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mercoledì 08 dicembre 2021
 
Lutto
 

Addio a Sergio Zavoli, maestro di giornalismo

05/08/2020  Aveva 96 anni. Fu autore di memorabili inchieste per la radio e la televisione. Inventò il "Processo alla tappa". Attento ai temi della fede, fu anche opinionista del mensile Jesus.

È morto a 96 anni il giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Era una delle voci più belle del giornalismo italiano, una voce inconfondibile che per decenni raccontò fatti e persone alla radio e alla televisione. Nato a Ravenna il 21 settembre del 1923, Zavoli ha cominciato la sua carriera giornalistica nel primo dopoguerra, prima a Radio RAI, poi in televisione. Giornalista curioso del mondo e delle persone, Zavoli è stato autore di memorabili reportage in Italia e nel mondo. Per la radio realizzò delle interviste ad alcune  monache di clausura, un programma che fece scalpore. Per la televisione Zavoli ideò nel 1962 il “Processo alla tappa” , un programma che approfondiva con giornalisti e corridori le tappe del Giro d’Italia. Fu il primo talk show del giornalismo televisivo italiano, in cui Zavoli chiamava a parlare di ciclismo personaggi come Montanelli, Biagi, Brera. Come ha scritto Gian Paolo Ormezzano, il Processo alla tappa “è sicuramente la teletrasmissione sportiva di maggior rilevanza nella storia in pollici del nostro paese, e magari anche l’operazione giornalistica originale nello sport meglio riuscita di sempre”. Si ricorda che Zavoli, l’eleganza e la cortesia fatte persona, mise per qualche tempo in castigo il giovane Felice Gimondi, il quale, raccontando una fase concitata di una tappa,  si lasciò scappare in diretta  che “era tutto un casino!”. Correva l’anno 1965 e in RAI certe parole non si usavano.

In seguito Zavoli realizzò per la televisione trasmissioni memorabili, come “La notte della Repubblica” , un approfondimento sugli “anni di piombo” del terrorismo andato in onda fra il 1989 e il 1990: 18 puntate della durata complessiva di 45 ore. Un programma che andrebbe visto e studiato nelle scuole di giornalismo.

Zavoli fu anche direttore del GR1 e del quotidiano di Napoli “Il Mattino”. Tra il 1980 e il 1986 fu Presidente della RAI. Scrittore prolifico, Zavoli fu sempre molto attento ai temi della fede. Uno dei suoi libri più celebri si intitola “Socialista di Dio”. Nel 2000 Zavoli pubblicò “Se Dio c’è. Le grandi domande. Dialogo con Piero Coda”. Insieme a Eliana Pasini ed Enrico Garlaschelli, Zavoli scrisse per le Paoline un libro dedicato a Suor Maria Teresa dell’Eucaristia, protagonista del suo audio documentario “Clausura”. Zavoli fu anche opinionista del mensile Jesus e fu tra i commentatori della “Bibbia per la famiglia”, allegata a Famiglia Cristiana all’inizio degli anni Novanta.

Sergio Zavoli si dedicò anche all’attività politica  e nel 2001 fu eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra, poi Ulivo e PD. Il suo impegno in politica è durato fino al 2018. Sergio Zavoli, già novantunenne, nei giorni delle votazioni per l’elezione di Sergio Mattarella, si appoggiava a un bastone, ma partecipò a tutte le sedute del Parlamento. In quella occasione ebbi una prova della sua estrema cortesia. Lo andai a salutare nel “Transatlantico” della Camera dei deputati e Zavoli mi disse che che gli avrebbe fatto piacere in quei giorni parlare con il direttore di Famiglia Cristiana. “Ma non oso chiamarlo”, disse, “perché sarà sicuramente molto impegnato e non voglio dare disturbo”. Gli dissi che, se voleva, avrei chiesto al direttore Sciortino di fargli una telefonata. Zavoli sorrise e rispose: “Se lei sarà così gentile da fare questo gesto di grande cortesia, io le sarò infinitamente grato”. Poi mi afferrò il braccio e aggiunse: “Ma la prego, se davvero chiederà al suo direttore di farmi una telefonata, lo faccia con grande, grande discrezione”.

 
 
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