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lunedì 20 febbraio 2017
 

Le opere di misericordia · 1. Un rinnovato sussulto di compassione


UNO STILE PER TESTIMONIARE IL VANGELO - 

Le opere di misericordia sono una testimonianza al Vangelo e una modalità di presenza cristiana nel mondo

Papa Francesco ancora una volta non solo ci ha stupiti, ma, come è ormai nel suo stile, ci ha stimolati. A mezzo secolo dalla chiusura del concilio Vaticano II, il Vescovo di Roma chiede alla Chiesa di lasciarsi attraversare da un rinnovato sussulto di amore che sia capace di compassione, di tenerezza, di attenzione, di perdono… in una parola: di amore affidabile. La Porta santa, spalancata nella basilica di San Pietro e in tutte le cattedrali del mondo, diventa il simbolo di un rinnovato invito a spalancare il cuore alle esigenze del Vangelo. La testimonianza dei discepoli di Cristo Signore è uno stile di vita, una modalità di presenza nel mondo e di approccio a ogni umano cammino che diventa un luogo di condivisione e di compagnia.
Le parole di Giovanni XXIII risuonano al cuore della Chiesa dei nostri giorni con una forza ancora più grande ed esigono l’esercizio di una fine intelligenza e di una concreta carità: «Ora più che mai, certo più che nei secoli passati, siamo intesi a servire l’uomo in quanto tale e non solo i cattolici; a difendere anzitutto e dovunque i diritti della persona umana e non solamente quelli della Chiesa cattolica. Non è il Vangelo che cambia: siamo noi che incominciamo a comprenderlo meglio… È giunto il momento di riconoscere i segni dei tempi, di coglierne l’opportunità e di guardare lontano».
Papa Francesco ci chiede di «guardare lontano», diventando sempre più capaci di esercitare un’attenzione piena di amore per ogni situazione di sofferenza e di bisogno che fa dei nostri fratelli e sorelle quel «prossimo» (Luca 10,29) di cui il Signore ci parla nel Vangelo. In una parola, potremmo dire che «guardare lontano», secondo le parole e i gesti del Signore Gesù, significa farsi vicini a tutti e soprattutto ai «più piccoli» (Matteo 25,45).
Il Vescovo di Roma, nella sua Bolla di indizione del Giubileo, ci aiuta a essere concreti: «È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti (Misericordiae vultus, 15).

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