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Carlo, una fede che scuote i giovani

10/10/2020  Tante le testimonianze di chi lo ha conosciuto, di chi gli è passato accanto e di chi lo scopre adesso. Giovani e famiglie, fin dal giorno prima della beatificazione, in festa per Acutis.

«Carlo diceva che Assisi era uno dei luoghi che lo rendeva più felice». E come lui «i santi sono amici di Dio che si sono lasciati accompagnare per mano dal Signore». Così padre Massimo Travascio, custode della Porziuncola, ha aperto ieri sera la veglia di preghiera nella piazza di Santa Maria degli Angeli promossa dalla Pastorale giovanile della diocesi di Assisi, alla vigilia della beatificazione odierna del quindicenne milanese. Gia nel primo pomeriggio una lunga e composta fila di fedeli, in un clima di intenso raccoglimento, aveva reso omaggio alla tomba di Acutis nel santuario della Spogliazione. Davanti al feretro, che mostra visibilmente il corpo del ragazzo morto il 12 ottobre 2006, si sono soffermati in preghiera giovani e anziani, adulti e famiglie con figli, religiosi e sacerdoti. Alcuni visibilmente commossi, altri passando foto o rosari vicino alla lastra di vetro che lascia contemplare il ragazzo, altri ancora inginocchiati. E oltre 800 persone erano radunate all’aperto, sul sagrato della basilica della Porziuncola, per seguire testimonianze, coreografie, brani dedicati a Carlo cantati da Marco Mammoli: momenti di emozione e commozione conclusi dall’adorazione eucaristica presieduta da monsignor Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra.

«La Chiesa ha accompagnato Carlo nella maturazione della fede», ha sottolineato il presule di Assisi Domenico Sorrentino, ricordando il suo incontro “inconsapevole” con Carlo: «Nel 2005, l’anno prima di diventare vescovo, ero alla Congregazione del culto divino e visitai la mostra sui miracoli eucaristici da lui allestita; lui era presente ma non lo misi a fuoco: la mamma Antonia mi ha rammentato quell’incontro. Gli sono passato accanto e ho letto questo episodio come un messaggio: i santi non additano se stessi ma Gesù. Lui mi ha suggerito di far diventare Assisi una città eucaristica, un’autostrada per il Cielo, come lui amava ripetere». 

Presente anche monsignor Paolo Martinelli, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Milano, dove Acutis ha vissuto la sua infanzia e adolescenza, che ha definito Carlo «un dono grande per la Chiesa e per tutti. È la figura di un giovane libero, determinato dall’amore di Dio che lo ha pervaso totalmente, nella vita quotidiana. Una santità adolescente, come ha detto il nostro arcivescovo Mario Delpini, che scuote i giovani e non solo. Ci ha insegnato che Cristo si fa contemporaneo alla nostra vita, qui e ora. Non siamo testimoni di seconda mano: diceva che siamo più fortunati degli apostoli e dei discepoli, perché sapeva bene che Gesù è presente nei tabernacoli e in ogni celebrazione eucaristica riaccade l’incarnazione: aveva la stessa convinzione Francesco d’Assisi». 

Anche i giovani Emilia e Matteo, studenti lavoratori e responsabili di un gruppo giovani di Azione cattolica a Milano Centro, hanno testimoniato come per loro sia «una grazia aver incontrato la figura di Carlo: ci interroga la sua vita, il suo modo di stare nel mondo in continua evoluzione. Lui ci invita a essere originali e la sua storia ci riporta a una vocazione laica vissuta con consapevolezza. La sua disponibilità ci disarma, con .il suo naturale protrarsi verso il prossimo, dal compagno di scuola al povero».

 

 

Eucaristia. La mia autostrada per il cielo. Biografia di Carlo Acutis

vota, segnala o condividi Carlo Acutis (1991-2006) era un adolescente del nostro tempo, simile a molti altri. Impegnato nella scuola, tra gli amici, grande appassionato di personal computers. Allo stesso tempo era un grande amico di Gesù Cristo, partecipava ogni giorno all'Eucaristia e si affidava alla Vergine Maria.

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