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mercoledì 08 luglio 2020
 
Anniversari
 

A trent'anni dalla caduta del muro, una trilogia a teatro che racconta i muri di oggi

18/11/2019  Il regista Maurizio Schimdt rievoca come decise di mettere in scena tre piéce di Havel, Christa Wolf e Müller all'indomani della caduta del muro di Berlino. Ora "Trilogia dell’Est Europa. 30 anni dopo" torna al teatro Out Off di Milano fino all'8 dicembre

A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, ritorna in scena, al Teatro Out Off, la Trilogia dell’Est Europa, che era già stata rappresentata nelle stagioni 1990-91 e 1991-92, nel medesimo teatro, in seguito alla nascita della compagnia Farneto Teatro, fondato da Maurizio Schimdt ed Elisabetta Vergani. «Nel 1989, ero a Berlino al di là del muro» racconta il regista e attore Schimdt «e poi a Praga, quindi ho vissuto gli eventi in prima persona. Ero già stato nella DDR per sei mesi quando ero assistente e mi stavo specializzando sulla pedagogia teatrale presso il Berliner Ensemble, quindi conoscevo la situazione reale. Quando mi sono reso conto che la caduta del muro di Berlino veniva raccontata, in modo semplicistico, come vittoria del capitalismo sul comunismo non globalizzato e che si auspicava un futuro di felicità senza frontiere e senza muri, insieme alla mia compagnia, ho deciso di portare in scena tre testi significativi per raccontare in modo oggettivo la dissidenza e l’opposizione al regime: Memorandum del liberale cecoslovacco Havel, Orazio di Müller, esempio di dramma didattico brechtiano e Cassandra della Wolf, testo di riferimento per i movimenti di riscatto femminili». 
«Il mondo culturale lottava contro il regime totalitario e il teatro era stato talmente potente e popolare che il drammaturgo Havel, prima perseguitato dal regime, nel 1989 divenne addirittura presidente della Cecoslovacchia. Nel 1989, quando stavo allestendo in Italia Memorandum di Havel, sono andato a Praga poiché avevo già appuntamento con lui, il 29 dicembre, ma, quando sono arrivato, era appena stato eletto presidente e quindi non ho potuto incontrarlo. Il taxista, che mi portava all’aeroporto, sapeva a memoria i suoi testi, forte segnale della popolarità del suo teatro. A Praga il teatro, infatti, aveva valore politico: per esempio Tartufo di Molière veniva rappresentato in modo tradizionale, ma il pubblico si commuoveva perché erano inseriti riferimenti alla situazione politica, per sottolineare che gli uomini sono preda dei totalitarismi, così la finzione teatrale veniva utilizzata per alludere alla verità e il teatro nell’Est manteneva la sua funzione di potente mezzo educativo. 
Oggi a trent’anni di distanza, riproporre anche alle nuove generazioni il messaggio di Havel, Christa Wolf e Heiner Müller, spiega le diverse tipologie di dissenso del post comunismo che hanno portato alla dissoluzione del “blocco sovietico”, così da riflettere sul fatto che oggi esistono più muri di quelli degli anni ’80. Infatti nel nostro mondo contemporaneo dilagano strutture mentali basate sull’odio, sull’esclusione, sull’identificazione di un nemico, sulla violenza, mentre con la conoscenza della storia e, grazie al teatro, speriamo di coinvolgere anche i giovani in momenti di confronto e di dibattito; noi agiamo con il “passo della lumaca”, cioè piano piano cerchiamo di arrivare a tutti, anche a coloro che non sono abituati ad andare a teatro. Come i giovani attori della nostra compagnia hanno scoperto Havel, mettendolo in scena e hanno lavorato con entusiasmo, confido che anche altri ragazzi, invece di passare il tempo a leggere sciocchezze su internet, poiché non hanno voglia di ragionare e vivono in un estenuante presente, si accorgano dell’importanza educativa del teatro. 
Altro testo da riscoprire è Cassandra della Wolf, che Farneto Teatro ha sempre amato e portato in scena, poiché ogni sua frase dovrebbe essere interiorizzata, come “fra uccidere e morire c’è sempre una terza via, vivere”: un messaggio quanto mai attuale, esempio di dissidenza civile. Cassandra è la donna che vede il futuro, nel suo caso la rovina di Troia, perché è capace di guardare oltre, anche se, per punizione divina, non viene creduta; anche noi oggi spesso ci fermiamo al presente e non vogliamo vederne gli errori».


 

Dove e quando 
Trilogia dell’Est Europa. 30 anni dopo, un progetto di Maurizio Schmidt ed Elisabetta Vergani, nell'ambito di Al di là dei muri di Teatro Out Off in collaborazione con Farneto Teatro e con il patrocinio del Centro Culturale Ceco e del Goethe Institut. Produzione Farneto Teatro. Fino all’ 8 dicembre 2020 al Teatro Out Off di Milano, via Mac Mahon 16. Info: tel. 02.34532140, fax 02.34532105 info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it, https://www.farnetoteatro.org
MEMORANDUM di Václav Havel. Traduzione di Gian Lorenzo Pacini. Con Sebastiano Bronzato, Ludovico Fededegni, Lorenzo Frediani, Luca Mammoli, Valentino Mannias, Silvia Valsesia, Elisabetta Vergani. Musiche di Ramberto Ciammarughi. Scene di Silvia Tramparulo in collaborazione con Cristina Colombo. Allestimento scenico Federico Fedostiani. Luci Luigi Chiaromonte. Dal 14 al 24 novembre 2019. 
VERSO CASSANDRA, da Omero a Christa Wolf. Drammaturgia e regia Maurizio Schmidt. Con Elisabetta Vergani. Percussioni e canto dal vivo Danila Massimi. Musiche di Ramberto Ciammarughi. Allestimento scenico Federico Fedostiani. Luci di Luigi Chiaromonte. Dal 26 novembre all’8 dicembre 2019.
L’ORAZIO di Heiner Müller. Traduzione di Saverio Vertone. Regia di Maurizio Schmidt. Con Maurizio Schmidt. Al pianoforte Ramberto Ciammarughi. Luci di Luigi Chiaromonte. Dal 3 al 4 dicembre 2019

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