibille, che avevano
pure inserito la questione nei loro programmi elettorali.
E adesso sta per nascere questo Comitato (che deve ancora essere
formalizzato) il cui obiettivo è proprio quello di riaffrontare il
problema. Giovanni Bonaudi, medico di base (padre di tre figli), che
risiede in una zona limitrofa a quella che ospita il capannone, ormai
vuoto, del Bennet, commenta: «Se riusciamo a trovare un pool di
imprenditori, disposti a investire in questo progetto, si potrebbe
trasformare quel grande locale, oltretutto dotato di un ampio
parcheggio, in una discoteca. La vicinanza con Bra potrebbe anche
garantire un servizio di trasporto, che eviterebbe gli spostamenti in
auto con i pericoli connessi».
Aggiunge il dirigente dei licei cittadini Giuseppe Ierardi, che
riveste anche la carica di presidente del consorzio socio-assistenziale Intesa:
«Io sono molto d’accordo con questa ipotesi. E credo lo sarebbero
anche i miei due figli. Oltretutto si potrebbe anche immaginare un
locale con personale formato per far divertire in modo consapevole i
fruitori».
L’ipotesi è già arrivata all’orecchio dell’assessore alle
politiche giovanili Massimo Borrelli, il quale commenta: «Il locale,
che si trova nel Comune di Pocapaglia, si presta bene a essere
trasformato in questo tipo di struttura, se la proprietà sarà d’accordo.
I giovani non potranno che essere contenti di questa iniziativa, che va
a colmare una carenza ormai storica».
Valter Manzone
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