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mercoledì 26 gennaio 2022
 
 

Io sto con Mario. No, meglio Ciro

14/06/2014  L'Italia si divide tra i due campioni. Dobbiamo dare un'altra chance a Mario o voltare pagina col talento partenopeo?

Da dove partiamo? Da un talento eccezionale, fatto di dribling incontenibili, forza muscolare pura che potrebbe distruggere a sportellate qualunque difensore, da tiri secchi e precisi come proiettili lanciati da una balestra di precisione, da rigori caracollanti imprendibili? O da una storia così italiana, iniziata da un ospedale di Palermo, continuata a Brescia presso una famiglia che gli ha dato tutto, fino al campo verde pallido di San Siro e ai Mondiali di Germania? Quei Mondiali che hanno contribuito a fare di un campione un mito del nostro tempo?

Mi dispiace, ma nel ballottaggio, anzi nel “Balo-ttaggio” tra lui e Immobile, uno di quei dualismi tipici italiani che hanno fatto la storia dello sport italiano,  io scelgo il campione d’ebano e sto con Prandelli. Avrà fatto anche una stagione deludente nel Milan, avrà pure fatto tante stupidate, diciamo che nel vestire lo trovo un tantino di cattivo gusto, con quelle creste ossigenate che sembrano fette di maionese, ma il suo talento e la sua passione non si discutono. Il resto non mi interessa: non mi interessano le polemiche con Mourinho, l’amore-odio con Mancini, le difficoltà nel Milan e in maglia azzurra. Perché lo sanno tutti che Super Mario ha un cuore colmo di generosità e un talento che spacca le difese avversarie di qualunque nazionem, dall’Inghilterra al Brasile, alla solita eterna Germania e che ci può portare lontano, molto lontano, fino a una finale al Maracanà sotto il cielo di Rio.

 
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