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venerdì 27 gennaio 2023
 
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«Una donna che ha inseguito la bellezza, ora contempla quella di Dio»

19/01/2023  L’omelia di don Walter Insero alle esequie della diva. «Dall’incontro con Madre Teresa, poi e dalla stima grande per questa figura straordinaria del suo tempo che si accese in lei, Gina acquisì e portò sempre nel cuore anche una forte testimonianza di amore e venerazione per la Madonna. Portava sempre con sé la Medaglia Miracolosa, legata all’apparizione della Vergine a santa Caterina di Labouré in Rue du Bac, a Parigi»

A poche ore dalle esequie di Gina Lollobrigida, don Walter Insero, rettore della Basilica Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo, a tutti nota come “la Chiesa degli artisti”, dove sono state celebrate, ha anticipato a Famiglia Cristiana i concetti fondamentali sviluppati nell'omelia.

La scelta del brano del Vangelo è caduta sull’annuncio della Resurrezione secondo Marco (16-1), un inno a Cristo che vince la morte, ma anche un omaggio alla forza della diva, che ha saputo reagire con fierezza e combattività alle prove più dure della sua vita, a partire dal rovescio finanziario che colpì la sua famiglia a Subiaco quando le bombe della seconda guerra mondiale distrussero l’azienda di mobili paterna.

«Le donne che al mattino presto corrono al sepolcro», spiega don Walter, «ci fanno riflettere sul loro coraggio. Noncuranti dei rischi, dei pericoli vanno animate dalla gratitudine e dall'amore per il Maestro. Vogliono incontrarlo, vogliono ancora fare qualcosa per Lui, di fatto vanno per piangere un morto e trovano l'annuncio che cambia la loro vita. È l’annuncio della Resurrezione che da quel mattino di Pasqua la Chiesa custodisce e proclama in tutto il mondo. È l’annuncio che accogliamo anche noi oggi qui in questa chiesa: “Non è qui, è risorto. Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Questa luce illumina il mistero della Morte, perché il nostro Dio, il Dio che ha risuscitato Cristo dai morti ci permette di vivere accogliendo la vita eterna, consapevoli che essa è la vera vita, senza fine.  E Gina è già passata in questa dimensione per via di questo annuncio».

Don Walter ha poi ripercorso le tappe della «testimonianza umana, spirituale e artistica» della diva che si è spenta lo scorso 16 gennaio, mettendo in evidenza «la determinazione, la forza, la combattività, il carattere volitivo. Lei stessa diceva di avere una volontà di ferro, la voglia congenita di indipendenza. Gina lascia Subiaco, la sua città natale sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la sua famiglia si trova tra gli sfollati a Roma perché a causa dei bombardamenti perdono il loro mobilificio. Le case che utilizzavano come alberghi erano andate distrutte, quindi si trovano in grande difficoltà. Le tre sorelle le riconoscono un grande talento artistico, per cui si sacrificano per permetterle di metterlo a frutto, cosa di cui lei sarà per sempre grata. Mentre le sorelle lavorano per aiutare la famiglia, lei studia all'Istituto delle arti a via di Ripetta, non lontano da questa chiesa, e poi frequenta i corsi dell'accademia di Belle Arti. Ha dentro un grande desiderio: quello di essere artista. E già a 8 anni esprime quello di diventare scultrice. Per questo sogno inizia a disegnare. Era bravissima nel disegno, ma studia anche canto e pittura e per sbarcare il lunario e aiutare anche lei i familiari in quegli anni difficili fa delle caricature al carboncino che realizza lei stessa, vendendole ai turisti, posa per i fotoromanzi. E in quel frangente, quindi nell’immediato dopoguerra, quand’era una ragazza bellissima viene notata da produttori e registi. “È il cinema che mi ha scelto. Non sono stata io a scegliere il cinema”, era solita ripetere. Così, inizia la sua carriera con delle comparse fino ad affermarsi rapidamente tra le star internazionali».

Ma non per questo fu disposta a fare compromessi o a rinunciare alla sua voglia d’indipendenza. Continua don Insero: «Già nel 1950, va a Hollywood, dove le propongono un contratto stratosferico che richiedeva però una presenza a Los Angeles per molto tempo e delle restrizioni che lei alla fine non accetta e quindi rescinde il contratto e ritorna nella sua amata Italia»

Ma in Gina la forza conviveva con la sensibilità e con un’indole generosa che pochi hanno conosciuto. Sottolinea ancora il sacerdote: «Una donna indipendente, ma anche una donna che ha manifestato una grande generosità, un aspetto centrale, questo, nella mia omelia. C’è stato un incontro che a Gina ha cambiato la vita, quello con Madre Teresa di Calcutta. Infatti, proprio per questo, dopo averla fotografata e filmata, l'ha incontrata più volte e ha realizzato tante opere al servizio dei poveri, dei dimenticati, facendo anche costruire un ospedale in India, aiutando in vari modi gli indigenti e sostenendo le associazioni che si prendono cura di bambini più sfortunati in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo. Ha avuto sempre una grande generosità, ha saputo condividere la sua fortuna con i dimenticati. Dall’incontro con Madre Teresa, poi e dalla stima grande per questa figura straordinaria del suo tempo che si accese in lei, Gina acquisì e portò sempre nel cuore anche una forte testimonianza di amore e venerazione per la Madonna.

Portava sempre con sé la Medaglia Miracolosa, legata all’apparizione della Vergine a santa Caterina di Labouré in Rue du Bac, a Parigi».

La fede era una dimensione riservata per la Lollobrigida, eppure autentica. «È stata una donna molto credente», dice don Insero. «E certo la sua fede veniva da una famiglia cattolica, da una formazione e un’educazione severa che lei stessa raccontava di aver ricevuto e che tuttavia l'ha aiutata, perché le ha forgiato il carattere e le ha dato anche questo senso del rispetto del lavoro, della professionalità, anche del perfezionismo. Il suo slancio interiore, i suoi valori si legano a un ambiente e un background che è quello di Subiaco, che sappiamo essere la terra di San Benedetto, di Santa Scolastica, quindi una fede che ha visto e ha accompagnato il suo percorso umano, che ha dialogato con l'arte, con la spiritualità. Noi la conosciamo soprattutto come attrice, ma lei è stata una grande artista poliedrica a tutto tondo, perché è stata scultrice, fotografa, fotoreporter, ha dipinto, è stata brava nel canto, capace anche di ballare. Non le interessavano la fama, la notorietà fine a se stessi. Quando si allontanò dal cinema spiegò che era cambiato e quindi lei quasi non si ritrovava più nelle logiche e anche nelle proposte che riceveva. Per questo si è dedicata alla scultura, alla pittura, alla fotografia e amava rifugiarsi nel suo studio, nel suo atelier e lì continuare a vivere d'arte. Ecco il grande amore della vita di Gina è stata l'arte in tutte le sue espressioni ed è stata una donna che ha inseguito e ricercato la bellezza e ora sicuramente contempla la bellezza del Dio vivente».

 

 
 
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