Quando il boss chiederà i danni

L'emendamento approvato alla Camera sulla responsabilità civile diretta dei magistrati fa discutere. Adriano Sansa: si rischia una giustizia forte con i deboli e debole con i forti.

Responsabilità civile dei giudici, infuria il dibattito

02/02/2012
Il Guardasigilli Paola Severino. (foto Ansa).
Il Guardasigilli Paola Severino. (foto Ansa).

«Il Parlamento ha votato ed è sovrano, ma confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento perché interventi spot su questa materia possono rendere poco armonioso il quadro complessivo». Così il ministro della Giustizia Paola Severino ha commentato, a caldo, il voto favorevole della Camera all’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, inserito dalla Lega in occasione del voto sulla legge Comunitaria, e approvato stamattina con 264 voti favorevoli e 211 contrari.

Il Governo Monti aveva dato parere contrario ed è andato sotto.
La materia è caldissima. Perché mette di mezzo una questione che potenzialmente sfiora un principio costituzionale, l’indipendenza della magistratura, astratto in apparenza, indispensabile nei fatti a che la legge sia davvero uguale per tutti.

Alla luce di un concetto che potremmo tradurre in soldoni in “chi sbaglia deve pagare”, l’emendamento introduce l’aspetto della responsabilità civile diretta del magistrato. La responsabilità civile infatti è già prevista ma è indiretta: oggi chi viene ingiustamente danneggiato dall’errore giudiziario può fare causa allo Stato, sarà lo Stato che, perdendo la causa, si rivarrà sul magistrato chiendendogli i danni. Se la responsabilità è diretta, invece, la causa civile con richiesta di risarcimento danni potrà essere intentata direttamente al magistrato, con i pericoli intimidatori che questo comporta quando dall’altra parte ci sia potere forte economicamente, politicamente  o sul piano criminale.

Si tratta di un tema complesso che ha a che fare con la garanzia che spetta al cittadino che della giustizia fruisce. Anche per questo l’emendamento approvato con voto segreto, per il momento alla Camera (dovrà passare in Senato) ha innescato immediate contrastanti reazioni: favorevoli da parte di Pdl e Lega, contrarie da parte di Pd e Italia dei valori. Altri come Casini, pur ritenendo giusta in astratto la norma, concordano nel ritenere che «La legge comunitaria era una sede sbagliata e che il testo andava formulato in modo diverso». Anche Giulia Bongiorno, avvocato penalista, esponente di Futuro e Libertà, nel condividere l’idea di votare testi in cui chi sbaglia paga, ma aggiunge:  «Io non voglio magistrati terrorizzati nell'interpretare la legge o che scrivono sentenze con mano tremolante. Non rendiamoli terrorizzati di fronte alla legge». Lapidario il commento del presidente dell’associazione magistrati Luca Palamara:  «Con tutta evidenza un tentativo di intimidazione nei confronti della magistratura».

Scriveva Piero Calamandrei nell’Elogio dei giudici scritto da un avvocato: «La peggiore sciagura che potrebbe capitare a un magistrato sarebbe quella di ammalarsi di quel terribile morbo dei burocrati che si chiama il conformismo. È una malattia mentale, simile all’agorafobia: il terrore della propria indipendenza; una specie di ossessione, che non attende le raccomandazioni esterne, ma le previene; che non si piega alle pressioni dei superiori, ma se le immagina e le soddisfa in anticipo».

Elisa Chiari

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Postato da martinporres il 04/02/2012 15.10

quando chiediamo i danni a F..... S.... per le sue teorizzazzioni?

Postato da CZAR il 03/02/2012 23.41

Senza voler entrare nel merito della questione, vorrei far presente che nel 1987 circa 20,7 milioni di italiani, pari a circa l' 80 % dei votanti, in un referendum si sono espressi a favore dell'introduzione della responsabilità civile dei giudici. Ora, non si può reclamare ( giustamente ) che venga rispettato il risultato dei referendum sul finanziamento dei partiti, sul nucleare, sulla privatizzazione delle acque ecc.ecc. e far finta di non ricordarsi dei referendum "scomodi".

Postato da Libero Leo il 03/02/2012 20.00

Un dottore dipendente statale pensa che dovrebbero abolire la responsabilità diretta dei dottori, perché se la responsabilità è diretta, la causa civile con richiesta di risarcimento danni gli potrà essere intentata direttamente, con i pericoli intimidatori che questo comporta quando dall’altra parte ci sia potere forte economicamente, politicamente o sul piano criminale.” Analogamente a quanto scrive Elisa Chiari, si tratta di un tema complesso che ha a che fare con la garanzia che spetta al cittadino che della sanità fruisce. Altri sostengono che non vogliono dottori terrorizzati nell'effettuare una diagnosi e nell’operare con mano tremolanti: non bisogna renderli terrorizzati di fronte ad un malato. Lapidario un altro commento: con tutta evidenza la responsabilità diretta dei dottori è un tentativo di intimidazione nei confronti di chi opera nella sanità. Analoghe considerazioni potrebbe fare un ingegnere ed altri professionisti. Nessuno vuole la responsabilità diretta.

Postato da giogo il 03/02/2012 18.40

Caro Salis questo mi pare più uno scritto di Leo o di Folgore che tuo...ma che dai allora dei pelandroni a tutti i magistrati?? certo ve ne sono, vanno individuati e castigati (e va controllata la produttività) ma che una donna perchè magistrato non possa stare a casa in maternità? o non possano godere di ferie che spettano a qualsiasi lavoratore mi pare assurdo. Anche a me è capitato di frequentare un tribunale e ho visto una montagna di scartoffie fuori lo studio del giudice e una marea di avvocati che le consultava...la segretaria impegnatissima (perchè lavorava anche per un'altro giudice) lasciava fare....di avvocati in Italia ne abbiamo una pletora, mi pare 5 volte più della Francia... e tutti poveretti devono campare... meglio anche tirare per le lunghe così la parcella cresce...o no?? Ecco a me pare che siamo sopratutto un Paese litigioso e dalla causa facile con leggi farraginose, eludibili e vantaggiose per chi ha "buoni e numerosi avvocati" da PAGARE PROFUMATAMENTE...invece noi poveracci...a subire. Brevemente non solo giudici poco produttivi...altri mali della giustizia ben più gravi vanno individuati, carenza cronica di personale e di atrezzature tecnologiche avanzate, piccole cause da trattare in sedi o sezioni più snelle e meno burocratizzate, con leggi meno ciarliere e più Europee, anche la politica ha le sue colpe gravissime.... specialmente quella degli ultimi anni. Salutoni

Postato da giorgio traverso il 03/02/2012 18.12

Non penso,che tutti i magistrati siano persone oneste,lo scarto è anche nell'oro.Però bisogna avere rispetto per tutti quelli,che si battono per la legalità,senza guardare in faccia a nessuno.Purtoppo quelli danno fastidio ai potenti,e vanno eliminati.Questo èil senso del voto della camera,votato da quei paladini della libertà,della lega e del pdl. giorgio travers

Postato da GP il 03/02/2012 16.59

Riconosco di avere il difetto di cambiare difficilmente opinione. Infatti la mia idea sull'amministrazione della giustizia risale ai tempi del caso Tortora. Ricordo che in quella occasione due magistrati agirono con dolo ed in assoluta malafede. Quando questo fu riconosciuto essi furono trasferiti e promossi di grado e di stipendio. Da allora non è cambiato nulla: se svolgo il mio lavoro con dolo o colpa grave ne pago giustamente le conseguenze. Non capisco perchè non debba essere così anche per i magistrati che hanno stipendi altissimi lavorando poche ore alla settimana. Tra l'altro è passato un referendum in tal senso. La volontà popolare non conta nulla? Naturalmente ci sono delle eccezioni ( e che eccezioni) e su quelle fa leva la maggioranza. E poi per favore basta intervistare Caselli che nella sua carriera, nella sostanza, non ha mai combinato nulla tranne che andare spessissimo in televisione (ricordiamo, inoltre, che era l'incaricato dal PCI di istruire i giovani magistrati alla scuola del partito). Un saluto

Postato da Franco Salis il 02/02/2012 22.05

“Non c'è assicurazione che copra rischi di tale entità per somme accessibili. Davanti a una questione nuova, della quale la vita fa continua proposta, chi oserà esporsi se un grande danno viene asserito da una parte? “ Lasciate che anche un profano dica la sua in merito. Le assicurazioni su errori professionali esistono. In passato si è pensato ad una forma di assicurazione per i soggetti fortemente a rischio di sequestro, ma non se ne è fatto niente: primo perché la polizza era di per sé un “sequestro rateizzato”, secondo perché il pagamento sarebbe stato un incentivo a sequestrare. In questo caso però le cose sono diverse, perché il risarcimento (spero) sarà determinato da giudici. E si possono determinare a priori i risarcimenti, oltre i quali il giudice non può andare. L’assicurazione è anch’essa un boss e quindi “tra coibi e coibi non si ni boggani l’occi” ( = tra corvi e corvi non se ne cavano gli occhi). Inoltre non si può applicare una polizza “bonus malus” e lasciare alla assicurazione la determinazione del premio, come avviene nelle polizze d’auto. Per farmi capire: un giorno di carcerazione non giustificata, ma non da elementi emersi dopo, ma mal valutati sin da principio, dovrà costare un predeterminato risarcimento uguale sia che la vittima sia un professionista che un disoccupato. Eppure oggi abbiamo risarcimenti ridicoli per un bracciante agricolo che riceve due euro perché in più non avrebbe guadagnato in tutta la vita, mentre per un professionista si calcola il mancato guadagno secondo una aspettativa di vita, come se un professionista non può non passare a miglior (?) vita, per un infarto . Se un deputato viene incarcerato, con i quattrini di cui dispone paga una (seconda volta)un teste per ritrattare quello che in precedenza ha dichiarato. Il risarcimento non andrebbe richiesto al giudice ma a chi ha ritrattato. Ogni riferimento a cause in corso è puramente casuale. Mi date una altra riga di spazio? Volete sapere perché si accumula tanto arretrato? Se lo volete sapere andate un giorno qualsiasi in tribunale, e contate gli uffici vuoti, poi cercate il titolare: il giudice gode del periodo di puerperio, di allattamento, si sta riposando al mare o in montagna per la fatica che non ha fatto.Ciao

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