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"Chi prende queste sostanze si gioca alla roulette russa"

24/07/2015  Il responsabile del Centro nazionale di informazione Tossicologica e Centro Antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia spiega il rischio medico delle "nuove" sostanze: "Sono difficili da identificare, non tutte intossicano con la stessa velocità e producono disordini complessi su molti organi".

Ingoiare una pasticca presa su Internet per pochi euro, senza sapere che cosa contiene, per provare l’effetto che fa. Quando va male, e si finisce al pronto soccorso, a rischio di molte cose, vita compresa. A raccogliere i cocci è il più delle volte il medico del Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica (CNIT) della Fondazione Maugeri di Pavia, cui si rivolgono, per consulenza specialistica, tutti gli operatori di Pronto soccorso d’Italia davanti a un caso di sospetto avvelenamento. Abbiamo chiesto al dottor Carlo Locatelli, responsabile del centro,  di aiutarci a far il punto sul problema delle “nuove” sostanze.

Carlo Locatelli, Responsabile del Centro antiveleni e Cnit di Pavia
Carlo Locatelli, Responsabile del Centro antiveleni e Cnit di Pavia

Dottore, che quadro vede? 
«Accanto alle vecchie sostanze d’abuso: eroina, cocaina, marijuana, ecstasy, sono in circolazione circa 500 nuove molecole: chi le assume, spesso per moda - minorenni, ma anche cinquantenni - crede che aiutino a lavorare di più, a divertirsi, che non facciano male. E, invece, gioca alla roulette russa,  perché  non ha la minima idea di cosa ci sia dentro: sostanze sempre diverse, variamente miscelate, capaci di effetti imprevedibili». 

 Si pensa droga=dipendenza, c’è anche un pericolo più immediato? 
«Entrambi. Si conoscono già dipendenze da nuove sostanze: il meccanismo d’azione è spesso lo stesso delle sostanze più note. Ma anche una sola assunzione può avere effetti terribili». 

È vero che il soccorso è difficile? 
«Sì, perché è sono sostanze difficili da identificare, che non intossicano tutte con la stessa velocità, e producono dal punto di vista medico disordini complessi su molti organi. I casi letali, ogni anno,  non sono così pochi».

Morte a parte, si rischiano danni permanenti? 
«Sono sostanze che modificano i rapporti tra i neuroni e gli studi su persone che assumono regolarmente sostanze evidenziano danni al cervello. Poi se i danni permanenti si instaurano dopo aver consumato una pasticca, 10, o 50 nessuno lo sa. Senza contare il rischio  di chi guida o agisce alterato». 

Che cosa consiglierebbe a un genitore? 
«Non sono uno psichiatra, mi occupo di urgenze, ma vorrei che gli adulti responsabili – genitori, media, politici – non parlassero con leggerezza delle sostanze d’abuso, giustificando magari l’impiego e la circolazione di alcune di esse, per poi recriminare sul fatto che ne circolino altre che determinano casi letali o danni permanenti. Tutte le sostanze da abuso nuocciono e vanno affrontate senza faciloneria. Persino gli energy drink creano problemi quando se ne bevono troppi, magari per controbilanciare l’effetto di alcool o sostanze d’abuso».

 
 
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