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domenica 24 gennaio 2021
 
 

Addio a padre Sorge, uomo di Chiesa e intellettuale figlio del Concilio

02/11/2020  Gesuita, animatore di movimenti, fine teologo, politologo, brillante giornalista, collaboratore di Famiglia Cristiana, fu l'ispiratore della primavera di Palermo e instancabile animatore del ruolo dei cattolici in politica

Ci ha lasciati a 91 anni un protagonista della Chiesa, un fine teologo ma anche un intellettuale acuto e profondissimo, figlio del Concilio, che sapeva andare a fondo nei labirinti della politica. Chi scrive lo ricorda sempre disponibile, attento, curioso, informato sulle novità ecclesiali e “laiche del mondo”. Un gesuita pronto a scavare nei rapporti tra Stato e Chiesa e a elaborare nuove proposte sul ruolo dei cattolici nel governo della Repubblica.

Un vuoto che difficilmente potrà essere colmato. Padre Sorge era nato il 25 ottobrendel 1929 a Rio Marina, all’Isola d’Elba, da genitori di origine catanese: anche dalle sue origini la sua non comune sensibilità per le vicende sociali dell’Isola. Nel 1946 entra nella Compagnia di Gesù. Ordinato sacerdote nel 1958, si è formato a Milano (va ricordato la sua fratellanza e amicizia con il cardinale Martini), dove ha vissuto anche gli ultimi anni della sua vita.Dopo un breve periodo di studi in Spagna si trasferì a Roma. Nel 1966 entra nella redazione de La Civiltà Cattolica, divenendone direttore nel 1973.  Ha collaborato alla stesura di diversi documenti pontifici, tra cui la Octogesima Adveniens sull'azione della comunità cristiana in campo amministrativo, sociale ed economico. Negli anni Ottanta si attiva, percorrendo l'Italia inlungo e in largo, per promuovere nei cattolici una nuova identità culturale e un nuovo ruolo politico, con l'obiettivo di una "rifondazione" dellaDc. 

Pur essendo stato un animatore della Dc, ne preconizzò la fine, esaminandone con lucidità le ragioni, analizzando il collante che teneva insieme il più grande partito del Dopoguerra. Non era stata Tangentopoli a decretare la fine del partito di De Gasperi. La diaspora dei cattolici in politica, spiegò in un'intervista a Famiglia Cristiana nel 1994, «era inevitabile. I cattolici stavano uniti per motivi storici, non per motivi di fede. Per due ragioni: la presenza del comunismo fortissima (l’ Italia aveva il Partito comunista più forte d’ Occidente) e la necessità di instaurare la democrazia in Italia dopo il fascismo. Già De Gasperi, nel ‘48, confidava a un suo amico che per allora era bene che i cattolici stessero uniti nella Dc, ma che una volta finite le ragioni storiche di quella unità era inevitabile che accadesse in Italia ciò che era accaduto in Belgio, e cioè che i cattolici progressisti si distinguessero dai conservatori. La Dc non era un partito, già Sturzo la definiva un coacervo di partiti. Gli andreottiani non avevano nulla a che vedere con la sinistra di base di Albertino Marcora o con Forze Nuove di Donat Cattin. Stessi ideali (argine al Pci e democrazia) ma partiti molto diversi. Era inevitabile la diaspora dopo il crollo del muro. Il vero problema non è la fine della Dc, ma il fatto che i cattolici non hanno ancora trovato il modo di rendersi presenti in politica nella società pluralistica e post ideologica».   

Ma se l’ esperienza della Dc è finita per sempre, come ammettono i suoi stessi protagonisti, e il bipolarismo ha reso i cattolici molto spesso "irrilevanti", qual è la strada da intraprendere? «Bisognerebbe trovare un modo nuovo», ripeteva padre Sorge, «una presenza aperta, ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e alla Costituzione, però con una forte autonomia laicale e una sicura indipendenza nei confronti della gerarchia, senza collateralismi nuovi. Questo modo nuovo non dev’ essere necessariamente il partito, può essere una minoranza attiva e capace di incidere, di portare avanti il nuovo, salvaguardando la presenza dei veri partiti democratici. Una forma, un’ esperienza, un nuovo modo di esser cristiano e fare politica». Come detto, padre Sorge fu anche un protagonista della cosiddetta Primavera di Palermo. Lasciata la direzione di Civiltà cattolica nel 1985 per il capoluogo siciliano, ha diretto l'Istituto di formazione politica "Pedro Arrupe".  All'interno di questo Istituto, insieme a padre Ennio Pintacuda, con il movimento Città dell'uomo è stato un grande ispiratore del moviemnto guidato da Leoluca Orlando che portò alla nascita della "Rete" . Sorge era anche un brillante giornalista. Dal 1997 viveva a Milano, presso il Centro San Fedele. I suoi illuminanti articoli su Famiglia Cristiana dedicatio alla Chiesa e alla politica sono stati per oltre un trentennio una preziosa bussola per tutti i suoi lettori. È stato anche direttore delle riviste Popoli e Aggiornamenti sociali. Non ha mai smesso di coltivare la sua grande passione fino agli momenti della sua vita.

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