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lunedì 08 agosto 2022
 
musica
 

Mozart e la morte, oltre il Requiem

29/04/2022  L'ultima opera e altre musiche sacre del compositore salisburghese saranno eseguite il 12-13 e 14 maggio nella stagione dell'Accademia di Santa Cecilia in una elaborazione del direttore d’orchestra Manfred Honeck con testi dal libro dell’Apocalisse e dall’epistolario del compositore. Voce recitante: Massimo Popolizio.

“Un Requiem: l’idea della morte nella musica di Mozart”. È inusuale e intrigante il titolo del concerto in calendario per il 12, 13 e 14 maggio al Parco della Musica di Roma nel programma della stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il Requiem e altre musiche sacre di Mozart saranno infatti eseguite in una elaborazione del direttore d’orchestra Manfred Honeck con testi dal libro dell’Apocalisse e dall’epistolario del compositore.

Il progetto, legato all’esecuzione delle sole sezioni del Requiem interamente composte e completate dalla mano di Mozart (il Requiem fu portato a termine da un allievo di Mozart), verrà aperto dall’esecuzione della  Prima sinfonia di Beethoven, eseguita per la prima volta nove anni dopo la morte del genio di Salisburgo, mentre l’esecuzione del Requiem verrà intervallata e scandita da altri brani come la Piccola musica funebre massonica K 477 composta nel 1785 in occasione della morte di due “fratelli” massoni di Mozart, il Laudate Dominum dalle Vesperae solemnes de confessore, l’Ave verum corpus K 618, da alcuni canti gregoriani affidati alla Schola Gregoriana del “Pontificio Istituto di Musica Sacra” e da letture tratte dall’epistolario mozartiano, dal Libro della Rivelazione (o Apocalisse di Giovanni) nonché da alcune poesie della poetessa Nelly Sachs (Berlino 1891 – Stoccolma 1970), premio Nobel per la letteratura nel 1966. A proposito della scelta di includere i testi della scrittrice tedesca di origine ebraica, Honeck ha dichiarato: “L’Ebraismo e il Cristianesimo per me sono come fratelli. Senza l’Ebraismo non si potrebbe immaginare il Cristianesimo. Ma ho incluso i testi di Nelly Sachs anche per ricordare le follie commesse nel Ventesimo secolo, dove la morte ha avuto un significato completamente diverso: in quel periodo la morte da compagno di strada divenne come un fantasma, un flagello dell’umanità causato dagli uomini stessi”.

Manfred Honeck, austriaco, è Direttore principale della Pittsburgh Symphony Orchestra, ospite abituale di Santa Cecilia dal 2013  e dirige regolarmente nelle principali sale da concerto del mondo. Sposato, padre di 6 figli, Honeck è un fervente cattolico. Nel 2010 un articolo del New York Times lo presentò così: “Manfred Honeck, il direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, è un cattolico romano che prega prima di ogni concerto, a volte in compagnia di colleghi musicisti, cerca di assistere alla messa ogni giorno, non fa mistero del desiderio di esibirsi in Vaticano e ha avuto un cappella privata costruita nella sua casa in Austria”.“Metti Dio al centro della tua vita, allora tutto verrà naturalmente”, ha detto in un’intervista. A proposito del suo legame con il Requiem di Mozart, Honeck ha confidato: “Io ho perso mia madre all’età di sette anni. Non la conoscevo veramente, ma mi ricordo la cerimonia funebre. Sono lì le radici delle mie riflessioni sulla morte. Quando in seguito ascoltai per la prima volta il Requiem, percepii quel che Mozart deve avere sentito quando creò questa composizione”.

A dar voce al Requiem e agli altri brani in programma, insieme all’Orchestra e al Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,  sarà un quartetto di artisti affermati in campo internazionale: Federica Lombardi (soprano), Marianna Pizzolato (contralto), Mauro Peter (tenore) e Krzysztof Bączyk (basso) mentre le poesie e i testi verranno letti dall’attore e regista  Massimo Popolizio, al debutto sul palcoscenico dell’Accademia di Santa Cecilia.

 
 
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