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sabato 11 luglio 2020
 
 

Adesso il virus spaventa il mondo, lunedì un G7 straordinario

13/03/2020  Milioni di studenti a casa per la chiusura delle scuole. Si fermano gli eventi sportivi nazionali e internazionali. In Spagna contagiate anche due ministre,mentre il Governo dichiara lo stato di emergenza.

Dopo colpevoli ritardi e sottovalutazioni nelle ultime 24 ore il mondo sta aprendo gli occhi e cerca di affrontare l’epidemia di #coronavirus. Lunedì si svolgerò in videoconferenza un vertice G7 straordinario dei leader mondiali su come fronteggiare l'epidemia. Lo ha annunciato il presidnete francese Macron dopo una telefonata con Trump. Non si sa se al vertice parteciperà anche la Cina. 

Finora i governi si sono mossi  in ordine sparso, senza un coordinamento che sarebbe più che mai necessario. Dopo anni di discorsi su una eventuale “politica di difesa comune” e su un “esercito europeo” l’Europa si accorge di aver tralasciato un tema importante come quello della salute. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, con sede in Svezia, è solo un’agenzia tecnica. Manca totalmente un coordinamento politico. 

Dopo la Cina finora l’Italia è il paese che ha adottato i  provvedimenti più restrittivi. La Spagna è il paese dell'Unione Europea che conta il maggior numero di contagi dopo l’Italia. Il GOverno Sanchez ha dichiarayo lo stato di emergenza. La chiusura delle scuole e delle università, prima limitata ad alcune regioni del Paese, ora è stata estesa a tutta la Spagna. 

In Francia la sera del 12 marzo il presidente Macron si è rivolto alla nazione con un discorso televisivo. Macron ha annunciato lo stop a scuole, asili e università, ma a partire da lunedì.Macron ha promesso che lo Stato compenserà le perdite salariali dei lavoratori costretti a restare a casa e che le scadenze fiscali delle prossime settimane saranno rinviate. Per Macron ci sono due priorità: la tutela dei soggetti più vulnerabili al virus (invitati a restare a casa); frenare la diffusione del virus, per evitare il congestionamento delle strutture sanitarie e permetter loro di prepararsi a una possibile "seconda ondata" di contagi. Il primo ministro Philippe ha vietato gli assembramenti con oltre 100 persone, intnato il 15 marzo si svolgerò il primo turno delle elezioni amministrative.

Nel Regno Unito il premier Boris Johnson ancora non chiude le scuole e non limita gli spostamenti, ma ieri ha lanciato ai cittadini un messaggio brutale che oggi è sulle prima pagine di tutti i quotidiani britannici: “molte famiglie perderanno i loro cari”. 

In Belgio la sera di giovedì ha annunciato la chiusura delle scuole, di bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre. I negozi restano chiusi nel fine settimana, mentre quelli di alimentari e le farmacie restano sempre aperti. 

Da lunedì la Repubblica Ceca si blinda e chiude le frontiere con Germania, Austria, Slovacchia e Polonia.

La chiusura delle scuole è stata decisa anche in sette stati degli USA, Austria, Lituania, Svizzera, Slovenia, Algeria e nei Länder tedeschi della Baviera, della Bassa Sassonia, della Saar e a Berlino. Ma sempre più governi stanno adottando questa decisione.

Si fermano molti eventi sportivi. Negli Stati Uniti chiude in seguitissimo campionato di basket della NBA. L’UEFA ha rinviato tutte le partite di Champions e di Europa League della prossima  settimana, mentre ormai è appeso a un filo il destino dei Campionati europei di calcio previsti a giugno. A Olimpia è stata accesa la fiaccola olimpica, ma è difficile prevedere un regolare svolgimento delle Olimpiadi estive di Tokyo. Fino al 3 aprile sospesa anche la Premier League del calcio britannico. La Formula 1 si ferma fino a maggio. Rcs Sport ha annunciato che il GIro d'Itaia non partirà più il 9 maggio da Budapest. Sul futuro della corsa ciclistica si prenderà una decisione una volta usciti dall'emergenza.

A New York non si svolgerà la tradizionale sfilata per la festa di San Patrizio, un evento a cui partecipano centinaia di migliaia di persone. È la prima volta che accade in 258 anni. 

Si allunga la lista delle personalità politiche vittime dell’epidemia. Sophie Trudeau, moglie del premier canadese Justin Trudeau, è risultata positiva al test del coronavirus. Sia lei che il marito sono in quarantena. In Spagna sono positive due ministre:  Irene Montero (Pari opportunità) e Carolina Darias (Politica territoriale e funzione pubblica). Tampone positivo anche per Santiago Abascal, leader del partito di destra Vox. Positivo il ministro degli interni australiano, Peter Dutton. Negativo  il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Il suo addetto alla comunicazione è stato contagiato e l’uomo, lo scorso fine settimana, ha trascorso del tempo (compresa una cena) con  Donald Trump e il suo vice Mike Pence. 

Intanto in Russia il Cremlino raccomanda di stare a casa, nel caso non si sentano bene, ai giornalisti che di solito seguono le attività di Vladimir Putin. 

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