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lunedì 27 giugno 2022
 
Scuola
 

«Tema di italiano: uno strumento che non serve più per imparare a scrivere?»

02/02/2022  Per i giovani è diventato troppo difficile esprimere se stessi su un foglio di carta? La provocazione da una discussione tra genitori: «Chi di noi lavora nell’industria o all’università ha notato quanta fatica facciano ad esprimersi in un modo almeno corretto grammaticalmente. Meglio insegnare a scrivere un curriculum!»

Vorrei conoscere il suo pensiero su un tema che in uno dei giorni di festa trascorso tra amici ha tenuto banco a lungo, con discussioni anche accese tra le mogli, soprattutto quelle come la mia che fanno le insegnanti. Ma anche le altre, le mamme, erano particolarmente accese a difendere i problemi dei figli con il... “Tema di italiano”. Pare che un gruppo di studenti abbia chiesto l’abolizione della prova per la maturità appoggiati da chi lo ritiene obsoleto in un’epoca in cui la comunicazione viaggia su ben altri strumenti. D’altra parte chi di noi lavora nell’industria o all’università ha fatto notare l’incapacità, diffusa tra molti giovani, di esprimere sé stessi con le parole in un modo compiuto, per non dire in modo almeno corretto grammaticalmente. E qualcuno provocatoriamente suggeriva di insegnare invece a scrivere un curriculum! ROBERTO

— Caro Roberto,non so se anche tu, sotto sotto, vuoi provocare una che per lavoro scrive temi, come mi diceva secoli fa un fratello innamorato solo dell’ingegneria. Oppure se in questo modo ti tiri fuori dal dibattito tra prof, in cui pochi avrebbero l’ardire e il coraggio di mettere il naso, e tra mamme, visto che per me i tempi dei figli al liceo sono finiti. Non entro dunque nel dibattito scolastico, ma spezzo una lancia per il testo scritto, che sia il Tema o altro, più lungo di un sms, di un Whatsapp, di un Twitter, più pensato, organizzato, tradotto con parole diverse da “cosa e fatto”, curato e non dico appetibile (talvolta anche noi giornalisti perdiamo il vero scopo inseguendo l’originalità) ma rispettoso di quanto si voleva dire.

Esprimere sé stessi, spiegarsi, comunicare scioglie i nodi della vita e la facilita non perché può far guadagnare un bel voto (che poi quello della maturità è non di rado come un terno al lotto) ma perché migliora i rapporti, a scuola e prima di tutto a casa, in famiglia e infine nel mondo del lavoro. Che poi il lavoro futuro dei figli non dovrebbe essere il primo pensiero quando si parla di ragazzi impegnati a costruirsi e diventare prima di tutto persone, aspetto che bisognerebbe far notare al padre deluso dai curricula scorretti-

Tra l’altro per quelli trovi molto in Internet, uno scrigno ricco di aiuti e di fatiche evitate che “ai nostri tempi” non avevamo, limitandoci a ringraziare gli inventori dei Bigini! Certo, non è facile, perché anche quando i pensieri sono chiari (e non direi che l’adolescenza aiuti...) farli passare nel colino della lingua e trasformarli in parole è un’impresa che porta con sé la difficoltà della scelta lessicale (che in italiano, non per sfortuna, ma per fortuna, è molto ampia) ma, prima ancora, fatica e sincerità. Che tuttavia sono ingredienti preziosi. Per scrivere e vivere.

 
 
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