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giovedì 26 maggio 2022
 
Musica
 

Apertura dell’autunno pesarese con l'integrale da camera di Rossini suonata da Marangoni

11/11/2021  Il 14 novembre a Pesaro recital pianistico Rossini Péchés de vieillesse del pianista Alessandro Marangoni, grande ricercatore della musica intesa in senso olistico

A soli 41 anni la lista delle pubblicazioni discografiche rare, dei riconoscimenti internazionali e delle iniziative a sostegno di una visione “olistica” della musica rendono la carriera del pianista Alessandro Marangoni davvero diversa e unica nel panorama odierno; non fa eccezione in questo il pluripremiato, acclamato e monumentale progetto rossiniano, che oggi giunge finalmente a compimento dopo più di 10 anni di lavoro, nelle 13 rarissime incisioni dei Péchés de vieillesse, inclusi 20 inediti ritrovati dallo stesso Marangoni tra Fondazione Rossini e collezioni private. Il cofanetto di Marangoni è dunque oggi l’unica integrale al mondo di tutta la musica da camera di Rossini e verrà naturalmente presentata nel concerto di apertura dell’autunno pesarese il 14 Novembre. 
Sul palco sin dalle scuole medie grazie all’estro musicale di un prete esorcista, devoto alla musica tanto da intrattenere carteggi con Karajan e Mila, Marangoni trova la sua strada originale nell’affollato mondo del pianismo grazie agli stimoli di Maria Tipo, sua insegnante e mentore a Fiesole, che lo sprona ad una profonda ricerca negli ambiti meno frequentati ed il primo esercizio in tal senso, dedicato alle composizioni dimenticate di Victor de Sabata, lo porta rapidamente in sala d’incisione, quindi sul palco della Scala e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Una strada efficace che potrebbe abbondantemente bastare per rendere proficua e solida una carriera. Ma l’attitudine alla ricerca di Alessandro rivela presto la sua eclettica matrice rinascimentale, come lo storico collegio d’eccellenza dove si è laureato in filosofia e dove, nel solco delle idee sull’uso della musica come complemento didattico ad ogni disciplina del fondatore San Carlo Borromeo, in tal senso precursore assoluto, trova da affezionato ex studente modo di ampliare ed approfondire sempre più questo aspetto, oggi come mai essenziale al mantenimento e sviluppo della ragion d’essere d’ogni musicista professionista: la formazione di orecchie pronte all’ascolto, ovvero un pubblico giovane, competente, appassionato, in definitiva, il futuro. Ma il concetto di musica come “strumento essenziale per uno sviluppo olistico della personalità a supporto di una comunità complessa”, ossia i temi dell’ascolto, superamento dell’ego, apertura al confronto, prontezza di fronte all’imprevisto, lavoro di gruppo, formazione estetica, esercizio d’umiltà intellettuale non possono essere trasmessi solo ad una selezionata élite di studenti d’eccellenza, ma devono essere divulgati in ogni direzione, da cui l’inesausto sperimentalismo di forme e linguaggi di Marangoni, dalla sinestesia di Chromoconcerto realizzato con il regista Pierpaolo Venier, alla creazione della webtv Forte? Fortissimo!, nata ben prima che il lockdown costringesse al potenziamento dei mezzi digitali ogni 

 
 
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