logo san paolo
lunedì 26 settembre 2022
 
IL RICORDO
 

Addio Piero Angela, il maestro della scienza alla portata di tutti cui dobbiamo moltissimo

13/08/2022  A 93 anni ci lascia il grande divulgatore scientifico. L'annuncio su Facebook del figlio Alberto: "Buon viaggio papà"

Difficile quantificare ora, nel ringraziare un garbato maestro che ha fatto a questo Paese prendendolo per mano dalla Tv di Stato un bene enorme, il debito che abbiamo con Piero Angela. Ma è grandissimo. Ha fatto per noi, in tempi più recenti, con modalità diverse ma con il medesimo spirito, e con la scienza, quello che il maestro Manzi fece negli anni Sessanta, per insegnare l’italiano agli italiani lasciati indietro dalla scuola. Grazie alle trasmissioni di divulgazione scientifica di Piero Angela, ai suoi 38 libri, alle sue innumerevoli puntate di Quark e relative propaggini, condotte con grande garbo e pazienza, con cultura e con buona educazione ma anche con fermezza per non compiacere certe sirene, noi, figli di un Paese ancora un po’ ancorato al pregiudizio crociano che voleva la cultura scientifica un po’ meno cultura, siamo cresciuti. Abbiamo imparato e tappato una parte del buco metodologico che ci portiamo appresso. Un lavoro che il mondo scientifico-accademico gli ha riconosciuto con 12 lauree honoris causa.

Quanto fosse prezioso quel lavoro sulla scienza spezzata come il pane, per arrivare dove la scuola non era arrivata, lo abbiamo capito a nostre spese in questi tre anni, in cui con la comunicazione scientifica, con il rigore del suo metodo, ci siamo dovuti confrontare a causa della tragedia del covid. È stato difficile, perché siamo ancora carenti, ma senza quel gran signore di Piero Angela senza quel gran lavoro che con pazienza ha fatto per noi lo sarebbe stato di più.

Oggi se ne va a 93 anni, ma ci lascia insieme al suo modo educato e civile, al pianoforte che tanto amava, un’eredità, una lezione e l’impegno a continuarla. «Ero un giovane cronista a Torino», ci raccontava in una chiacchierata recente ripescando nella sua lunga memoria, «alla radio c’era una riunione in collegamento con tutte le sedi per decidere i servizi eravamo nel 1952/53. Un collega da Genova, dove si facevano navi, rispose “abbiamo un varo”. Il caporedattore replicò: “Te l’ho già detto, il varo interessa solo se va male”. Ho capito lì che funzionano i temi a emotività forte. In generale posso dire che l’istinto della curiosità muove il mondo. Anni fa si fece un esperimento con una scimmia, che in un ambiente chiuso poteva aprire una finestrella percorsa da una lieve scossa elettrica: apriva lo stesso, la curiosità di vedere fuori era più forte del fastidio. Anche noi umani siamo un po’ così».

Da divulgatore scientifico, però, detestava il sensazionalismo, teneva razionalità e rigore come bussole, cosa che gli ha causato diversi fastidi: «Sono stato anche denunciato, ottenendo dal giudice ragione, perché sulla scienza non ho fatto par condicio, né dato vetrina a pareri isolati. A chi parla di scienza, e di salute in particolare, si può dare voce pubblica solo se ha superato alcuni tornelli, se ha una competenza specifica e riconosciuta. Funziona come quando si deve mettere sul mercato un farmaco: c’è una precisa procedura, devono essere superate delle prove, sperimentali. Chi propone un prodotto che va sul mercato con gli stessi requisiti di un comune alimento non può andare a SuperQuark a sostenerne la validità terapeutica».

I tornelli di cui parlava Piero Angela sono la quintessenza del metodo scientifico. Si batteva, a suon di parole educate, per diffonderlo nella cultura di base ricordando che il metodo scientifico o è fatto di esperimenti che la comunità scientifica deve poter ripetere alle stesse condizioni e validare o non è scientifico. «La cultura scolastica», osservava, «troppo spesso guarda indietro, si insegnano i contenuti delle materie scientifiche ma troppo poco il metodo e la sua etica: le derive antiscientifiche trovano spazio anche perché le persone che conoscono le basi del metodo scientifico sperimentale sono poche, per questo cadono più facilmente preda degli inganni delle pseudoscienze».

A chi gli chiedeva come contrastarle rispondeva: «Ci sono due scuole di pensiero: una porta a trattare chi ci casca da somaro, l’altra porta al paziente tentativo di argomentare, io propendo per la seconda, anche se so che il successo di un’argomentazione valida dipende anche da chi la riceve: alcuni sono irremovibili, non si schiodano dalle proprie certezze nemmeno davanti all’evidenza della dimostrazione che 2+2 fa 4, altri invece che sono stati solo erroneamente confusi sono disposti a rivedere le proprie convinzioni. In ogni caso controllare la fonte di una notizia scientifica è buona regola: se viene da un ricercatore di un posto sperduto è bene attendere che la comunità scientifica la confermi. Non dimentichiamo che il pensiero magico è sempre presente: una quota di persone, per il desiderio di vedere cose al di là della realtà, tende a dar seguito a chi promette cose meravigliose». Anche se quando si tratta di salute può essere un pericolo, specie se si seguono persone che promettono soluzioni facili in alternativa a terapie, provate e consolidate.

Grazie maestro, ci ha insegnato a guardare le stelle con spirito da astronomi, proveremo a farlo ancora nel suo nome, ma non si scandalizzi se d’ora in poi guardando il cielo la cercheremo.

Multimedia
Piero Angela, l'album di una vita
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo