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martedì 19 ottobre 2021
 
Appello per il Medioriente
 

AGIRE: «È un’emergenza senza precedenti»

04/09/2014  L’Agenzia Italiana Risposta Emergenze, che raggruppa dieci fra le maggiori Ong del nostro Paese, chiede un aiuto straordinario per poter sostenere gli interventi umanitari nel Medioriente in fiamme: tra Siria, Iraq e la Striscia di Gaza ci sono 12 milioni di persone in fuga dalla guerra e 14 milioni che hanno bisogno dei beni più essenziali.

Distribuzione di acqua potabile effettuata da Oxfam (una delle Ong di AGIRE) a Gaza. In copertina: profughi iracheni in fuga (Foto Reuters)
Distribuzione di acqua potabile effettuata da Oxfam (una delle Ong di AGIRE) a Gaza. In copertina: profughi iracheni in fuga (Foto Reuters)

A fine luglio, lanciando un appello per il Medio Oriente, Papa Francesco aveva ricordato che «tutto si perde con la guerra». E aveva aggiunto: «Questa è l’ora di fermarsi. Fermatevi per favore. Mai la guerra!».

L’estate che stiamo per lasciarci alle spalle sarà infatti ricordata come una delle più sanguinose del Medio Oriente in fiamme, dove si contano 12 milioni di persone in fuga dai conflitti, 14 milioni che hanno bisogno di aiuti umanitari e oltre 200 mila morti.

In Siria, dove è in corso il quarto anno di guerra civile, le vittime stimate sono 191 mila, i rifugiati sono più di 3 milioni, quasi tutti accampati negli Stati confinanti, a cui vanno sommati 6 milioni e mezzo di sfollati interni. Secondo le Nazioni Unite, 10 milioni e 800 mila siriani dipendono dagli aiuti umanitari: corrispondo a metà dell’intera popolazione prima della guerra.

In Iraq, gli estremisti dell’Isis hanno messo a ferro e fuoco il Nord. Attualmente, il numero di sfollati, soprattutto yazidi e cristiani, è salito a un milione e 450 mila, almeno 400 mila dei quali hanno trovato un rifugio di fortuna in scuole e parchi, altri sono ancora arroccati sulle montagne.

A Gaza, dove finalmente è stata firmata la tregua, i 50 giorni di conflitto hanno causato una grave crisi umanitaria: 1 milione e 800 mila persone non hanno accesso a cibo, acqua e cure mediche e oltre 500 mila hanno dovuto lasciare le proprie case.

Marco Bertotto, direttore di Agire, il coordinamento di 10 tra le più autorevoli Ong italiane presenti nell’area (ActionAid, Amref, Cesvi, Coopi, Gvc, Intersos, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes e Vis), spiega: «Sono conflitti differenti, con ragioni diverse, ma hanno in comune l’altissimo coinvolgimento delle popolazioni civili, in sfregio alle più basilari norme del diritto internazionale umanitario. In più, la vicinanza geografica fa sì che queste crisi siano tra loro intrecciate, generando lo spostamento di migliaia di persone: ne sono un esempio i palestinesi rifugiati in Siria e nuovamente costretti alla fuga, quelli siriani che hanno raggiunto l’Iraq e quelli iracheni che nel corso delle ultime settimane hanno cercato  salvezza in Siria».

Profughi siriani in Libano, assistiti da Gvc (un'altra delle Ong italiane che fanno parte di AGIRE).
Profughi siriani in Libano, assistiti da Gvc (un'altra delle Ong italiane che fanno parte di AGIRE).

Il bisogno di aiuto più forte della paura

Per questo, Agire e Croce Rossa Italiana hanno lanciato un appello per raccogliere fondi. Serviranno per garantire ripari sicuri, acqua, cibo, medicine, kit igienici e supporto psicologico a Gaza, in Siria e in Iraq, attraverso progetti locali delle associazioni.

Per esempio, Oxfam, una delle dieci Ong di Agire, sta distribuendo acqua potabile nella Striscia di Gaza, dopo che i raid israeliani hanno distrutto le tubature e causato danni agli impianti idrici. Inoltre, il bombardamento dell’unica centrale elettrica di Gaza ha causato il razionamento dell’energia, rendendo così più difficoltoso il funzionamento delle pompe idriche.

Mahmoud Hneif, operatore di Oxfam, gestisce un centro di dissalazione in cui l’acqua viene trattata e resa potabile. Poi, con il suo camion, la distribuisce agli sfollati. Racconta: «Durante il conflitto, ho sentito alcune esplosioni mentre guidavo da un rifugio all’altro. Temevo che una bomba potesse cadere proprio nel punto in cui mi trovavo». Tre operai dell’agenzia idrica comunale sono stati uccisi mentre tentavano di riparare alcune condutture danneggiate. La sicurezza non c’era, ma il bisogno di aiuto era ancora più forte.

«Quando le persone vedono il camion di acqua che entra nella scuola, arrivano subito intorno con bottiglie vuote», spiega Mahmoud. «Nei primi giorni, alcune erano così disperate che riempivano le bottiglie con le gocce che cadevano dal camion. È una scena che non dimenticherò mai».

Dall’inizio della crisi, Oxfam e il partner locale Youth Empowerment Center hanno fornito acqua potabile a più di 250 mila sfollati. Anche adesso che è stata firmata la tregua, molti sono ancora rifugiati in scuole sovraffollate. Per questo l’inizio dell’anno scolastico è stato rimandato. «Quando siamo arrivati qui la situazione era orribile», dice Salwa, che è rifugiato in una delle scuole rifornite da Mahmoud. «Dopo un paio di giorni, i camion hanno iniziato a venire. Era come trovare l’acqua nel deserto. Vogliamo davvero tornare a casa, vogliamo sentirci al sicuro: ma avere acqua pulita almeno ci consente di non ammalarci».

Per fare una donazione:

  * Numero verde 800.132.870 (dal lunedì al venerdì dalle h.09.00 alle h.18.00)

  * Online con carta di credito: www.agire.it

  * Bonifico bancario: iban IT64 R 03359 01600 100000013915 intestato ad AGIRE onlus, causale “Emergenza Medio Oriente”

  * Bollettino postale: ccp n. 4146579 intestato ad Agire onlus, Via Aniene 26/A - 00198 Roma, causale “Emergenza Medio Oriente”

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