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venerdì 24 maggio 2024
 
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«Vi apprezzo», Mattarella risponde all'appello della scuola di Pioltello

27/03/2024  Il presidente della Repubblica prende posizione e scende in campo al fianco del capo d'istituto che aveva deciso di chiudere per la fine del Ramadan. Nella lettera la vicepreside chiedeva al Presidente di visitare la sua scuola per «scrivere la parola fine in questa triste storia». E il Quirinale non è stato in silenzio

«Apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo». Parole firmate in calce dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha preso posizione sulla vicenda della scuola Iqbal Masih di Pioltello - che con un voto unanime arrivato a maggio 2023 del consiglio d’istituto aveva deciso di chiudere per la fine del Ramadan il prossimo 10 aprile -. Vicenda cavalcata dalla Lega che ha grido “all’islamizzazione” con il leader del partito Matteo Salvini che ha contato sulla solerzia del ministro dell’Istruzione. Valditara infatti aveva prontamente sguinzagliato gli ispettori e attivato l’ufficio scolastico di Regione Lombardia, nonostante l’istituto avesse agito nell’ambito dell’autonomia scolastica.

Il presidente Mattarella ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro della scuola rispondendo a una lettera della vicepreside e docente dell’Iqbal Masih, Maria Rendani, che lui stesso aveva nominato cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica due anni fa con queste parole “Per la gestione di una scuola di frontiera con oltre il 40% di alunni stranieri e che durante il lockdown ha lavorato per non lasciare indietro nessuno” -.

Nella lettera Rendani chiedeva al Presidente di visitare la sua scuola per «scrivere la parola fine in questa triste storia». «Chiedo a Mattarella di intervenire, di venire a Pioltello a sostenerci - aveva ribadito ai microfoni del TgR Lombardia la vicepreside e docente - perché ci sentiamo soli. Lui è l'unico che può scrivere la parola fine in questa triste storia. Come posso ritrovare la forza e il coraggio di insegnare ai miei alunni che lo Stato italiano difende i cittadini»?

Le risposta del capo dello Stato è stata letta durante il consiglio d’istituto che lunedì ha confermato la chiusura per il 10 aprile con una nuova delibera che prevede la sospensione delle lezioni, specificando che la decisione è dovuta al numero di assenze e non dalla volontà di aderire festa religiosa in sé. In seguito a questa scelta i docenti della scuola, facendo eco all’appello della collega hanno chiesto «di rispettare la nostra scelta e di poter tornare a vivere e insegnare con tranquillità». Durante l’ispezione del 18 marzo sarebbero state trovate delle irregolarità nella precedente delibera sul calendario scolastico oltre «l’assenza di espresse motivazioni di carattere didattico nella delibera del Consiglio di Istituto per i giorni di sospensione». C’è di più: sulla prima contestazione dell’ufficio regionale l’istituto ha rimediato rinunciando a due giorni di vacanza, prossimo 29 marzo e 30 aprile proprio per confermare la chiusura per l’Eid al Fitr. «Una decisione nata spontaneamente al nostro interno, sulla base di motivazioni che riteniamo coerenti con il diritto all’educazione e all’istruzione, con la Costituzione Italiana e che origina dalla considerazione operata dal Collegio Docenti» hanno rincarato i professori, annunciando oltre alla chiusura del 10 aprile, il 21 maggio per la Giornata mondiale della Diversità Culturale la scuola organizzerà un dialogo «sui temi dell’inclusione, dell’interazione tra culture e del confronto tra religioni».

 
 
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