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venerdì 03 febbraio 2023
 
Lutto nel giornalismo
 

Addio a Renato Bauducco, il nostro cronista autore dello scoop su Frate Mitra

22/11/2022  Una delle firme storiche del nostro giornale ci ha lasciato stanotte ad Alba a 92 anni. Per ricordarlo ripubblichiamo l'intervista che ci ha rilasciato per i 90 anni di Famiglia Cristiana, in cui ha ripercorso la sua carriera, a partire dalla clamorosa intervista all'uomo che consentì di arrestare il nucleo storico delle Brigate Rosse

Quando Renato Bauducco portò a casa un’intervista esclusiva a Silvano Girotto, meglio noto come “Frate Mitra”, l’ex francescano che, infiltrandosi tra le Brigate rosse, permise ai carabinieri del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa di arrestare i capi storici Renato Curcio e Alberto Franceschini, il direttore di Famiglia Cristiana, don Giuseppe Zilli, si sentì in dovere di telefonare alla moglie del cronista: «Stia tranquilla. Andate via per un anno. Devo solo sapere dove far spedire lo stipendio di suo marito». Come finì? «Il giorno dopo ero regolarmente al lavoro. Del resto, un po’ mi ero premunito.Sono passati tanti anni e ora posso dirlo: aggiunsi al testo che Frate Mitra aveva accettato l’intervista solo perché si era riavvicinato alla fede. Una piccola forzatura per salvarmi le gambe dalle pallottole dei brigatisti…».

A 92 anni, oltre trenta dei quali passati nel nostro giornale, Bauducco rievoca la sua carriera come se quegli eventi lontani fossero accaduti ieri. Segno di una passione per il nostro mestiere che non si è mai sopita. E dire che suo padre, titolare di un’azienda che produceva cioccolato a Torino, lo voleva al suo fianco come avvocato. Ma un giorno, quasi per caso, si ritrova a sostituire il corrispondente da Moncalieri della Gazzetta del Popolo, il glorioso quotidiano concorrente della Stampa. E quasi subito arriva il primo scoop. «Mi mandano a Casale Monferrato perché qualcuno aveva segnalato che per qualche strana ragione i cavolfiori nei campi erano tutti bianchi. Io chiedo un po’ in giro e poi il giovane vicesindaco mi dice a mezza voce che gli ortaggi sono di quel colore perché coperti da una polvere che arriva dalla fabbrica Eternit che produce amianto.E aggiunge che molti suoi concittadini muoiono di una malattia sconosciuta, il mesotelioma. Io scrivo tutto. L’articolo suscita grande scalpore, anche se purtroppo non accade nulla».

E sempre per caso alcuni anni dopo si ritrova a fare la scelta che cambierà la sua vita. «Alla Gazzetta del Popolo tira una brutta aria e infatti dopo qualche anno chiude». Un mattino, mentre è al semaforo alla guida, viene affiancato da un altro automobilista. «Lo riconosco, è un collega, ma soprattutto un amico: si chiama Beppe Del Colle. È da un po’ che non lo vedo. Mi dice che ora lavora a Famiglia Cristiana. Gli racconto delle difficoltà della Gazzetta e lui mi spiazza: “Perché non vieni con noi?”. Gli rispondo che mi ero già quasi accordato con il direttore della Stampa Arrigo Levi, ma lui mi convince a fare comunque un colloquio con il direttore don Zilli nella nuova sede di Milano. Ci vado e ad accogliermi trovo un uomo molto distinto che mi mostra alcuni miei articoli che ha conservato. Mi dice che gli piace il modo in cui racconto la cronaca giudiziaria e soprattutto la questione dei valdesi». Don Zilli aggiunge: «Non so quanto le offrono alla Stampa…». «Glielo confido», prosegue Bauducco, «e lui, dice che non è un problema. Così accetto e non me ne pento perché capisco subito di aver di fronte un grande giornalista. Il suo motto è: vederci chiaro non è peccato. E quindi sul giornale si parla apertamente anche di temi scabrosi come il divorzio e l’aborto, specie nei “Colloqui col Padre”, in cui risponde alle lettere dei lettori. Lo vedo tutti i mercoledì ad Alba dove le lettere vengono recapitate. Quando ha risposto a tutte, torna a Milano e quasi sempre si ferma in un bar di Tortona per telefonare a noi, anche solo per cambiare un aggettivo. Aveva due ossessioni: farsi capire da tutti ed essere indipendente dalla politica, specie dalla Dc».
 

E arriviamo allo scoop su Frate Mitra. «Siamo nel giugno del 1978, nel pieno del processo al nucleo storico delle Brigate rosse che si svolge a Torino. Don Zilli al telefono mi dice di aver saputo che presto avrebbe deposto Frate Mitra: “Perché non fa una bella intervista esclusiva per noi?”. Gli rispondo che mi sembra impossibile: i giornalisti, per ragioni di sicurezza, avevano dovuto accreditarsi un anno prima». Poi però l’orgoglio del cronista vince su tutto. «Decido di andare lo stesso a Torino. Davanti alla caserma Lamarmora dove si celebra il processo ritrovo alcuni colleghi e grazie a loro, in qualche modo, riesco a entrare. Frate Mitra depone e poi annuncia che quella sera avrebbe tenuto una specie di conferenza stampa. Io partecipo e alla fine riesco ad avvicinarlo e a dargli un bigliettino con il mio numero di telefono, sperando che, in virtù del suo passato, forse avrebbe accettato di parlare con un giornale come il nostro. Mi chiama quella sera stessa per darmi appuntamento all’aeroporto di Parigi qualche giorno dopo. Ci vado, mi sembra di stare dentro a un film, ma alla fine arriva e finalmente l’intervista si fa».

Bauducco ha collaborato con Famiglia Cristiana fino al 2007, curando la rubrica “La terra”: «Ma ne ho inventate altre, come quella sul fisco», precisa. Ancora oggi ci legge con grande attenzione. Perciò gli chiediamo qualche consiglio: «Vale per tutti i giornalisti, ma ancora di più per voi: non scrivete per compiacere qualcuno, ma per il lettore. Rispetto ai miei tempi, è molto più difficile capire chi legge Famiglia Cristiana, ma sforzatevi di pensare a lui o a lei per arrivare a toccarli nel profondo».

 
 
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