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domenica 19 maggio 2024
 
 

Pep Guardiola, addio Barcelona

27/04/2012  Se ne va Pep Guardiola, ma non è come sembra una storia d'amore finita. E il Blaugrana, comunque vada il futuro di entrambi, passerà alla storia per questi formidabili anni.

Adéu. Comunque vada, dovunque si vada, chiunque arrivi, domani è un altro giorno. La storia tra Pep Guardiola e il Barcellona finisce qui. Ma non è come sembra. Le storie tra gli allenatori e le squadre, anche quando, come in questo caso, sembrano amori a prima vista usciti da una poesia di Wislawa Szymborska, non sono mai amori che finiscono.

Semmai sono relazioni educative che un giorno finiscono il loro magico tempo: un allenatore e una squadra camminano insieme, come un maestro e i suoi allievi, finché c'è ancora qualcosa da dirsi e da darsi, da imparare e da insegnare anche reciprocamente - non è detto che le relazioni educative siano a senso unico anzi -, poi un giorno si capisce che il percorso è finito perché è arrivato il punto in cui si è spremuto tutto e arriva il momento di mettersi alla prova altrove, con altri, di fare un altro pezzo di strada nella vita, ognuno con il proprio bagaglio.

Per Pep Guardiola il Barcellona è stato la sfida massima, ma anche il nido in cui è cresciuto, il luogo che ha fatto di lui il calciatore che era e l'allenatore che è diventato, senza esperienze altrettanto alte prima. Ha vinto tutto con il Barcellona, 13 titoli da tecnico diventando esperto giorno per giorno. Il Barcellona e Guardiola sono cresciuti insieme in questi anni, cresciuti al punto da esser certi di restare, insieme, una leggenda imperitura nell'empireo del pallone, dove abitano in eterno le squadre che hanno fatto davvero sognare: l'Olanda totale, l'Inter del Mago Herrera, forse anche quella di José Mourinho in arte Mou, il Milan di Sacchi, l'Ungheria di Puskas, il Grande Torino...

Anche quelli che non avranno avuto, un domani, la fortuna anagrafica di veder giocare blaugrana secondo Guardiola, fantasticheranno della squadra leggendaria che forse era la più bella di sempre (ma non c'è mai la controprova) e faceva danzare il pallone sulla trama di un ricamo o sul naso della fochina Lionel Messi, che poi era una pulce ma fa lo stesso.

Fin qui la certezza. Del domani non ce n'è. Sarà difficile per entrambi ripensarsi senza l'altro. Il Barcellona potrebbe restare il Barcellona, se avrà la fortuna di trovare a guidarlo qualcuno, chiunque sia, che avrà l'umiltà di lasciarlo giocare a memoria come sa, senza pretendere di cambiare tutto. Pep Guardiola dovrà mettersi alla prova altrove, con la certezza che dall'altezza da cui parte si può quasi solo scendere, anche lui dovrà provare a ragionare diversamente, perché non tutte le squadre sono il Barcellona di Messi, Iniesta, Puyol & Co., e dovrà tenere a mente che non sarà facile pretendere da altri quello che al Camp Nou era naturale. In ogni caso buena suerte!

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