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martedì 27 febbraio 2024
 
 

"I due papi? Li voglio immaginare insieme davanti alla Tv"

11/07/2014 

Consulente ecclesiastico Csi, segretario della commissione diocesana per lo Sport di Milano, nonché fratello di Demetrio - l’ex centrocampista del Milan e della Nazionale ed ex vicepresidente della Federcalcio - don Alessio Albertini è anche l’autore del volume In gol con papa Francesco. Chi meglio di lui, dunque, può dirci se davvero, come si continua a vociferare, la finale del campionato mondiale di calcio tra Germania e Argentina sarà anche una finale tra papi, tra Francesco e Benedetto XVI?
Allora, don Alessio, che ci dice, lei che se ne intende? Papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI li vedremo tifare domenica sera davanti alla televisione?

«Chissà, può darsi di sì, non possiamo saperlo con certezza».
Ahi; se non ci dà certezze lei chi può darcele, allora?
Sorride divertito ma risponde seriamente: «Guardi, entrambi i papi hanno sempre avuto attenzione per questi grandi eventi dello sport. Benedetto XVI, per esempio, con le Olimpiadi e i Mondiali di calcio precedenti, perché sanno che queste occasioni possono unire popoli e culture diverse. Io li voglio immaginare assieme, mentre si abbracciano per l’evento con l’occhio di chi immagina di guardare anche chi è povero e soffre. Ecco, penso che una finale di calcio possa anche essere una’emozione che genera speranza per i più deboli. E, da questo punto di vista, vorrei sottolineare il gesto dei giocatori dell’Algeria che hanno devoluto il loro premio per il bel mondiale disputato alla costruzione dello stadio di Gaza. Gesti come questi danno vigore allo sport, al di là dei colori del tifo».

Quanto alla partita di domenica, l’idea di don Alessio secondo cui papa Francesco e papa Benedetto possano guardare assieme tedeschi e argentini, sembra poco verosimile secondo il direttore della sala stampa
vaticana, padre Federico Lombardi, il quale ha fatto sapere che le abitudini dei due pontefici vanno poco d’accordo con gli orari delle partite: «Non mi sembra verosimile che Benedetto XVI guardi la gara». Più realistico, invece, che papa Bergoglio, dichiarato tifoso del San Lorenzo de Almagro, faccia uno strappo alla regola: «Va a letto presto, entro le 22, in genere, ma domenica farà un’eccezione». E c’è da crederci perché, come ricorda don Alessio Albertini, papa Francesco ha detto: «Mai giocare in difesa ma in attacco». Non si riferiva al calcio, certo, ma è un invito all’umanità intera. E confermando di voler “giocare all’attacco”, papa Francesco ha convocato per il 1° settembre a Roma, allo stadio Olimpico, la prima partita interreligiosa per la pace, a cui hanno già aderito alcuni campioni come Javier Zanetti, Francesco Totti, Roberto Baggio, Zinedine Zidane, Gianluigi Buffon, che indosseranno per l’occasione la “maglia della pace”. Con loro anche un reduce della finale di domenica, il più atteso, forse: Lionel Messi, che ha detto “sì” alla convocazione del Ct Santo padre.

 
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