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martedì 30 novembre 2021
 
 

Aci, 6 giugno sciopero della benzina

23/05/2012  Forte iniziativa dell'Aci per far comprendere al Governo le conseguenze delle scelte compiute sul caro carburanti. In ginocchio un intero settore strategico.

Una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715€ per l’assicurazione, 270€ per la manutenzione, 220€ per parcheggi e garage, 190€ per pedaggi, 120€ per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278€ del 2011. I conti li ha fatti l'Aci, l'Automobile Club d'Italia, che per protestare contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti, e più in generale sull’auto, mettendo in ginocchio l'intero comparto automotive, indice per il 6 giugno il primo sciopero della benzina della sua storia.
 

Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario”. L’Automobile Club d’Italia sottolinea l’insostenibilità economica e sociale dell’attuale pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato una raffica di aumenti: il problema, infatti, sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario.

Negli USA un’analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Un risultato difficilmente replicabile oggi, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti. “La nostra iniziativa non è un muro contro muro – spiega Sticchi Damiani – perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni, ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile".


E gli italiani si difendono diminuendo i consumi e passando al gas

Intanto è boom per le vendite di auto a metano: nei primi 4 mesi dell'anno, a fronte di un mercato in calo del 20,2%, infatti, le vendite dei modelli alimentati a metano sono cresciute del 51,7%. Una tendenza dettata dagli aumenti dei prezzi del carburante che fanno preferire alimentazioni alternative convenienti e a basso impatto ambientale.

Con un'auto a metano il costo del carburante è poco più di un terzo di quello di un' auto a benzina. Anche se la diffusione di questo tipo di propulsione sconta ancora la difficoltà di avere una rete capillare in tutta Italia per il rifornimento di metano, a differenza per esempio del Gpl con il quale è più facile, ovunque nel nostro Paese, fare il "pieno"
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I costi dei carburanti tradizionali di derivazione petrolifera sono ormai insostenibili: la benzina segna un aumento del 3,2% rispetto a marzo 2012 e cresce su base annua del 20,9% (in accelerazione rispetto al 18,6% registrato lo scorso mese) e anche il gasolio incrementa del 20,5%.

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