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sabato 22 gennaio 2022
 
L'Antoniano a Sanremo
 

«Abbiamo conquistato i cinesi cantando Gesù»

09/02/2017  Stasera il Piccolo Coro dell'Antoniano di Bologna aprirà il Festival di Sanremo per festeggiare i 60 anni dello Zecchino d'oro. Abbiamo incontrato la direttrice del coro Sabrina Simoni e il direttore dell'Antoniano fra Giampaolo Cavalli: «I nostri bambini impazziscono per Mika, ma stasera tutta l'Italia deve cantare le nostre canzoni »

Mentre i bambini e soprattutto le bambine si accalcano nella sala stampa per avere un autografo da Mika che ha appena finito di parlare, incontriamo Sabrina Simoni, la direttrice del Coro dell'Antoniano di Bologna che stasera aprirà la terza serata del Festival di Sanremo, con cui si aprono i festeggiamenti per il 60° anno dello Zecchino d'Oro. Ci svela in anteprima la scaletta dei brani che i bambini canteranno, un medley di «canzoni che conoscono pure i sassi. E stasera tutti devono cantarle con noi: "Le tagliatelle di nonna Pina", "Volevo un gatto nero", 44 gatti", "Il coccodrillo come fa", "Il valzer del moscerino", "Il caffè della Peppina" e "Popoff". In più renderemo omaggio a un grande classico di Sanremo, "Che sarà”».

 

Il coro è reduce da un tour trionfale in Cina: otto concerti tra Pechino e Shanghai che hanno fatto registrare sempre il tutto esaurito. Ma il vero fenomeno è stata la canzone “Forza Gesù”, appartenente al repertorio più recente dello Zecchino d’Oro: il video dell’esibizione ha ottenuto oltre un milione e mezzo di visualizzazioni. «E’ stato davvero emozionante vedere il pubblico cinese cantare questa canzone con noi», racconta fra Giampaolo Cavalli, che da pochi mesi dirige l’Antoniano. «E’ una preghiera che una bambina rivolge a Gesù chiedendogli di non arrabbiarsi quando le cose non vanno bene. Ma il manager cinese che ci ha contattato mi ha detto che sono rimasti colpiti dal messaggio di pace, di gioia, di armonia che la canzone comunica, al di là del suo significato religioso».

Il coro di fatto è diventato multietnico: «Abbiamo bambini che hanno origini filippine, rumene, vietnamite. Uno ha il papà veneto e la mamma di New York e abbiamo anche avuto un bambino musulmano», spiega la direttrice. «Lavorare con loro è faticoso ma molto gratificante: arrivano a 4-5 anni e dopo poco tempo sono completamente cambiati, non solo nella voce. Stasera dopo l'esibizione torniamo subito in albergo e alle 22.30 tutti a nanna. A meno che non ci scappi un pigiama party...»

Come fa Carlo Conti, chiediamo loro qual è la loro canzone preferita di Sanremo. «"Uomini soli dei Pooh. Per la bellezza del testo e perché mi ricorda le esperienze di un periodo particolare della mia vita», risponde fra Giampaolo. «"Perdere l'amore" di Massimo Ranieri», aggiunge la direttrice Simoni.  «Sono un'inguaribile romantica».

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