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domenica 28 novembre 2021
 
Verso le semifinali
 

Sarà Brasile-Germania, ma senza Neymar

05/07/2014  Il percorso è stato in parte diverso da come l'avevamo immaginato, ma dopo qualche inedito, il Mondiale 2014 si assicura la più classica delle gare. Il dramma del numero 10 brasiliano: vertebra fratturata, Mondiale finito.

L'incidente di Neymar. Foto Ansa. La foto di copertina, invece, è dell'agenzia Reuters.
L'incidente di Neymar. Foto Ansa. La foto di copertina, invece, è dell'agenzia Reuters.

Alla fine è andata come pensavamo che sarebbe andata all’inizio del Mondiale. Come è scritto nelle istruzioni di ogni mondiale che si rispetti: Brasile-Gernania in semifinale, la più classica tra le classiche. La più banale delle scommesse, quelle che i bookmaker inglesi pagherebbero pochissimo.

Il percorso è stato diverso da come l’avevamo immaginato con il Cile, senza la Spagna, con l’Algeria senza il Portogallo, ma sul mappondo dei Mondiali era così che doveva finire. Con la costanza della Germania, che almeno in semifinale ci va sempre per definizione. Con il Brasile che in casa almeno in semifinale ci doveva andare come minimo sindacale. Anche se ha fatto più fatica del previsto e se ha rischiato l’osso del collo agli ottavi e ai rigori (e non solo contro) il Cile. Julio Cesar santo subito, e Neymar praticamente votato al martirio. Sul finire della partita, toccato duro da Zapata, ha riportato la frattura della terza vertebra lombare. Per lui la prognosi è di almeno un mese di stop. Mondiale finito.


Non sempre, però, al di là delle individualità la squadra verdeoro si mostra abbastanza squadra da ostentare sicurezza:  conta sull’estro, sul talento, sulle accelerate improvvise, ma si concede passaggi a vuoto. E in semifinale dovrà fare a meno anche di una colonna come Thiago Silva. Potrebbe avere vita dura contro una Germania che è il suo esatto contrario, a ogni partita più compatta e determinata, per niente leziosa. Gambe e gruppo come ragione sociale, con Hummerls, Lahm e Neuer a far da ciliegine su una torta comunque corale. 

La Colombia resiste al Brasile, ma meno del previsto, (2-1, l’uno su rigore). Si arruffa un po’ e quando non ci arriva si arrangia con il mestiere, più di tutti ne fa le spese sempre Neymar, che ne ha sempre addosso almeno uno e deve mettere in conto un tot di pedate incassate in conto a ogni partita. 

La Francia si arrende 1-0 alla Germania ma è giovane e rifondata dopo la disfatta intera del Sudafrica e la mezza dell’Europeo. Adesso le fondamenta, gettate da Didier Dechamp ci sono, si direbbero solide soprattutto dalle parti di Benzema, ma hanno bisogno di consolidarsi. Il calcio non è una scienza esatta, ma alla distanza escono i migliori. 

 
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