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lunedì 25 ottobre 2021
 
Intervista ad Andrea Purgatori
 

A Greenpeace piace il Papa ecologista

02/06/2014  Parla il giornalista Andrea Purgatori, nuovo presidente dell'associazione ambientalista. Le campagne mondiali e le emergenze italiane. I timori per la sorte del relitto della Costa Concordia. Il plauso per le nuove nomine ai vertici dell'Enel e l'ammirazione per il papa attento all'ambiente.

“Nella vita bisogna fare delle scelte etiche. Io l'ho fatta aderendo a Greenpeace. Ora ho accettato con grande piacere la nomina a presidente di Greenpeace Italia, un incarico che svolgo come volontario e a titolo gratuito”. Si presenta così Andrea Purgatori, che succede a Ivan Novelli come presidente di Greenpeace italia.

Da dieci anni membro dell’assemblea dei soci e poi del consiglio direttivo dell'associazione ambientalista, Andrea Purgatori ha una lunga esperienza come giornalista d’inchiesta, autore televisivo e cinematografico. Purgatori è stato inviato del Corriere della Sera fino al 1999. Per il quotidiano di via Solferino ha curato inchieste e reportage sugli "anni di piombo" e sulle stragi, dal rapimento Moro alla strage di Ustica. Si è anche occupato di conflitti internazionali, come la guerra in Libano, il conflitto tra Iran e Iraq degli anni Ottanta, la prima Guerra del Golfo, le rivolte in Tunisia e Algeria. Oggi scrive per l'Huffington Post. Come sceneggiatore, Purgatori ha scritto il film sulla strage di Ustica “Il muro di gomma”, “Il giudice ragazzino” sull’uccisione del giudice Rosario Livatino e “Fortapasc” sull’omicidio del giornalista Giancarlo Siani.

Purgatori, dopo la sua nomina lei ha dichiarato che Greenpeace deve caratterizzarsi sempre più anche per il suo impegno sulle grandi emergenze ambientali del nostro Paese. In che modo questo impegno è legato alle grandi campagne internazionali di Greenpaece, spesso caratterizzate da azioni dimostrative clamorose?

"Greenpeace conduce battaglie che a volte possono sembrare poco legate all'Italia, ma non è così. La campagna contro Gazprom e le trivellazioni nell'Artico può sembrarci lontana, però diventa vicina quando saltano fuori proposte di trivellazioni nei nostri mari. Quanto è successo nel Golfo del Messico dovrebbe indurci a ragionare molto bene su quello che stiamo facendo. Se il clima fa schifo, le conseguenze non sono solo nell'altra parte del mondo, ma pure qui da noi. Poi l'Italia ha alcune specifiche emergenze ambientali, come lo smaltimento dei rifiuti tossici e radioattivi. In Italia le “terre dei fuochi” sono tante e spesso lì si concentrano anche attività illecite della criminalità organizzata".

In Italia quali altre situazioni vi preoccupano?

"Stiamo monitorando molto da vicino la vicenda della Costa Concordia, una storia non ancora finita. Dove la porteranno adesso? Come la porteranno? Riescono a portarla in modo sicuro in un porto oppure ce ritroveremo in mare da qualche parte? Portare il relitto a Genova significherebbe tenerlo in mare almeno per cinque giorni, siamo sicuri che non sia troppo rischioso? Sono interrogativi ai quali bisogna dare delle risposte. Fra le altre nostre campagne ricordo quella per la tutela delle api, sterminate c dai pesticidi".

La tutela dell'ambiente non sembra essere una priorità della politica italiana, come mai?

"I temi ambientali urtano sempre degli interessi, a volte così grossi che si preferisce tenere il coperchio sulla pentola. La politica tratta i temi ambientali o in modo marginale o, come stiamo vedendo dalle inchieste giudiziarie di questi giorni, come un affare per intascare soldi. Non ci si rende conto che parlare di politica ambientale significa parlare del nostro futuro. La bonifica dei luoghi a rischio è una emergenza nazionale che va affrontata e che, fra l'altro, può creare posti di lavoro".

Invece fra gli italiani è cresciuta la sensibilità per i temi ambientali?


"Sì, lo vediamo anche a Greepeace. I nostri sostenitori sono in crescita e hanno raggiunto i 70.000. Sono persone che, in un momento di pesante crisi economica, hanno scelto di pagare una quota, sia pure piccola, per un'associazione. Mi pare un segnale molto importante di partecipazione e di condivisione di ideali".

Greenpeace ha salutato con favore la nomina dei nuovi vertici dell'Enel, come mai?

"Perché con la nomina ad amministratore delegato di Francesco Starace si è scelta una persona che viene da esperienze per noi positive, di attenzione alle energie pulite e rinnovabili. Speriamo che la sua nomina segni una svolta, con il rapido abbandono del carbone. Contiamo di incontrare presto Starace per spiegargli il nostro punto di vista".

Papa Francesco nei suoi discorsi ha toccato spesso il tema del rispetto dell'ambiente e si dice anche che potrebbe scrivere una enciclica dedicata all'ecologia. E' un papa che piace agli ambientalisti?

"Questo è un papa a dir poco sorprendente. Ricordiamoci che Francesco viene dal Sudamerica, un continente dove le questioni dell'ambiente si intrecciano direttamente alle condizioni di vita della gente. Pensiamo alla deforestazione e al land grabbing, fenomeni spesso contrastati con coraggio da uomini di Chiesa. Bergoglio conosce benissimo questi problemi e ha capito che l'ambiente è il luogo nel quale viviamo. O lo salviamo oppure sono guai per tutti. Non mi sorprenderò se scriverà una enciclica su questi temi".

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