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mercoledì 29 maggio 2024
 
 

1 maggio: la macchina dell'organizzazione

29/03/2011  Sponsor privati per coprire i costi, nessun contributo del Governo italiano e un progetto: risparmiare per restaurare la mensa Caritas.

Per la beatificazione di Giovanni Paolo II il prossimo Primo Maggio sono attesi a Roma 300 mila pellegrini, un numero che però può cambiare. Grazie a una «organizzazione modulare», Roma  «è pronta ad accogliere qualunque numero» di fedeli.  Lo ha precisato padre Cesare Atuire, amministratore delegato dell'Opera Romana Pellegrinaggi che in collaborazione con il Vicariato, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e il Comune sta organizzando l'evento: «La nostra missione è far sì che chiunque voglia venire a Roma possa partecipare alla beatificazione”.

     Poi ha spiegato che il numero di 300 mila persone non è poco, ma “quello che ci aspettavamo”. Padre Atuire ha infatti osservato che le previsioni di qualche mese fa  di due milioni di pellegrini «erano state avanzate sulla base del conteggio delle persone che hanno raggiunto Roma nei giorni della morte e dei funerali di Wojtyla. Un periodo che è durato due settimane, dagli ultimi giorni della malattia fino all'elezione del nuovo Pontefice e che è quindi da intendersi come la somma complessiva dei pellegrini al giorno». Quindi ha aggiunto: «Se io sommo i 300 mila che parteciperanno sabato alla veglia al Circo Massimo, con i 300 mila che parteciperanno domenica alla messa in San Pietro e poi i 300 mila che seguiranno anche la messa di ringraziamento il lunedì successivo allora ecco che la cifra sale di parecchio».

Ogni pellegrino costerà 3-4 euro, ma, ha assicurato monsignor Liberio Andreatta, presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, il costo verrà interamente ricoperto da privati: “Sostenitori, banche, fondazioni». Don Walter Insero, portavoce del cardinale Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha inoltre precisato che la beatificazione «non rientrerà tra i Grandi eventi» che godono di una legislazione speciale. La diocesi di Roma, che presiede all'organizzazione della cerimonia, ha  rifiutato il contributo del Governo assicurando la copertura economica grazie all'intervento degli sponsor oltre che delle donazioni dei fedeli, che sono possibili attraverso il sito creato appositamente per la beatificazione.

     Tra i privati che contribuiscono ci sono Intesa San Paolo, Unicredit, Eni, Monte dei Paschi di Siena, Ansaldo Sts, Enel, Vodafone, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Bnl Gruppo Paribas, Caltagirone spa, Terna, Poste italiane. Ma ancora non è stata annunciata la cifra totale messa disposizioni degli sponsor.  I soldi confluiranno in un Fondo Etico e il bilancio sarà reso pubblico dopo la beatificazione.

     I soldi che non saranno spesi verranno utilizzati per il restauro delle mensa della Caritas della Stazione Termini, un’operazione del costo di un milione e 100 mila euro resa necessaria dal degrado cui la struttura è andata incontro negli ultimi anni. La mensa sarà poi intitolata a Giovanni Paolo II. Monsignor Andreatta ha spiegato che la diocesi di Roma si prenderà in carico dei costi degli eventi che si svolgono all'interno della città, a partire dalla veglia di sabato 30 aprile al Circo Massimo, mentre lo Stato della Città del Vaticano coprirà i costi degli eventi che si svolgono all'interno di Piazza San Pietro. Una Carta etica è stata anche realizzata con la Federalberghi per sensibilizzare le strutture sul “caro prezzi”.

     Padre Acuire ha ammesso che qualcuno ha speculato. Ma l’Opera Romana pellegrinaggi sta vigilando perché la beatificazione sia un evento «per tutte le tasche». L’amministratore delegato dell'Orp ha anche ribadito che la partecipazione è «assolutamente gratuita e  nessuno può vendere biglietti », invitando i pellegrini a rivolgersi alle organizzazioni ufficiali, le uniche che garantiscono una  « totale tutela».

 
 
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