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giovedì 20 gennaio 2022
 
Chiesa & Cultura
 

Musei ecclesiastici, storico accordo con il ministero dei Beni culturali

02/11/2016  Nei giorni scorsi è stato siglato un patto di collaborazione che riconosce la specificità dei beni appartenenti alla Chiesa. Viene così valorizzato il loro ruolo nella tutela e promozione del patrimonio italiano.

Musei ecclesiastici e Mibact: patto di collaborazione  Nei giorni scorsi è stato firmato un accordo fra l'Associazione dei musei ecclesiastici (Amei) e il ministero dei Beni culturali (Mibact) di grande importanza, che merita di essere analizzato e fatto conoscere al grande pubblico. In sostanza, l’accordo di collaborazione sigla il riconoscimento dei Musei ecclesiastici come categoria distinta e autonoma, attestandone il ruolo nel sistema di tutela e valorizzazione del patrimonio italiano, nonché in ambito culturale e sociale. Viene così valorizzata la specificità dei Musei ecclesiastici, una realtà diffusa capillarmente in tutta Italia, fino ad ora genericamente assimilata ai Musei di interesse locale. Da questo momento i musei ecclesiastici entrano a pieno titolo nel patrimonio culturale italiano. 

In questo modo vengono poste le basi per la definizione di azioni programmatiche e strategiche condivise, finalizzate a ottimizzare fruizione e gestione dei Musei ecclesiastici, a potenziarne la rete, a valorizzarli, promuoverli, comunicarli. Si punta a favorire progetti culturali mirati a promuovere efficaci attività di tutela, conservazione, ricerca, valorizzazione e ottimizzazione della fruibilità del patrimonio culturale custodito. Un ulteriore obiettivo è quello di incentivare gli investimenti nel patrimonio culturale religioso, in quanto parte integrante del patrimonio culturale nazionale. Verranno inoltre promosse iniziative tese a sostenere le azioni per un’adeguata gestione e per la salvaguardia del patrimonio culturale dei Musei ecclesiastici, al fine di un loro progressivo allineamento agli standard nazionali e internazionali di qualità.

Dal canto loro, i Musei ecclesiastici si impegnano a favorire attivamente l’integrazione ai futuri sistemi museali nazionali e regionali previsti dalla riforma del ministero dei Beni culturali. 

LE REAZIONI DELL'AIME E DEL MIBACT

«Grazie all’accordo siglato oggi – ha dichiarato il ministro Franceschini – prende il via un importante progetto di collaborazione tra la rete dei musei statali e quelli ecclesiastici finalizzato a valorizzare e rendere ancora più fruibile un patrimonio di importanza enorme per il valore storico e artistico delle collezioni che vi sono conservate. Questa collaborazione permetterà di sperimentare forme innovative di promozione e integrazione di tutto il sistema museale nazionale».  

Don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali e l’edilizia di culto, ha invece dichiarato che  «I Musei ecclesiastici in Italia svolgono un grande ruolo di testimonianza del ricco patrimonio delle comunità locali. Salvaguardano non soltanto l’integrità degli oggetti e delle opere, ma li mettono nella condizione di raccontare la storia delle stesse comunità, ne tratteggiano il volto, rappresentano una mano tesa per un dialogo per tutti. Il riconoscimento del ruolo che Amei svolge nel raccordo fra gli istituti museali, la formazione del personale, la valorizzazione del patrimonio e tutte le azioni che favoriscono la loro crescita, rappresenta un’ulteriore possibilità di intessere relazioni stabili con i poli museali locali, le regioni, gli enti pubblici e privati, i Musei italiani in generale. Il lavoro di 20 anni di associazionismo apre prospettive di futuro sviluppo, perché i Musei possano sempre più diventare mediatori culturali, spazi aperti di cultura, luoghi di incontro, strumenti di collaborazione con tutte le realtà culturali del territorio a servizio dei cittadini».

Si tratta di un importante traguardo per Amei che da 20 anni riunisce e coordina l’attività di oltre 200 musei ecclesiastici diffusi su tutto il territorio nazionale. L'accordo valorizza una porzione rilevante del patrimonio museale italiano: bisogna infatti ricordare che dei 4.588 musei e istituti simili presenti in Italia il 20% è costituito da musei ecclesiastici che, per altro, costituiscono il comparto più numeroso (il 28,1%) degli istituti museali privati. Sono numeri che non si possono certo trascurare quando si parla di arte nel Bel Paese.

 
 
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