Berlusconi, testamento ad personam

Le solite tre righette seminascoste sulla cosiddetta "legittima" dentro il Decreto sviluppo. E così i panni della famiglia Berlusconi li lavano gli italiani.

24/10/2011
Silvio Berlusconi, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.
Silvio Berlusconi, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

L’Italia è sull’orlo del baratro finanziario, la sua economia in stallo, la disoccupazione giovanile a livelli intollerabili, il ministro degli Interni parla di “autunno caldo”, caldissimo, in tutto il Paese c’è una brutta aria e il premier non trova di meglio da fare che sistemare la sua “masserizia”, come il proverbiale Massaio di Leon Battista Alberti.

Tra le pieghe del Decreto sviluppo imposto e sollecitato all'Italia dalla diarchia Merkel-Sarkozy si nasconde infatti l’ennesima legge ad personam di Silvio Berlusconi: la "taglia-legittima" (o "anti-Veronica", chiamatela come volete). Tre righette a pag. 203 della bozza. In pratica viene rivista la cosiddetta legittima, la quota di eredità che spetta per legge in caso di morte a moglie e figli. Qualunque cittadino, Berlusconi compreso, sarebbe obbligato a girare il 25 per cento del suo patrimonio alla moglie (e Veronica Lario, nonostante vi sia una separazione in corso, rimane tale fino al divorzio) e il 50 per cento ai figli. Solo il 25 per cento può essere assegnato a discrezione di chi fa testamento. Ma in casa Berlusconi evidentemente c'è qualche problema. Almeno questa è la legittima...suspicione, il legittimo sospetto. L’attuale formula infatti concentrerebbe automaticamente nelle mani della seconda moglie e dei suoi tre figli il controllo del Biscione, relegando Marina e Piersilvio nel ruolo di azionisti di minoranza. 

Il Decreto sviluppo  -  ritoccando l'articolo 537 bis del Codice civile  -  cambia le carte in tavola e consente al premier maggiore discrezionalità: consentendogli, se lo desidera, di lasciare l'impero di famiglia ai due primogeniti e di ridimensionare la seconda moglie e i suoi figli a soci di minoranza. Del cinquanta per cento riservato ai figli, infatti, solo la metà va divisa in parti uguali. Il resto può essere distribuito a scelta di chi fa testamento. E così ancora una volta i panni del premier vengono lavati, anziché in famiglia, da tutti gli italiani. Sorvoliamo sul merito giuridico della delicata questione, come tutte le questioni relative all'eredità, che andrebbe discussa molto di più dal Parlamento. Ma quel che ancora una volta lascia sbigottiti è il contesto della riforma: un decreto sullo sviluppo dell’economia italiana, urgentissimo, in uno dei momenti più gravi e cruciali per le sorti del Paese.

Forse il premier non ha ancora compreso che questa è l’ora dell’esempio, del coraggio, dei sacrifici, dei gesti virtuosi, insomma, dei servitori dello Stato. E non dei Massai che per correre ai ripari sistemano la propria masserizia.

Francesco Anfossi
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Postato da folgore il 29/10/2011 14.24

@Antonio L. :ti sei mai chiesto perché, sia pure in presenza di questi articoli e di queste che tu chiami "bellissime parole", la gente vota al contrario di quello che tu vorresti? Forse perché di questi articoli, che magari giudica schierati, non gliene può importare di meno? Forse perché di quello che avviene per una questione di "legittima" in casa del Premier non gliene importa nulla? Vedi che la gente, quella popolazione che vota, ha altri problemi da cui trarre un incitamento a votare. E soprattutto vorrebbe vedere una reale alternanza che tuttora non esiste. Con una sinistra come l'attuale certamente il Premier attuale rimarrà al suo posto anche nel 2013. Ma chi causa il suo mal, nella sinistra colle divisioni interne, pianga se stesso!

Postato da giorgio traverso il 28/10/2011 19.02

Ho rispetto per tute le opinioni,però mi chiedo cosa deve ancora succedere,perchè il popolo italiano,sia disgustato da questa classe dirigente.Non mi sono indignato,per le risatine di sarkosi e della merk,perchè erano rivolte a berlusconi,e non al popolo italiano.Come italiano sono invece umiliato,di essere rapresentato da un simile personagio,che ha portato l'italia ad essere derisa dal mondo intero giorgio traverso

Postato da antonel il 28/10/2011 13.02

Leggo con stanchezza e delusione gli interventi che si sono succeduti al mio. Mi ero limitata A SCRIVERE CHE COSA RELAMENTE ERA SUCCESSO. Berlusconi con il testamento ad personam c'entra poco o nulla. Inoltre: è un provvedimento voluto dalle imprese; favorisce la solidità aziendale; aiuta lo sviluppo; è più che mai attuale; adegua la legislazione italiana a quella dei principali Paesi Ocse. Perché non si discute di ciò e si continua con gli improperi che qui ci stanno come i cavoli a merenda? L'antiberlusconismo va bene, ma non esageriamo...

Postato da elcamero il 28/10/2011 08.10

"Forse il premier non ha ancora compreso che questa è l’ora dell’esempio, del coraggio, dei sacrifici, dei gesti virtuosi". Be' io non ho fiducia che lui abbia la capacità di fare ciò, il suo orgoglio glielo impedisce. Allora, come sta scritto nel Vangelo, facciamogli presente noi Cristiani e pressiamolo affinchè finalmente dia il buon esempio nel settore che si è scelto di operare. Iniziamo a dirgli che è un pessimo Cristiano colui che si comporta così, e che non è per niente Cristiano prendere la famiglia come una cosa che si può fare e disfare a proprio piacimento.

Postato da Libero Leo il 28/10/2011 00.35

Bisogna fare i complimenti a Francesco Anfossi per la prontezza con cui ha colto l'occasione per mettere in cattiva luce Berlusconi. Peccato che non ci dica qualcosa di più in merito alla nuova norma prevista nel decreto sviluppo. Per colmare la lacuna informativa di Francesco Anfossi, riporto quanto è apparso su Corriere.it: "Se davvero alla fine la norma che cambia le regole sulla «legittima» nell'eredità sarà inserita nel decreto-sviluppo, come le bozze circolate lunedì sera lasciano pensare, si può anche ritenere che sia ad personam per Silvio Berlusconi, ma quantomeno avrà un suggeritore dichiarato: l'associazione italiana delle aziende familiari. L'Aidaf - questo l'acronimo - è un organismo associativo, di fatto una lobby, che raccoglie circa 200 famiglie imprenditoriali di peso, da Falck a Ferragamo, da Merloni a Tronchetti Provera, da Zambon a Maccaferri a Squinzi, con società che incidono per circa il 10% sul Pil italiano, presieduto dal banchiere Maurizio Sella e guidato dal direttore generale Gioacchino Attanzio. Ed è proprio Attanzio che spiega l'origine della proposta elaborata dall'Aidaf: «Un dossier che è aperto da almeno dieci anni, e che serve a tutte le aziende familiari, non solo a Berlusconi». Sarebbe bene anche discutere della opportunità o meno della norma. Da molti e da molto tempo è ritenuta necessaria per garantire la continuità delle aziende. In altre nazioni vi sono norme simili o la 'legittima', se esiste, è molto più bassa di quella italiana. Perciò sembrerebbe che questa norma ci avvicinerebbe di più all'Europa. Ma forse non è politicamente corretto dire queste cose; e Francesco Anfossi è certamente politicamente corretto.

Postato da gianni48 il 27/10/2011 21.39

non mi posso meravigliare piu di niente.questo presidente del consiglio non me lo merito e non se lo meritano gli italiani, anche quelli che lo hanno votato.guardo la tv oramai con l'elmetto,ho paura. adesso sto guardando la gruber su la 7 e brunetta? non era con sacconi consigliere di craxi?ma il debito pubblico con chi e cresciuto?ho paura anche a commentare.non si lamentino alla fine!!!!!!!!!!!!!!!!! grazie al vostro giornale per le critiche a questo governo di incapaci non dico di piu x paura di andare sopra le righe. saluti gianni48.

Postato da catirac il 27/10/2011 18.02

forse i licenziamenti sono ad aziendam? e quel TGR delle 22.30 accontenta solo le donne uomini professionisti latitano?

Postato da antonel il 27/10/2011 12.54

NON LO AVETE PUBBLICATO. CI RIPROVO, SPERANDO CHE NON USIATE LA CENSURA. Con molta amicizia: capisco che per voi ormai tutto è buono per dargli addosso. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe. Però non bisogna affermare il falso. La riforma delle successioni nel senso in cui è stata presentata è l'accoglimento di una richiesta e di disegni di legge sollecitati da anni dall'Associazione delle famiglie imprenditoriali (che la ritengono una riforma che favorisce lo sviluppo). Nessun Paese di economia avanzata ha una legge sulla "legittima" così vincolante come la nostra. E, infine, con il divorzio, Berlusconi nemmeno ne avrebbe giovamento. Non si può scrivere una volta tanto la verità, anche se non coincide con le personali simpatie politiche? Grazie comunque, vi seguo sempre con interesse.

Postato da Antonio L. 58 il 27/10/2011 08.55

Bellissime parole (quelle scritte nell'articolo e quelle delle risposte dei lettori): peccato che però poi, quando sarà il momento di andare a votare (se ce lo permetteranno ancora), la "manina" di molti, scivolerà automaticamente verso il nome di chi ci racconta che realizzerà i nostri sogni, in barba alle più elementari regole del rispetto e dell'onestà. Antonio

Postato da FrancescoC il 27/10/2011 08.03

L'articolo dimostra la stessa ostinata determinazione del TG3 a collegare qualsiasi legge agli interessi del Cavagliere. Sono veramente ma veramente perplesso dall'intelligenza di Famiglia Cristiana che leggo da quando sono nato (ho 48 anni) in quanto si adegua al diffuso cinismo cannibale Italico per il quale si è detrattori a prescindere senza considerare ragionevolmente il contesto.... da Famiglia Cristiana mi sarei aspettato un po più di equilibrio (beh forse almeno un po di tempo fa...) e di pragmatismo di fronte agli eventi per evitare di far parte di quei detrattori che strillano senza incidere di fatto nella sostanza delle cose perchè restano solo di fatto degli urlatori vuoti spinti solo dal dissenso ad oltranza. Io sinceramente di questi temibili atteggiamenti del tutto antitaliani sono nauseato. Vi saluto Francesco

Postato da Chiara Borsato il 27/10/2011 00.01

Di lui non si può più dire niente ,è gia stato detto tutto, d' altra parte si è fatto eleggere per fare i suoi interessi e continua a farli fino alla fine.Ma che dire degli altri 315 ? Vorrei tanto trovare un diluente che li scolli dalla sedia.

Postato da Elio 50 il 26/10/2011 23.08

Forse sarebbe meglio dire: il ladro si crea le occasioni.

Postato da folgore il 26/10/2011 22.53

@BRUNO1953. IL PROBLEMA E' CHE ALLO STATO ATTUALE NON V'E' ALTERNATIVA. Questa sinistra attuale rischia di essere, col suo stato, la migliore alleata del Premier. O pensi che il Centro con il PD, SEL e IDV potrebbero formare un Governo? Se lo fanno mi prendo il pop corn e sto ad assistere alle scene.

Postato da elisabetta48 il 26/10/2011 21.22

Forse sono stata una dei pochi Italiani che non si è risentita delle risatine europee nel sentire il nome di Berlusconi. Me le aspettavo da un momento all'altro e non credo fossero rivolte all'Italia e agli Italiani bensì proprio a questo pseudo politico che ha perso ogni credibilità, che ha tenuto il Parlamento fermo due anni per farsi votare tutte le leggi ad personam, che ancora adesso con crisi galoppante teneva le due Camerte ferme una sulle intercettazioni e una sulla prescrizione breve. Persino nel Decreto Sviluppo riesce a infilare una piccola norma per sè. Poi la volgarità, il disprezzo per la figura femminile, il tutto sbandierato senza pudore sino al top del nuovo nome del suo partito, il negare l'evidenza della crisi, i contunui anninci altisonanti smentiti dalle azioni del giorno dopo... E dovrebbe essere credibile? E non dovrtebbe far ridere? Purtroppo si ride amaro. Quello che poi è il colmo dei colmi è che, al momento, a decidere le norme da presentare all'Europa siano i due personaggi, Bossi e Berlusconi, che nei sondaggi sono in coda a tutti (vedi i sondaggi di martedì sera a Ballarò), cioè quelli che gli Italiani ritengono i meno credibili

Postato da antonel il 26/10/2011 17.55

Scusate. Aggiungo che la riforma delle successioni nella direzione di cui sopra E' UN PROVVEDIMENTO CHE DOVREBBE FAVORIRE LO SVILUPPO perché, secondo gli stessi imprenditori. Mi creda, dottor Anfossi.

Postato da antonel il 26/10/2011 17.51

Con molta amicizia: capisco che per voi ormai tutto è buono per dargli addosso. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe. Però non bisogna affermare il falso. La riforma delle successioni nel senso in cui è stata presentata è l'accoglimento di una richiesta e di disegni di legge sollecitati da anni dall'Associazione delle famiglie imprenditoriali. Nessun Paese di economia avanzata ha una legge sulla "legittima" così vincolante come la nostra. E, infine, con il divorzio, Berlusconi nemmeno ne avrebbe giovamento. Non si può scrivere una volta tanto la verità? Grazie comunque, vi seguo sempre con interesse.

Postato da Michelone il 26/10/2011 12.15

Egregio Francesco Anfossi, io farei di peggio! Non vedo perchè il titolare di uno o più beni debba forzatamente lasciarne la quasi totalità ad eredi prestabiliti per legge. Ciascuna persona, anche perchè potrebbe legittimamente non ritenere meritevoli o degni di benefici nè la moglie e nè i figli, dovrebbe avere la possibilità la lasciare i suoi beni a chi meglio gli aggrada! Vuole scommettere che tutti curerebbero meglio i propri "cari" fino al loro ultimo giorno di vita?!

Postato da kocise il 26/10/2011 11.28

Persino “Folgore” autoelettosi difensore alla Ghedini (quello dell'utilizzatore finale) ammette l'errore nel metodo ed in parte anche nel merito della norma, ma ciò che mi preme far notare è che si sbaglia a definirla norma “contro Veronica”. Nel bene o nel male il premier sbrigherà velocemente quella pratica quando lo vorrà, e si leverà Veronica dalle scatole. Il problema sono i figli. Quindi la norma è “contro i figli di Veronica”. L'attuale normativa correttamente difende i figli ed i figliastri da padri buoni e padri cattivi. Già i pennivendoli del cavaliere hanno cominciato ad attaccarla sostenendo che l'Italia è l'unico Paese che non consente al genitore di poter scegliere liberamente a chi devolvere i propri beni. Questi pennivendoli interessati fanno finta di non capire qual'è la differenza tra Libertà ed Arbitrio. La legge garantisce un “figliastro” da un “buon padre” perché considera che in fondo è colpa di quest'ultimo, avendo l'obbligo di bene educarlo. Così come difende un buon figlio da un cattivo padre. Nel caso in questione le colpe dei figli di Veronica sono quelle di essersi schierati a difesa della madre offesa e vilipesa sui giornali di famiglia, nell'aver chiesto scusa agli italiani per i comportamenti del padre, e mentre Marina difendeva la privacy del padre in occasione delle precedenti intercettazioni, aver dichiarato (Barbara) che i comportanti di un politico sono sempre pubblici. I figli, in fondo sono come degli specchi, che riflettono senza deformazioni più o meno interessate, quello che noi siamo veramente. L'educazione che Veronica ha dato ai suoi figli è palese e si scontra con quello che è, nel fondo del cuore, il premier. La megalomania e la cattiveria non gli fanno vedere in quale abisso stia precipitando. Preferisce, persino da morto, essere ricordato come un cattivo padre anziché risolvere da vivo le proprie incoerenze, sconfitte, immoralità. Al disfacimento dell'uomo non c'è fine. Ha dichiarato di aver un esercito di zie suore che pregano per lui. Mi auguro che queste ultime tra un salmo ed un altro trovino il tempo di ben consigliare il “cristianissimo” nipote.

Postato da Libero Leo il 26/10/2011 11.14

Bisogna fare i complimenti a Francesco Anfossi per la prontezza con cui ha colto l'occasione per mettere in cattiva luce Berlusconi. Peccato che non ci dica qualcosa di più in merito alla nuova norma prevista nel decreto sviluppo. Per colmare la lacuna informativa di Francesco Anfossi, riporto quanto è apparso su Corriere.it: "Se davvero alla fine la norma che cambia le regole sulla «legittima» nell'eredità sarà inserita nel decreto-sviluppo, come le bozze circolate lunedì sera lasciano pensare, si può anche ritenere che sia ad personam per Silvio Berlusconi, ma quantomeno avrà un suggeritore dichiarato: l'associazione italiana delle aziende familiari. L'Aidaf - questo l'acronimo - è un organismo associativo, di fatto una lobby, che raccoglie circa 200 famiglie imprenditoriali di peso, da Falck a Ferragamo, da Merloni a Tronchetti Provera, da Zambon a Maccaferri a Squinzi, con società che incidono per circa il 10% sul Pil italiano, presieduto dal banchiere Maurizio Sella e guidato dal direttore generale Gioacchino Attanzio. Ed è proprio Attanzio che spiega l'origine della proposta elaborata dall'Aidaf: «Un dossier che è aperto da almeno dieci anni, e che serve a tutte le aziende familiari, non solo a Berlusconi». Sarebbe bene anche discutere della opportunità o meno della norma. Da molti e da molto tempo è ritenuta necessaria per garantire la continuità delle aziende. In altre nazioni vi sono norme simili o la 'legittima', se esiste, è molto più bassa di quella italiana. Perciò sembrerebbe che questa norma ci avvicinerebbe di più all'Europa. Ma forse non è politicamente corretto dire queste cose; e Francesco Anfossi è certamente politicamente corretto.

Postato da Andrea Annibale il 25/10/2011 20.28

Penso che le regole attuali che disciplinano nel codice civile la legittima (detta anche quota di riserva) spettante ai figli e al coniuge siano del tutto inadeguate. Penso che se una persona, come è il caso di Silvio Berlusconi, ha creato un grande gruppo imprenditoriale, con meriti sociali grandi ed indiscutibili, debba essere assolutamente libero di decidere a chi lasciare l’azienda. Altro è dire che a tutti i figli e alla prima e seconda moglie vada garantita una sicurezza economica di base ed un tenore di vita pari a quello abituale e consolidato. Sarebbe però a tale scopo sufficiente stabilire che la quote di riserva si applichi sino ad una certa soglia di patrimonio (supponiamo, per ipotesi ed esempio, 50 milioni di euro). Erede di una grande azienda deve essere chi è in grado di gestirla e ha dimostrato di saperci lavorare. In questo caso, Marina e Piersilvio, se non sbaglio. E’ giusto che, perché l’asset allocation sia efficiente, il patrimonio aziendale vada a persone capaci, non a eventuali inetti che rischiano di mandare l’azienda in rovina. Giusto dire che il momento è tale che ci sono problemi più urgenti, ma nel merito la valutazione dell’idea di Berlusconi deve essere sostanzialmente positiva quanto ai fini, negativa quanto ai mezzi, come ho detto. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

Postato da BRUNO1953 il 25/10/2011 18.37

Non posso che condividere la sua idea al riguardo, ma mi permetta di aggiungere una cosa noi lo abbiamo votato ed egli così ci ha ripagato. Se io fossi il capo del Governo al momento avrei più a cuore i problemi dei miei elettori che non i miei personali. Ma si sa l'occasione fa l'uomo ladro. Allora non ci resta che piangere, almeno fino alle prossime votazioni. Poi memori di tante cose liberamente voteremo.

Postato da folgore il 25/10/2011 18.01

Nel caso specifico problemi della sua famiglia, in generale sarebbe da considerare che varie volte con un articolo più o meno nascosto si fanno variazioni anche importanti. Comunque non penso che, dato il carattere della norma e il tempo in cui scatterebbe, almeno in questo caso il Premier ci guadagnerebbe personalmente.

Postato da spark il 25/10/2011 16.04

Dice bene Dott. Anfossi un "premier" dovrebbe comprendere che questa è l’ora dell’esempio, del coraggio, dei sacrifici, dei gesti virtuosi, insomma, dei servitori dello Stato; un "premier" appunto, il fatto e' che noi un "premier" non l'abbiamo avuto, abbiamo avuto un raffinato giocoliere, chansonnier,finanziere, businnessman, barzellettiere, tombeur de femmes (a pagamento s'intende), baciamano come pochi, e chi piu' ne ha piu' ne metta, ma bisogna riconoscergli un merito che nessun politico che ha ricoperto la sua posizione (non riesco a definirlo uomo di stato) : nessuno e' mai stato capace di fare i propri interessi come lui! Quanto descritto nell'articolo del dott.Anfossi e' la sublimazione di questa arte del "ghe pensi mi"; si Signori, stiamo parlando di arte! Non puo' essere definito in altro modo questo fatto di saper trasformare a proprio vantaggio provvedimenti che dovrebbero servire a salvare il Paese dal tracollo economico e finanziario (quello morale , purtroppo e' gia' in atto), provvedimenti imposti dall'UE tra i risolini di commiserazione dei due suoi (secondo Lui) estimatori Merkel e Sarkozy. Un arte che ha saputo coinvolgere e che tuttora coinvolge,( come si puo' notare anche da alcuni commenti di suoi fedelissimi su FC) in un misto di ammirazione e di devozione , milioni di italiani che si sono resi conto che Lui non e' riuscito a cambiare il Paese come si era promesso (e qui spezzo una lancia in suo favore: non e' vero, la morale e la scala dei valori negoziabili e non, e' riuscito a cambiarli, eccome, questo bisogna dargliene atto!) perche' negli ultini dieci anni, ha governato solo per otto.La colpa e' tutta nei due anni del governo di un dilettante della politica, cha ha avuto la faccia di definirsi "cattolico adulto", e nel comportamento disfattista ed antinazionale portato avanti dall'opposizione durante i suoi otto anni governo; nonostanze (Lui) abbia messo in atto la piu' grande transumanza parlamentare della storia repubblicana, ebbene, non si puo' fargli colpa di essere riuscito a fare appena i propri interessi. Per quelli degli italiani, ( se non sara' troppo tardi) , ci pensera', quando sara' il momento, un altro governo, questa volta guidato da un "premier", a cui mi permetto di dare un umile consiglio: chiunque sara' colui che si prendera' questa immane respnsabilita', eviti di dichiarare pubblicamente "io sono un cattolico adulto"! Osvaldo Bardelli

Postato da Maurizio Zaffaina il 25/10/2011 15.40

Se finalmente Berlusconi si schioderà dalla "Sua poltrona" un grosso merito l'ha anche Famiglia Cristiana che da tempo ha il coraggio di dire cosa dovrebbero fare i Cattolici. Speriamo che venga poi riscritta la legge elettorale per ridare il diritto di voto che è stato tolto agli Italiani.

Postato da luciocroce il 25/10/2011 15.10

Credo che ormai non ci sia più nulla da commentare; a volte, per esprimere disagio, dolore, forte imbarazzo , si è soliti dire "non ci sono parole": ecco, a mio avviso, questo è proprio il momento in cui, più che mai, non ci possono essere più parole - sono finite, sono esaurite, sono scomparse, si sono consumate - perchè qualsiasi parola, qualsiasi espressione, qualsiasi discorso non riuscirebbe comunque a esplicitare il disgusto (e la paura del futuro) che si prova. Siamo, finalmente, arrivati al fondo o dobbiamo aspettarci un fondo ancora più fondo? E' vero che al peggio non c'è mai fine, ma è pur vero che ormai dovremmo essere sprofondati abbastanza! Saluti addolorati. lucio

Postato da Mara44 il 25/10/2011 14.47

forse il solo commento l'ha fatto tanti anni fa Charles de Gaulle: L'Italie n'est pas un Pays pauvre, c'est un pauvre Pays. Naturalmente rivolto a coloro che occupano indegnamente posti cui sono inadatti.

Postato da giggio il 25/10/2011 14.36

ma che cosa ci si può attendere se non questo da un disgraziato immondo immorale ladro

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