1 dicembre 2010


Mt 15,29-37

Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.
Il Signore viene,
non tarderà:
svelerà i segreti delle tenebre,
si farà conoscere a tutti i popoli. (cf. Ab 2,3; 1Cor 4,5)

Presepe napoletano 
VANGELO DEL GIORNO
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

COMMENTO A VANGELO (tratto da Parola e Preghiera)
Ha compassione della folla, rabbì Gesù. Ha compassione di noi. Non è indifferente, distratto, lontano, sordo. Conosce. Sa. E la folla lo cerca, gli getta addosso i propri ammalati, le proprie pene, le proprie solitudini. È questo il Dio che Gesù ci svela, questo il Dio che ancora aspettiamo nei mille natali della nostra vita. Per imparare ancora a stupirci dell’iniziativa di Dio, della sua inattesa presenza, della sua diversità infinita. Ma non è un Dio individualista ed egocentrico il nostro, non un magnanimo despota che elargisce doni. Ai discepoli è chiesto di intervenire, di imitare la sua accoglienza, la sua compassione, la sua attenzione. Non ne siamo capaci, ovvio, e ci mancherebbe. La sproporzione fra le necessità e i nostri poveri mezzi fa rabbrividire, scoraggia i santi, figuriamoci noi. Ma Gesù insiste: sta a noi condividere quel poco che abbiamo, tutto, fino in fondo. Sette è il numero della perfezione, in Israele: sette i pesciolini messi a disposizione e sette le sporte avanzate. Se sappiamo dare tutto il poco che siamo a Dio, riusciremo a sfamare la folla inquieta e in cerca di senso, e ad avanzare per noi tutto ciò di cui necessitiamo, in abbondanza. 

RIFLESSIONE 2.0 (a cura di don Marco Sanavio)
You reporter è un portale che rende ogni cittadino un potenziale giornalista di strada. Nel caso della recente alluvione in Veneto è stato uno strumento per raccontare l’evento con lo sguardo di chi ne ha subito i danni e desidera tener viva l’attenzione.



L’acqua è un elemento ambivalente: dà la vita ma può anche annegare e distruggere. Devasta in modo tragico e improvviso come nel caso dello tsunami ma giunge anche lenta e inesorabile a sciogliere e dissolvere i sacrifici di una vita, come purtroppo hanno sperimentato molti veneti.
Un quotidiano di Padova attiva una linea diretta con i lettori che tramite Facebook, Twitter e foto pubblicate dal cellulare restituiscono in tempo reale la situazione di argini, ponti e zone allagate.
Internet e i social network diventano un tamburo utile a far suonare il richiamo alla solidarietà. Un video pubblicato su Youtube chiede aiuto e impegno a tutta la nazione, purtroppo i commenti scatenano una ridda nord – sud. Le richieste di aiuto si moltiplicano e prendono la forma di un sito, di una profilo su Twitter e di una mappa sulla piattaforma Ushaidi, che permette di localizzare geograficamente le zone colpite.

Fare tanto con poco, il miracolo dei pani e dei pesci. Un prodigio riscritto oggi dalle braccia e dalle mani dei volontari, dalle loro notti insonni, dalle donazioni giunte prontamente da ditte e privati. Un evento straordinario che moltiplica la generosità vergandola con il fango sulle uniformi della protezione civile, degli scout delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco che sentono la spinta dell’umanità andare ben oltre il freddo dovere.

"La gente è brava... Non sai quante offerte. Ed è bello quello che ci scrivono. Certi messaggi mi han fatto venire le lacrime agli occhi". Roberta


Periodici San Paolo S.r.l.
Sede legale: Piazza San Paolo,12 - 12051 Alba (CN) Cod. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045
Capitale sociale € 5.164.569,00 i.v.