"Una mano per l'Africa" è un'iniziativa umanitaria promossa dal
Gruppo Italiano Chirurghi Amici della Mano (GICAM*, Onlus e ONG),
un'associazione coordinata dal professor Marco Lanzetta, chirurgo
famoso in tutto il mondo per aver partecipato al primo trapianto di mano.
Dal febbraio scorso Lanzetta e la sua équipe specializzata sono
impegnati in una serie di tour itineranti nelle zone più bisognose
dell'Africa:
Togo, Benin, Burkina Faso e Ghana (e gli ospedali più
idonei, il S.Giocanni di Dio di Tanguieta, l'ospedale di Koforidua,
l'ospedale Paolo VI di Ouagadougou e l'ospedale San Joseph di Datcha).
"L'équipe GICAM si sposta dove sono i malati, trasportando una vera e
propria sala operatoria volante, con un mini contaioner completo della
strumentazione, ferri chirurgici e il necessario per operare mani
mutilate, malformate e traumatizzate di donne e bambini", spiega il
professor Lanzetta.
Dopo gli interventi di microchirurgia specialistica effettuati
dall'équipe chirurgica, sul campo rimangono, in relazione alle esigenze,
solo i fisioterapisti per poter allenare le mani operate e dare tutte
le indicazioni ai medici locali su degenza, medicazione e
riabilitazione.
"Così facendo le spese sono ridotte al minimo:niente costi
amministrativi, niente sprechi per costruire e attrezzature e strutture
che si rovinano in poco tempo, niente personale che non sia operativo.
Niente costi aggiuntivi. Certo che abbiamo bisogno del sostegno dei
cittadini italiani che con un piccolo contributo possono significare
moltissimo"
Per avere informazioni su come aiutare l'associazione, è possibile chiamare il numero 039.2324219 o scrivere a
info@gicam.it.
* GICAM si dedica allo studio e allo sviluppo di progetti umanitari in
Paesi in via di sviluppo o colpiti da calamità naturali o guerre civili.
E' nato nel 1998 per riunire chirurghi ortiopedici, plastici e generali
che intendano perfezionare e quindi mettere a disposizione chi chi ha
bisogno - del tutto gratuitamente - le proprie capacità nel settore
della chirurgia della mano e della microchirurgia ricostruttiva.
L'Associazione conta 100 soci. Negli ultimi tre anni gli specialisti
sono in Sierra Leone dove, con altre organizzazioni italiane, mediante
interventi di alta specializzazione, hanno ricostruito le mani di
centinaia di bambini amputati, le vittime più colpite dalla guerra
civile.