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lunedì 09 dicembre 2019
 
Congresso mondiale delle famiglie
 

A Verona la famiglia non sia un terreno di scontro

28/03/2019  Ha inizio tra mille polemiche il tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie. I toni si stanno facendo sempre più accesi. Convinzioni urlate e tali da costringere le persone a schierarsi contro o a favore della famiglia. Ridotta, così, a pretesto per ribadire a quale schieramento politico e ideologico si appartiene.

Massimo Gandolfini, uno degli organizzatori del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie
Massimo Gandolfini, uno degli organizzatori del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie

Davvero travagliato l’avvio del tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie (World congress of Families –Wfc) voluto e organizzato da movimenti conservatori internazionali cristiani e che sta scatenando reazioni forti e divisive. Il Wcf di Verona per il momento sta dividendo il mondo della politica, con gli alleati Lega e Cinque Stelle su fronti opposti e diverse fazioni anche all’interno della stessa Lega. Divise soprattutto le associazioni e i movimenti che, con diverse convinzioni e pensieri, vogliono tutelare la donna e l'istituzione familiare.

E’ stato difficile sino ad ora, al di là delle ideologie, esprimersi oggettivamente riguardo le accuse di omofobia e visione anacronistica del ruolo della donna, poiché il sito del Congresso oltre ai nomi e alle foto dei partecipanti non ha riportato, se non a tre giorni dall’avvio dei lavori, nessun contenuto relativo al programma. Presentato, solo ieri, con grande entusiasmo da Massimo Gandolfini,  leader del Family Day e tra i promotori del Wcf: «Con grande soddisfazione e dopo settimane di incessante lavoro siamo lieti di annunciare il programma definitivo del Congresso mondiale delle famiglie il cui obiettivo non è andare contro nessuna categoria di persone ma piuttosto quello di rimettere al centro alcune tematiche censurate dal dibattito pubblico, sebbene siano sfide ineludibili per la ricostruzione del tessuto sociale dell’Italia, ferita dalla solitudine e dall’inverno demografico: la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, l’ecologia umana integrale».

Certamente tutte tematiche e suggestioni che la Chiesa non può che condividere. «Nella sostanza, ma non nelle modalità» come ha però sottolineato il segretario di Stato Vaticano Piero Parolin. Anche la Diocesi di Verona, impegnata  nel promuovere iniziative inclusive e di sostegno per tutte le situazioni di difficoltà, condanna il linguaggio violento e ideologico di questi giorni. Invitando in una nota dell'ufficio stampa diocesano: «a elaborare idee e proposte il più possibile condivise, a sostegno e a difesa delle persone che vivono situazioni di fragilità affettiva, senza nulla togliere al valore di ogni dibattito che nasce da sensibilità diverse».

Mario Sberna, Presidente dell'Associazione famiglie numerose
Mario Sberna, Presidente dell'Associazione famiglie numerose

Sino ad ora, infatti, da entrambe le fazioni abbiamo sentito pareri urlati e tali da costringere le persone a schierarsi contro o a favore di qualcosa che dovrebbe, invece, essere un bene comune del nostro Paese: la famiglia. Ridotta, invece, a pretesto per ribadire a quale schieramento politico e ideologico si appartiene. 

 Non a caso il vice premier Matteo Salvini è tra i convinti partecipanti, mentre Palazzo Chigi ha rifiutato il patrocinio, costringendo il Ministro della famiglia Lorenzo Fontana a sostituirlo con quello del suo dicastero. La Regione Veneto, dall’altra parte, lo ha concesso e ha fermamente scansato le sollecitazioni a ritirarlo: «Sono stato invitato, nella mia veste di rappresentante delle istituzioni» - ha spiegato il Governatore Luca Zaia «e in tale veste interverrò all'apertura di venerdì. Io non tolgo nessun patrocinio, pur condannando l'omofobia senza se e senza ma. Ma non tollero il processo alle intenzioni, che vedo fare da tanti, nell'ampio dibattito che ho letto: prima sentiamo cos'hanno da dire le persone. Il mio è un approccio asettico».  Assente, per precedenti impegni, il Governatore della Lombardia Attilio Fontana che pur non condividendo il pensiero di base degli organizzatori ritiene fondamentale la libertà di pensiero: «Sarò impegnato in altri appuntamenti quindi temo di non andare a Verona. Ma riprendendo la frase di un grande illuminista, sono disposto a morire per difendere il tuo pensiero che non condivido. Alcuni aspetti di quella impostazione non li condivido, altri sì. Non si devono fare polemiche se viene presentato un certo tipo di famiglia con dei valori. E sottolineo che il valore del ruolo della donna in famiglia è essenziale». E per capire, infine, quanto in questi giorni sia scottante occuparsi della materia è emblematico il caso del presidente dell’Istat, il demografo Gian Carlo Blangiardo, che annuncia, in quanto esperto, la partecipazione a un workshop e la ritira subito dopo sommerso dalle polemiche con un comunicato del suo ufficio stampa all’Ansa: «a fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza - peraltro come studioso - al congresso di Verona, ha rinunciato a partecipare al fine di evitare che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell'Istat».

Insomma, al momento, in attesa di conoscere realmente il pensiero che emergerà da questo incontro, a fare da padrone sono confusione, divisione e barricate. Confusione ben descritta da uno dei partecipanti Mario Sberna, presidente dell'Associazione Famiglie Numerose e chiamato a parlare di “crescita e crisi demografica”: «Questo congresso è stato ospitato negli anni da tanti Paesi, in Italia è diventata la solita pagliacciata in cui tiri di qua, tiri di là… manifestazione, contromanifestazione, una parte del Governo che addirittura si siede in prima fila, l'altra parte che dice peste e corna». Secondo Sberna, «tra l'altro è un momento nel quale c'è la possibilità di dire le cose che non vanno e cosa si potrebbe fare per migliorare la condizione della famiglia. Poterle dire in faccia anche a dei governanti come quelli della Lega credo sia un'occasione importante. Purtroppo l'evento si è trasformato in quello che dicevo prima».

Per quanto ci riguarda resta fermo il diritto di esprimere il proprio pensiero e la certezza che i temi della promozione della famiglia e della difesa della vita umana stanno a cuore al nostro giornale. Così come sta a cuore il rispetto  di tutti gli esseri umani. Spiace tuttavia e si fa fatica a comprendere perché  un ”oggetto” così importante debba essere sempre fonte di inutili e fuorvianti polemiche. Tali, spesso, da rendere inefficace e inutile uno strumento come la condivisioni di idee e progetti.   Aspettiamo quindi la conclusione dei lavori sperando che si riveli una buona occasione di promozione e ricerca di buone pratiche per combattere il calo demografico, sostenere i giovani che desiderano mettere su famiglia o le coppie con figli che faticano ad arrivare a fine mese.  E non, piuttosto, l’ulteriore terreno di scontro e teatro di propagande populiste di cui il nostro Paese non ha certo bisogno.    

 

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