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lunedì 03 ottobre 2022
 
Brasiliani in fuga
 

Quelli che "dal Mondiale noi scappiamo via"

13/06/2014  I dati ufficiali dicono che le partite attirano 600 mila turisti-tifosi stranieri. Ma sono 300 mila i brasiliani che hanno prenotato vacanze all'estero. Da Buenos Aires a Parigi: le mete di chi vuole allontanarsi dalla Coppa (e dal caos, e dagli scontri).

San Paolo,
nostro servizio

“C’è chi dice no” cantava Vasco anni fa. In Brasile, oggi,  a dire no (no ai Mondiali, ai tanti soldi spesi per farli giocare, ma anche a quello che comportano in quanto qualità della vita) è un numero crescente di persone.  E non solo i black block che Dio solo sa come siano arrivati da queste parti – due di loro,  qualche mese fa, ammisero di essere stati pagati da un partito di estrema sinistra, un vandalo che assaltò il municipio di San Paolo era figlio di un proprietario di bus (i trasporti pubblici da queste parti sono fonte di stecche inesauribile) e di estrema destra – ma anche anti-Coppa giovanissimi a volto scoperto.

Tra i tanti che dicono no, per strano che possa sembrare ci sono molti brasiliani, soprattutto a San Paolo, Rio de Janeiro e Belho Horizonte che temendo disordini e nonavendo particolari passioni calcistiche, stanno fisicamente "fuggendo" dalle loro città. E così mentre Embratur, l’Enit brasiliano, stima che saranno almeno 600mila i turisti stranieri che arriveranno in Brasile di qui al prossimo 13 luglio, quando al Maracana si disputerà la finalissima, sarebbero almeno 300mila secondo le stime delle agenzie turistiche verde-oro i brasiliani che approfittando dei prezzi più economici se ne andranno in vacanza all’estero.

Tra questi c’è Elisa de Paula, 24 anni, che di lavoro fa l'assistente in uno studio fotografico carioca. Non interessandogli minimamente il calcio e “dato che come a Carnevale i prezzi qui a Rio sono aumentati - spiega alla tv Globo – ho deciso di andarmene in vacanza a Buenos Aires”. Per farlo ha paradossalmente fatto felice Augustín Payva, tifoso argentino sfegatato che, altrimenti, non si sarebbe mai potuto permettere una sistemazione in hotel. Grazie ad un sito di scambio-casa che li ha fatti conoscere Elisa è partita alla volta dell’Argentina offrendo in cambio ad Augustín la sua stanza dell'appartamento che condivide vicino al Maracana.

Per Rafael Chaves che invece è un grande appassionato di futebol che vive a San Paolo e tifa San Paolo “il posto migliore per seguire il Mondiale brasiliano è … Parigi” e per questo ieri all’alba è arrivato nella capitale transalpina assieme ai due figli e alla moglie Ada. A Famiglia Cristiana spiega i suoi motivi: “a Parigi in questo periodo dell’anno il clima è fantastico, i parchi sono ben tenuti e ci sono maxischermi nelle piazze e nei bar dove possiamo fare picnic a base di baguette, formaggi ed insaccati di ottima qualità guardando le partite del Brasile. Dopo approfitteremo per andare a teatro, visitare i musei a cominciare dal Louvre, passeggiare tranquillamente per strada e fare shopping”.

Quando gli chiediamo perché non sia rimasto in Brasile, Paese che quest’anno, dopo 64 anni ospita di nuovo la massima kermesse pallonara Rafael non ha nessuna esitazione. “Perché per andare allo stadio ci vorranno dalle 2 alle 3 ore, col rischio di venire rapinati mentre durante i match. A causa dell'assenza del wi-fi, poi, non si riesce ad inviare neanche una fotina con Instagram. Per non parlare del rischio di finire in mezzo ad una manifestazione. Di certo a Parigi il Mondiale ce lo godremo molto di più” dice, più che mai convinto della sua scelta.

 
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