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lunedì 03 agosto 2020
 
TRA FEDE E STORIA
 

Quella voce nel deserto: sulle tracce dii Giovanni il Battista

17/12/2018  Su Tv2000 torna "E il Verbo si fece carne". Nei luoghi di Gesù, i Vangeli della domenica sono commenti dal vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni; l'analisi storico-biblica è curata da padre Alberto Joan Pari, frate francescano della Custodia di Terra Santa. Il reportage per Famiglia Cristiana della conduttrice del programma, Cristiana Caricato. La terza puntata in onda il 15 dicembre alle 8 e il 16 alle 7.30.

Fiume Giordano, Terra Santa

Nostro servizio

Acque melmose, di un verde intenso, canneti e papiri, sole e anime vestite di bianco che si immergono. Il Kibbutz Kvutzat Kinneret, a sud dello sbocco fluviale del Giordano dal lago di Tiberiade, certamente non è il luogo in cui Giovanni Battista ha battezzato suo cugino Gesù, ma possiede un fascino tale da rendere credibile quella che è poco più di una ricostruzione interessata di una pagina evangelica.

Su queste rive centinaia di migliaia di pellegrini ogni anno vengono a rinnovare le loro promesse battesimali, attirati più che dall’autenticità del luogo o dalla ininterrotta tradizione, dalla perfetta organizzazione israeliana che consente di rivivere la memoria del Battesimo di Gesù, con pochi disagi e molta atmosfera. Yardenit, dei tre siti che si contendono cristiani e visitatori è quello che possiede meno credenziali. Il Ministero del Turismo israeliano decise, nel 1981, di trasformare la proprietà del kibbutz in Gallilea, dove il Giordano riprende la sua corsa verso il Mar Morto, in luogo sacro, per ovviare all’inaccessibilità di quella che con tutta probabilità è la reale zona indicata dai Vangeli, Qasr Al Yahud, situata più a sud, in Cisgiordania. Durante la guerra dei sei giorni, nel ‘67, l’intera area nella Valle del Giordano era diventata campo di battaglia, minata e presidiata dall’esercito. E sebbene monasteri bizantini e antiche foresterie indicassero quella sezione del fiume come quella in cui si era bagnato il Signore, il governo di Tel Aviv decise, per ragioni di sicurezza, di deviare il flusso dei pellegrini più a nord, puntando sulla dolcezza e la bellezza placida di Yadernit. In realtà, come noto, la memoria cristiana più antica del Battesimo di Gesù si trova in territorio giordano, esattamente sulla riva opposta a Qasr Al Yahud. Il sito è chiamato Al – Maghats, e non è un caso che i pontefici, nei loro pellegrinaggi in Terra Santa, abbiamo sempre voluto visitarlo.

Dalla sua Yardernit offre, al di là delle corrispondenze storiche, la possibilità di immergersi nelle acque del fiume dove il Signore ha santificato l’umanità. “Nelle icone di tradizione bizantina, nelle acque del Giordano sono raffigurati pesci, animali, piante e naturalmente l’uomo. – spiega Padre Alberto Joan Pari, biblista – tutto per indicare la redenzione dell’umanità intera e della creazione”. L’oasi naturale di Yadernit ripropone l’ambiente fluviale e le atmosfere del tempo di Gesù, permettendo ai molti i pellegrini, soprattutto protestanti, di sentirsi dentro la pagina evangelica. Per questo le meditazioni per la terza domenica di Avvento, sono state ambientate dalla serie televisiva “E il Verbo si fece carne” proprio in Galilea, regione che aiuta a tenere altro il clima di festa e di gioia della “domenica Gaudete”.

Gruppi di fedeli, vestiti di camici bianchi, si immergono per rinnovare le promesse battesimali, molti sguazzano cantando inni sacri, altri elevano preghiere al cielo secondo la diversità dei carismi. Una festa della fede che preannuncia quella del Natale: “E’ proprio la liturgia a suggerire questa sensazione- commenta Mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto- da una parte le parole del profeta Sofonia che invitano la figlia di Sion a rallegrarsi, a gridare la gioia di Israele: Il Signore Dio tuo è in mezzo a te ,è un salvatore potente, gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia. Dall’altra il brano di Luca con il Battista che, con accenti gravi, invita alla conversione e all’attesa: Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto e ancora Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”. Direi che abbiamo due toni, quello della Misericordia, dell’amore vicino del profeta Sofonia e quello forte, decisivo del Battista. Parole calde e inviti fermi che fanno presagire ciò che ci attende e allo stesso tempo scuotono le nostre anime intorpidite dalla distrazione per farci aprire all’avvenimento del Natale”.

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