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venerdì 27 maggio 2022
 
 

«Sarà dura, ma vinceremo», parla il Gianni Brera brasiliano

12/06/2014  Juca Kfouri è un’icona del giornalismo sportivo verde-oro e conosce ogni segreto della Seleção oltre ad amarla a tal punto che lo scorso anno durante la Confederation Cup fu ricoverato d’urgenza in ospedale per un infarto.

San Paolo,
nostro servizio

«La Croazia non è una squadra facile e, inoltre, l’esordio mondiale per i padroni di casa è sempre complicato ma credo che alla fine, pur soffrendo il dovuto, il mio Brasile oggi riuscirà a vincere». Juca Kfouri è un’icona del giornalismo sportivo verde-oro e conosce ogni segreto della Seleção oltre ad amarla a tal punto che lo scorso anno durante la Confederation Cup, quando le proteste cominciarono a diventare violente, soffrì così tanto che fu ricoverato d’urgenza in ospedale per un infarto.

Oggi Juca si è ripreso.  Famiglia Cristiana lo ha chiamato alla vigilia del match d’esordio del Brasile perché nessuno come lui conosce meglio i punti deboli e di forza dell’undici brasiliano. «A preoccupare di più sono i due laterali - Daniel Alves e Marcelo - che avanzano troppo sulle fasce scoprendo la difesa» spiega, mentre lo rasserena molto «la coesione e la tranquillità della squadra, il vero punto di forza di questa Seleção ottenuto grazie a quella che è senza dubbio una strategia studiata a tavolino dall’allenatore Felipe Scolari».

Il riferimento di Juca è alle dichiarazioni della vigilia di “Felipão” che da giorni ripete in pubblico che i prossimi campioni del mondo saranno verde-oro. Ieri nell’ultima conferenza stampa prima dell’esordio di oggi contro la Croazia Scolari ha ribadito il concetto: «Andiamo tutti insieme, è giunta l’ora, questo è il nostro Mondiale!». Insomma, mentre tutti gli altri si nascondono, l’allenatore del Brasile non sembra proprio avere paura ad esporsi. «Così facendo si è caricato tutte le responsabilità sulle sue spalle, sottraendole da quelle dei giocatori che, adesso, possono scendere in campo più sereni», spiega il giornalista sportivo brasiliano più autorevole, una sorta di Gianni Brera sudamericano.

Ma, continua, «è anche un modo per galvanizzare i tifosi» che mai come quest’anno con il Mondiale a casa loro sono “freddi”. Un paradosso dovuto agli sprechi, all’odio diffuso verso la Fifa e alle tante opere pubbliche promesse dal governo ma rimaste sinora solo sulla carta. «Sì, non c’è dubbio che le dichiarazioni di Felipão Scolari servano anche a caricare i nostri tifosi», conclude Juca. Vedremo se saranno sufficienti anche se, rispetto alla vigilia di Sudafrica 2010, stamane a San Paolo le bandiere brasiliane appese alle finestre erano ancora poche.

 
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