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mercoledì 10 agosto 2022
 
 

Contro/Mario si lamenta troppo

25/06/2014 

Dai Mario, non spararla grossa caro fratello italiano, il razzismo con questa storia non c’entra nulla, ma proprio nulla. Non fare il “piangina”, come dicono a Milano. La verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti: hai giocato male, ma proprio male. Certamente non all’altezza del tuo immenso talento. Ma anche il talento, come a scuola, senza la volontà e l’applicazione, il metodo, il cimento, la disciplina agonistica, non contano nulla. Il risultato, in campo, si vede:  contro l’Uruguay non hai tenuto un pallone, hai fatto Bruce Lee usando Pereira come un'asticella guadagnandoti un giallo assurdo che avrebbe compromesso la partita successiva. Non ne hai azzeccata una, col Costa Rica. E poi l’atteggiamento tardo adolescenziale strafottente: basta Mario, ti prego, basta.

Qualcuno dirà: troppa pressione. Ma è il prezzo che devono pagare i campioni. Fuoriclasse della tua classe, stelle di prima grandezza che brillano più di te, da Ronaldo a Rooney, da Messi a Neymar, forse subiscono meno pressioni? Eppure segnano e giocano innanzi tutto per la squadra e tu invece ti sei messo contro lo spogliatoio, ti sei beccato la rampogna di un mito vivente come Buffon, fai troppo la primadonna e non soffri per la squadra. Sei ancora troppo personaggio, nel senso di "figurina" (come dice Rossi) e poco campione. Perché per diventare personaggio, ma un personaggio vero, bisogna essere prima un campione e per diventare campione bisogna prima soffrire per la squadra. E per favore, qualcuno gli tolga per un po' Twitter e Instagram dallo smartphone!

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