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domenica 05 dicembre 2021
 
 

Giuseppe Berta: «Così Marchionne punta a Gm»

17/09/2015  Parla lo storico dell’economia e studioso del gruppo Fca: siglando l’accordo con il sindacato statunitense per le fabbriche di Detroit, il manager italo-canadese ha guadagnato un alleato prezioso per l’acquisizione della casa automobilistica “rivale”.

“Sergio Marchionne, Ceo di Fca,  ha guadagnato un alleato nella corsa a Gm”. Secondo Giuseppe Berta docente di Storia economica alla Bocconi di Milano e autore di Fiat-Chrysler e la deriva dell’Italia industriale (Il Mulino), il contratto Fca-Uaw firmato martedì vale più per quel che non vi è scritto che per i suoi contenuti effettivi. E va inquadrato nella partita più ampia del manager italo-canadese, che punta da mesi a una fusione tra Fca e Gm. Obiettivo: dare vita a una nuova casa automobilistica da 15 milioni di vetture all’anno.

Che valutazione dà dell’accordo tra Fca e Uaw (United Auto Workers Union)?

E’ ovviamente fondamentale per entrambe le parti. I sindacati ottengono di sanare il cosiddetto doppio binario, cioè le differenze salariali tra assunti prima della crisi del 2007 e dopo. A regime, tutti i lavoratori avranno un salario orario di 25 dollari. Questo ha un effetto positivo di ricompattamento della forza lavoro. Ma ci guadagna soprattutto Marchionne.

In che senso?

La trattativa con il sindacato è stata onerosa per Fca: spiazzando tutti ancora una volta, Marchionne ha concesso un incremento del salario per i neoassunti pari a 9 dollari. E a quanto pare ha aumentato la dotazione al fondo del sindacato che eroga prestazioni sanitarie per 860mila pensionati. Il Wall Street Journal ha parlato di “concessioni insostenibili”. E’ evidente che se ha fatto tutto questo, se ha reso così facile la trattativa, aveva come obiettivo portare a casa l’accordo. Per guadagnare un alleato fondamentale per i suoi obiettivi: lo United Auto Workers Union detiene il 9% in Gm. Oggi Marchionne si pone come l’interlocutore più credibile per procedere alla “messa in sicurezza” del distretto dell’auto di Detroit.

E al sindacato sta bene?

Credo proprio di sì. Si fidano di lui. E hanno tutto da guadagnare da un supergruppo che nasca dalla fusione Gm-Fca: 15 milioni di vetture, prodotte in gran parte negli Stati Uniti, significa prevedere che la sede e il baricentro delle operazioni si sposti decisamente oltreoceano, ancor più di adesso. Vuol dire  fare massa critica e assicurare gli attuali posti di lavoro. Marchionne ha messo la sua faccia nell’accordo ma ha guadagnato una sponda fondamentale nella corsa a Gm.

Eppure Gm non apre alle trattative con Fca…

Io credo che la vera incognita sia politica. La vittoria di un repubblicano alla Casa Bianca non garanitrebbe gli appoggi anche finanziari che sono arrivati dall’amministrazione Obama. Ma se a vincere fossero ancora i democratici la una scommessa di Marchionne potrebbe andare in porto. E’ questa al cornice in qui inquadrare l’accordo di martedì. Una cornice ben più ampia del testo scritto.

 
 
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