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mercoledì 28 luglio 2021
 
CANONIZZAZIONI
 

Santi insieme, perchè? il sigillo è il Concilio

27/04/2014  L'editoriale del direttore, don Antonio Sciortino. Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono accomunati non solo da una vita intessuta di valori evangelici, ma anche da una rinnovata visione di Chiesa, nata e cresciuta col Vaticano II.

A cinquant'anni dal Vaticano II, non poteva esserci occasione migliore per rilanciare il Concilio che la canonizzazione, nello stesso giorno, di due grandi Papi come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Roncalli eletto “Papa di transizione" per l'avanzata età e le condizioni di salute, indicendo il Concilio diede avvio alla più grande rivoluzione nella Chiesa. Wojtyla, che vi partecipò come giovane vescovo, contribuendo alla Gaudium et spes , con il suo ministero itinerante attuò, da Papa, quell'apertura al mondo tanto auspicata dal Concilio.


Papa Francesco, da parte sua, è il primo Papa “postconciliare”, nel senso che non partecipò a quell'importante assise dei vescovi (fu ordinato prete nel 1969, cinque anni dopo la conclusione del Concilio), ma ne è un vero “figlio”, per come lo sta attuando, rilanciando la collegialità dei vescovi, la corresponsabilità dei laici nella Chiesa, la centralità della Parola di Dio nella vita dei cristiani e delle comunità ecclesiali, il concetto di Chiesa come “popolo di Dio”, il ruolo della donna, il dialogo ecumenico e l'incontro con le altre religioni.

Pur di canonizzare insieme Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Francesco ha dispensato Roncalli (“pro gratia”) dalla necessità di un secondo miracolo. Così li proclama entrambi “Papi santi” del Concilio, accomunati non solo dalla santità personale, ma soprattutto da una visione di Chiesa conciliare.

«Attraverso la proclamata santità di due attori del Vaticano II», scrive lo storico Andrea Riccardi nel volume La santità di papa Wojtyla (Edizioni San Paolo): «Francesco propone nel XXI secolo il Concilio come evento-chiave per il futuro del cattolicesimo». A completare il cerchio, «non è un mistero», aggiunge Riccardi, «che Francesco voglia, in tempi rapidi, anche la beatificazione di Paolo VI, il Papa cvhe ha conluso e attuato per primo il Vaticano II».  

Coloro che fanno resistenaza alla rivoluzione di Francesco, fatta nel nome del Vangelo e del Vaticano II, sono gli stessi che hanno osteggiato le innovazioni conciliari. A favore di una Chiesa mondana legata al potere, che ignora la via della croce. Il 27 aprile, con la canonizzazione di Roncalli e Wojtyla, papa Francesco mette un “sigillo conciliare” al nuovo corso della Chiesa.

 
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