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martedì 18 gennaio 2022
 
Banfi/Canà
 

I consigli di mister Oronzo Canà: «Prandelli gioca col 5-5-5 e vinciamo»

13/06/2014  L'allenatore "ad honorem" al ct azzurro: «Mi raccomando ai due monelli, Cassano e Balotelli. Perché con questi due possiamo fare grandi cose»

«Al raghezzo Prandelli, che è stato mio allievo a Covercieno, l’ho già detto: mi raccomando ai due monelli, Cassano e Balotelli. Perché con questi due possiamo fare grandi cose. L’importante è mantenerli sul chi va là. E occhio pure a Immobile, l’importante che non restiamo troppo immobili noi». Firmato: Oronzo Canà.

Cesare Prandelli farebbe bene a prendere sul serio i suoi consigli. A mister Canà, grande creazione di Lino Banfi, infatti, qualche giorno fa è stato consegnato il patentino di allenatore ad honorem da parte dell’Aiac, l’associazione allenatori presieduta da Renzo Ulivieri. Il profeta della bi-zona e guru del calcio avanspettacolo ha già la ricetta per sconfiggere l’Inghilterra nel match d’esordio degli azzurri ai Mondiali. «Se il ct applica il mio modulo 5-5-5 vinciamo sicuro», dice. «È il famoso schema Five-Five-Five che anche in Gran Bretagna ormai conoscono bene». Insomma, continua Canà, «Prandelli deve stare molto calmo però deve sentire anche i consigli dei vecchi allenatori come me».

Il suo pronostico per questi Mondiali, mister?
«Mi aspetto che vinca l’Italia. Al secondo posto il Brasile e terzo l’Argentina. Poi vedremo come andrà a finire».

Ci sarà qualche sorpresa?

«Dalle squadre che non te l’aspetti come la Croazia, che ha già esordito benissimo, e da qualche nazionale africana».

Ma Oronzo Canà, che è molto fumantino, come avrebbe reagito al rigore che l’arbitro Nishimura ha dato al Brasile?
«Gli avrebbe gridato: “Arbitro disgrazieto, somigli a crisantemi, quindi porti pure iella"».

Il patentino di Oronzo Canà è la vittoria della fiction sulla realtà. Lo ha ricevuto in occasione del Footbal Leader 2014 ad Amalfi. Un premio vero a quel mister detto la «iena del Tavoliere» che Lino Banfi ha interpretato in L’allenatore nel pallone, film cult del 1984. La motivazione è serissima: «Perché è stato strepitoso nell’esprimere, utilizzando il registro della comicità, il ruolo unico ricoperto dagli allenatori di calcio: punto d’incontro tra i capricci dei calciatori, imposizioni dei dirigenti, domande dei giornalisti e aspettative dei tifosi. Dal calciomercato al ritiro precampionato, dalla saudade dei giocatori brasiliani alla passerella di riti e scaramanzie, dalle esaltazioni della folla alle contestazioni del pubblico sino alle interviste nel dopo partita».

Insomma, siamo un po' tutti Oronzo Canà. E non solo quando ci sono i Mondiali…  

 
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