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domenica 20 giugno 2021
 
A tavola col Papa
 

Dal "dulce de leche" al mate, i preferiti di Bergoglio

22/10/2014  Una giovane guardia svizzera, David Geisser, cuoco professionista, ha raccolto in un libro le ricette più amate in Vaticano, partendo dal "dulce de leche", il dessert argentino preferito da papa Francesco insieme alle "empanadas" ai peperoni e la "colita de quadri"

La copertina del libro
La copertina del libro

Che il Papa vada matto per il mate, il tradizionale infuso argentino, lo abbiamo visto tante volte quando qualche suo connazionale glielo offre in mezzo alla folla di fedeli e lui si sporge volentieri dalla jeep bianca per sorseggiarne un po’ con la cannuccia.  E sapevamo pure della sua predilezione per il “dulce de leche”, la crema di latte e zucchero inventata un secolo fa in Argentina, sembra per l'errore di una domestica che dimenticò sul fuoco il pentolino con il latte zuccherato, che da un anno e mezzo è sbarcato anche a Santa Marta tra i dessert preferiti di Bergoglio.

Ma come si prepara? Come dosare gli ingredienti giusti? Una giovane guardia svizzera, David Geisser, cuoco professionista, ha messo nero su bianco le ricette più amate in Vaticano.
Buon appetito è il titolo del libro, che però non vuole essere solo uno dei tanti ricettari ma anche un modo per far “entrare” la gente nei Sacri Palazzi, partendo dai piaceri della tavola.
Papa Francesco, del resto, quand’era a Buenos Aires si cucinava da solo. Tra i piatti che gli vengono meglio la paella ma anche, come ha rivelato la sorella Maria Elena, i calamari ripieni.
Nel collegio Massimo de San Josè, dove Bergoglio studiò teologia e filosofia e poi divenne rettore, era abituato a preparare il pranzo per i suoi studenti, quando non c’era la cuoca. In un’occasione disse: «Non ho mai ammazzato nessuno con il mio cibo».

Il giovane Bergoglio mentre cucina
Il giovane Bergoglio mentre cucina

Nel libro realizzato dalla guardia pontificia svizzera c'è addirittura un menù completo dedicato a Bergoglio. Prima del dolce, si possono preparare le “empanadas” ai peperoni e la “colita de quadri”. E si potrà così immaginare di essere a tavola col Papa. C'è anche un menù bavarese (con i wurstel alla Ratisbona), dedicato al Papa emerito Benedetto XVI, e uno polacco per ricordare Wojtyla. Sulla tavola di San Giovanni Paolo II, la guardia svizzera immagina un bel piatto di “pierogi”, i ravioli polacchi ai quali Cracovia dedica addirittura un festival. E proprio anche i menù a base di tortellini, ricordano le cronache dell'epoca, lo aiutarono nel 1981 a recuperare dopo il terribile attentato del 13 maggio.

Nel libro ci sono poi le ricette preferite del Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, del prefetto della Casa Pontificia, monsignor George Gainswein, e del cardinale svizzero Kurt Koch. Gnocchi per il Segretario di Stato ma rigorosamente “al Vaticano”. Saltimbocca alla romana per il segretario di Ratzinger mentre il porporato svizzero opta per una semplice “wiener schnitzel”, quella che nei menù italiani è segnata come "cotoletta alla milanese".

In Buon appetito ci sono anche i sapori che ricordano i santi patroni delle guardie svizzere e le preghiere che i soldati del Papa recitano prima di mangiare. Il libro è uscito mercoledì in tedesco, per la versione italiana bisognerà invece aspettare gennaio dell'anno prossimo. Oltre al cuoco Geisser, firmano l'opera il sergente Erwin Niederberger (per gli altri testi) e la fotografa polacca Katarzyna Artzmiak.
«Un soldato sa lottare e fare la guerra quando ha mangiato abbastanza e bene»: ha detto mercoledì sorridendo il comandante Daniel Rudolf Anrig, nella conferenza stampa convocata per lanciare il libro. Soddisfatto di questa opera, che è anche un modo per raccontare la guardia pontificia, il capo dell'esercito più piccolo del mondo ammette: «La cucina migliore del mondo è in Italia».  

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