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giovedì 02 dicembre 2021
 
spiritualità
 

Agape, una settimana per riprendere in mano la propria vita

01/07/2021  Sono sei gli appuntamenti promossi quest'anno dall'associazione Famiglia della Luce con Camilla. I primi giorni i preghiera, di riflessione e di guarigione interiore confrontandosi con la Parola di Dio sono previsti tra l'11 e il 17 luglio, presso il Centro di spiritualità dei padri Somaschi e il Santuario San Girolamo Emiliani di Somasca (Lecco)

Una delle iniziative più interessanti dell’associazione Famiglia della Luce con Camilla, attiva in Lombardia dal 2015, è Agape, un percorso di una settimana residenziale per rileggere la propria vita alla luce della Parola di Dio. Ne parliamo con Fabrizio Penna, uno dei soci fondatori dell’associazione e iniziatore di questa esperienza insieme alla moglie, Elisabetta Fezzi, e a padre Francesco Ghidini, Oblato missionario della diocesi ambrosiana.

In una parola, cos’è Agape

«Dovendo usare una sola parola “agape” è traducibile con amore. Questo termine indica la forma di amore perfetto, quello del dono gratuito di sé verso l’altro. È l’amore di Dio verso l’umanità, ma anche quello di un genitore che si sacrifica per il proprio figlio o di uno sposo che si dona alla propria sposa, di un consacrato che si dona alla Chiesa.  Agape Italia è un percorso originale ed unico nel panorama nazionale, anche se esistono iniziative simili in altri luoghi del mondo. Però Agape è diverso dagli altri percorsi, perché è stato completamente scritto e adattato per le esigenze culturali e i ritmi degli italiani. Per questo sono stati necessari ben due anni di intenso lavoro da parte di noi tre iniziatori del percorso. Un lavoro a sei mani – in cui padre Ghidini ha curato la parte teologica mentre io ed Elisabetta quella umanistico-relazionale – e tanto pensato e voluto da essere addirittura inserito in una tesi di dottorato in teologia sui percorsi di nuova evangelizzazione presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Gli insegnamenti umanistici sono stati supervisionati dallo psicologo e psicoterapeuta Stefano Parenti, presidente dell’Associazione di Psicologia Cattolica, della quale faccio parte anch’io».

Come si svolge il percorso?

«L’obiettivo di Agape è di permettere ai partecipanti di rileggere la propria vita alla luce della Parola di Dio, trasfigurando ogni avvenimento passato, trovando risposte di senso nel presente e imparando a vivere la propria missione nella vita. Con uno slogan potremmo dire che è «un percorso di vita che cambia la vita».  Si svolge in sei giorni, dalla domenica pomeriggio al sabato pomeriggio successivo. Si alternano insegnamenti biblico-spirituali, che offrono una visione antropologica e teologica della propria vita, con insegnamenti umano-spirituali, che aprono ad una visione umanistica e sociologica. Completano il percorso altri momenti di preghiera e di meditazione, sia guidata che libera, sia comunitaria che personale, con l’adorazione eucaristica, la Santa Messa quotidiana, l’ascolto della Parola. Viene anche dato spazio alla Confessione e all’Unzione degli infermi. Molti momenti del percorso vengono svolti in silenzio proprio per aiutare le persone a scendere più profondamente in sé stesse e facilitare l’opera di guarigione, liberazione e consolazione da parte dello Spirito Santo».

È previsto anche un accompagnamento durante il percorso?

«Ogni persona ha un accompagnamento personale, attraverso colloqui quotidiani con guide appositamente formate sia dal punto di vista spirituale che umano. Inoltre dopo il percorso è previsto un “accompagnamento post Agape” attraverso colloqui personali in videoconferenza con la propria guida e formazioni extra per continuare a crescere. Preciso che Agape non è un percorso psicologico ma spirituale, anche se è evidente che le fragilità umane si intrecciano con quelle spirituali. Per questo i conduttori di Agape sono debitamente formati per effettuare un profondo ascolto empatico, essendo counselor professionisti ad indirizzo pastorale, oppure guide nei cammini ignaziani. Ma è fondamentale sottolineare che qualsiasi sia la ferita che la vita presenta può essere guarita da Gesù, non in modo magico ma attraverso passaggi progressivi di consapevolezza che portano ad abbandonarsi nelle mani provvidenti di Dio. Il compito delle guide, da una parte, è di promuovere la comprensione e accompagnare, dall’altra è di facilitare la fiducia e l’abbandono, decentrando verso Dio chi è troppo concentrato sul proprio io. Si tratta di un percorso di riorientamento esistenziale, rispettoso delle differenze e delle sensibilità personali, con un duplice sguardo di fede e ragione. Tuttavia, qualora emergessero situazioni di particolare fragilità, nulla esclude anche il successivo invio a figure professionali specializzate sempre collegate con Agape».

A chi vi siete ispirati?

«Le fonti di ispirazione sono molte, ma prima di tutto ci siamo ispirati a Gesù e alla sua Parola che guarisce. Gesù nell’esperienza di Agape non è presentato come concetto teologico o filosofico, ma come un uomo che ha vissuto la nostra stessa vita relazionale, ad eccezione della dimensione del peccato. Il nostro intento è di creare un cammino parallelo tra Gesù e la nostra esistenza: Lui, uomo perfetto, e noi persone imperfette sempre bisognose di imparare, di guarire e di essere consolati. Durante il percorso di Agape è presente un continuo confronto e ascolto di esperienze che propongono di camminare verso Dio Padre, accompagnati da Gesù ed ispirati dallo Spirito Santo. Gesù è un modello di vita, l’unica Persona in grado di rendere più vera e redenta la nostra umanità. Oggi esiste un grande bisogno di risposte di senso e durante Agape verranno fatte emergere anche le domande esistenziali più profonde».

A chi si rivolge in particolare?

«Agape è aperto a tutte le persone maggiori di 21 anni, di qualsiasi orientamento e fede, anche se il percorso si pone con chiarezza nell’alveo cristiano-cattolico. Il nostro obiettivo iniziale è di coinvolgere 18 persone per ogni percorso, ma per il futuro i numeri sono destinati ad aumentare perché verranno formate nuove guide. Il percorso è inclusivo ed è decisamente utile e consigliabile non solo a chi professa la fede cattolica ma anche a chi si dichiara agnostico o “confuso”, cioè in ricerca spirituale. Desideriamo accettare ma non relativizzare, proporre senza imporre, accogliere ma anche garantire ordine e raccoglimento. La scansione delle giornate è proprio pensata per facilitare questo processo di “discesa in sé stessi” tenuti per mano senza perdersi».

Quando e dove si svolgono i percorsi Agape?

«Sono previsti 6 percorsi Agape all’anno. Per il 2021 nei mesi di luglio, ottobre e dicembre. Tutti si svolgono in Case di Spiritualità che uniscono un buon livello di confort alla possibilità di pace e raccoglimento. Il primo appuntamento prende avvio l’11 Luglio 2021 e durerà fino al 17 luglio presso il Centro di Spiritualità dei Padri Somaschi e il Santuario San Girolamo Emiliani di Somasca (LC), facilmente raggiungibile anche non i mezzi pubblici. Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’associazione: famigliadellaluce.it»

 
 
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