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martedì 27 febbraio 2024
 
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Il Giubileo di platino di Elisabetta, un test del suo legame con gli inglesi

05/02/2022  Il 6 febbraio del 1952 a soli 26 anni Elisabetta II diventava regina in seguito alla scomparsa del padre Giorgio VI. Quest'anno sono 70 anni di regno. I festeggiamenti ufficiali saranno a giugno. Nelle parole del biografo reale Robert Hardman, un ritratto della regina. Oggi alle prese con lutti dolorosi e scandali familiari e politici

Elisabetta e Filippo in un'immagine ufficiale del 1952
Elisabetta e Filippo in un'immagine ufficiale del 1952

È un rapporto unico, quello tra I sudditi e Elisabetta II, fatto un po’ dell’affetto che si ha per una nonna amatissima e un po’ del rispetto per una monarca che ha saputo tenere insieme una nazione per settant’anni. Per la Regina che, appena compiuti I ventun’anni, aveva promesso, via radio, ai suoi sudditi di dedicare loro la sua vita, il prossimo Giubileo di Platino, sarà un test di questo legame. Ci sarà ancora per lei la gente comune? Gli scolari che incontra quando visita le scuole, I centenari ai quali scrive biglietti di auguri, le donne, giovani e più anziane, per le quali resta un modello di moglie e donna. Per saperlo bisognerà aspettare quel weekend di ben quattro giornate di festa, tra il 2 e il 5 giugno, che la nazione ha deciso di dedicarle per festeggiare un traguardo unico, settant’anni sul trono, che nessun altro re o regina ha mai raggiunto.

Durante questo 6 febbraio, invece, il giorno in cui è morto suo papà Giorgio VI e lei è diventata Regina, appena venticinquenne e ancora in viaggio di nozze in Kenya col marito, Elisabetta sarà ritirata a Wood Farm. Il cottage di cinque stanze, a pochi passi dal Mare del nord, sulla tenuta di Sandringham, dove il principe Filippo ha trascorso gli ultimi giorni. Dove I muri sono stati decorati da lui che ha anche ripensato la cucina e dove la Regina si consente il lusso di cucinare e anche lavare I piatti che, di solito, circondata dai servitori non può permettersi.

«La Regina non festeggia mai questo giorno perchè era legatissima al padre e questa data le ricorda il dolore provato alla sua scomparsa», racconta Robert Hardman, biografo reale, che ha incontrato più volte Elisabetta II e le ha dedicato i volumi Queen of the world e Queen of our times, che verrà pubblicato dalle edizioni MacMillan il prossimo marzo, «Certo la Regina avrebbe preferito che il padre non morisse cosi giovane, ad appena 57 anni, per poter trascorrere più tempo con lui. Ogni anno, però, la sovrana partecipa a una funzione religiosa. Si sentiranno i cannoni sparare a salve a Green Park per marcare l’evento e, alla mattina, la Bbc comincerà la giornata con l’inno nazionale».

La copertina del Time del 1952 in occasione della sua salita al trono
La copertina del Time del 1952 in occasione della sua salita al trono

Mentre i sudditi hanno cominciato a festeggiare il Giubileo di Platino, cercando una nuova ricetta di dolce, e a piantare alberi per la Queen’s Green Canopy non è ancora chiaro a quali dei festeggiamenti, si tratti di funzioni religiose, concerti o parate militari, la sovrana parteciperà. I 96 anni, che compie il 21 aprile prossimo, l’hanno resa più lenta e affaticata. Certo sarà presente per comunicare il messaggio, con la sua piccola figura di acciaio, che la monarchia è viva e vegeta e che la nuova, ultima crisi, che ha travolto la monarchia, non ha danneggiato irrimediabilmente questa istituzione

«Certo, come mamma, Elisabetta è preoccupata per il principe Andrea», spiega ancora Robert Hardman, «ma non consente ai suoi sentimenti di interferire con i suoi doveri di Regina. Per questo motivo ha tolto al principe non soltanto tutti i suoi titoli militari, ma anche l’appellativo “Sua Altezza Reale”, che spetta soltanto ai figli del monarca e ai loro consorti. Si tratta di una decisione che avrà ferito profondamente Andrea che era ufficiale di Marina e molto orgoglioso della sua carriera navale».

«Per Elisabetta, però, preservare l’istituzione monarchia è una priorità assoluta», dice ancora il biografo. «Direi che la guerra tra Carlo e Diana e, poi, la morte della principessa Diana sono stati una crisi molto più difficile per la Regina perché in gioco erano gli eredi, la successione al trono. Il principe Andrea non si trova in questa posizione ed è molto semplice allontanarlo senza che vi siano problemi».

«Penso che alla Regina manchino molto il marito Filippo e anche le due dame di compagnia che erano sue amiche, la duchessa di Grafton e Lady Farnham, tutte e due scomparse a dicembre, ma è ancora circondata da persone che le sono care, come Lady Glenconner, e la sua famiglia, i figli e i nipoti, la aiutano e sostengono. Elisabetta II è anche molto religiosa e la fede è la fonte della sua forza. Domenica, senza dubbio, andrà in chiesa come fa ogni settimana», dice ancora l’esperto, «I sudditi la amano perché, nei settant’anni di regno, è stata sempre onestissima. Durante la pandemia non ha mai trasgredito le regole come ha fatto, invece, il premier Boris Johnson. Anche suo nonno, Giorgio V, durante la prima guerra mondiale, ha voluto che tutta la corte sospendesse gli alcolici, come volevano le regole per poi scoprire che i ministri di governo avevano, invece bevuto».

 
 
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