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lunedì 27 maggio 2024
 
Agnolin
 

Goal control e spray, bene così

16/06/2014  Il caso di Francia-Honduras è stato anche divertente, in due momenti differenti. Resta da capire se l’arbitro ha ancora l’ultima parola o se è obbligato ad accettare ciò che la macchina segnala.

Sono pronto a partire per il Brasile. Salvador, Recife, Natal, Fortaleza, insomma non faccio fatica a dire che dipenderà anche da come andrà l’Italia, se passerà il turno o meno…
Quanto a quello che abbiamo visto in queste prime giornate, vorrei sottolineare l’episodio della nuova tecnologia Goal control in Francia-Honduras. L’episodio è stato anche simpatico, visto che prima è stato segnalato un no-gol e poi la rete effettiva.
Posso garantire che quando ero commissario dell’Associazione italiana arbitri, l’Aia, valutammo con l’Udinese, che tentava un esperimento del genere, una tecnologia molto simile. Qui, in questo caso, ci sono più telecamere (14, cioè 7 per ogni porta) rispetto a quell’esperimento. Comunque, credo che si faccia fatica a vedere bene, se dovessero capitare sovrapposizioni fra pallone ed eventuali giocatori, con le telecamere su due lati soltanto. Ma, in definitiva, questa è una tecnologia che può dare una mano all’arbitro e io, dunque, sono favorevole, ad altre cose… un po’ meno.

Ciò che ancora non sappiamo è se l’arbitro è ancora l’ultimo a decidere, almeno in questi casi. Questo perché ancora non si è capito è se è l’arbitro che chiede di ricorrere all’aiuto tecnologico o se la tecnologia interviene da sola, automaticamente e trasmette l’informazione all’arbitro. Se sono io a chiedere è un conto; se non sono io, le cose cambiano.
È facile capirlo: se è l’arbitro a chiedere un aiuto allora dovrà accettarlo obbligatoriamente. Più o meno è quello che accade quando un arbitro decide ma ricorrendo ai collaboratori di linea: se è convinto di aver visto bene, infatti, non chiede aiuto.
Lo chiede se non ha la chiara visione di quello che è accaduto. E allora si avvale del giudizio del suo collaboratore. Bisognerà, inoltre, vedere se questa novità avrà un seguito dopo i mondiali. Quanto all’uso dello spray sulle punizioni, è un’opportunità che non incide sulle regole e quindi potrebbe essere più facile vederlo, oltreché in Sudamerica dove si utilizza già da qualche anno, anche da noi, in Europa.
Nel momento in cui una federazione o una lega lo dovesse richiedere, se c’è l’avallo degli arbitri, credo non vi sia problema. E, in generale, lo trovo un aiuto ottimo. Soprattutto se si segna con lo spray anche il punto dove deve essere calciato il pallone. Ho visto, infatti, che qualcuno se n’è dimenticato.

 
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